domenica, giugno 24, 2012

Il Bacio (Hayez)

6 commenti     
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Vorrei parlarvi di quest'opera per la quale ho un'immensa ammirazione, questo Bacio, unito al bacio tra Paolo e Francesca di Amos Cassioli sono per me sempre fonte di commozione, il legame affettivo che ho con loro, me li rende speciali.

Indipendentemente dal significato che ogni pittore attribuisce alle proprie opere, credo sia ciò che l'opera stessa suscita in chi la guarda ad avere importanza, poco importa per me che “Il Bacio” abbia un sottinteso politico, io e la persona che con me condivide l'amore per questa tela (mio marito) ne abbiamo una visione che è solo nostra, l'abbiamo investita di un significato sentimentale e romantico, per noi rappresenta un momento, ormai fissato nell'eternità, del nostro amore.

Una delle copie è custodita in una delle salette dell'Accademia di Brera, in seguito al suo successo ne furono dipinte altre versioni, simili ma non identiche e per l'appunto, con significati differenti, anche politici; deve essere ricordata quella che il pittore inviò in Francia, una copia che si differenzia per pochi ma fondamentali particolari: una veste bianca abbandonata sui gradini, una parte della scena e il mantello del giovane.


Rimasta a lungo sconosciuta, la veste della prima versione sembra tradire un desiderio troppo forte da controllare, un abbandono totale che non bada alle circostanze, un abbraccio e un trasporto che cercano pace tra le braccia dell'amato.
Un professore di storia dell'arte potrebbe facilmente contraddire la mia interpretazione ma questa non è data dalla conoscenza bensì dalle sensazioni che la tela trasmette...e le sensazioni sono personali, non possono essere universali e condivise da tutti, nessuno me le può imporre o dirmi che sono sbagliate, sono sentimenti, a ognuno i suoi.

Ma torniamo al quadro. Alla tela fu attribuito un significato politico, quello che Francesco dall'Ongaro chiamò "Il bacio del volontario" venne investito di una connotazione che forse Hayez nel suo primo intento non aveva avuto intenzione di attribuirgli.
O forse si.

La presentazione a Brera nel 1859, a pochi mesi dall'ingresso di Vittorio Emanuele e Napoleone III a Milano e il confronto con la versione Parigina fecero saltare all'occhio un paio di particolari: il mantello del giovane e l'abito bianco.
Cosa potrebbe mai nascondere un mantello di politico?
La risposta in questo caso è semplice e strabiliante: il bordo del mantello Parigino è verde.
Questo colore unito alla calzamaglia rossa del giovane, all'azzurro dell'abito della donna e alla veste bianca, richiamano i colori di due bandiere: quella Italiana e quella Francese.
Due nazioni che si abbracciano nella rappresentazione, ma che nella realtà si erano alleate sino a determinare la nascita della nuova nazione Italiana.

Osservandolo non si può non essere rapiti dalla tragicità e sensualità di questo bacio, dal particolare del piede pronto a far da appoggio alla fuga, il pugnale che spunta da sotto le vesti, pronto a servire il suo possessore.

Come è possibile non restare incantati di fronte ai particolari minuziosi, le pieghe così ben disegnate del vestito, la cucitura ben delineata che unisce gonna e corpetto, le ombre, i segni del tempo sul marmo, la bocca socchiusa della donna che teneramente e disperatamente si aggrappa all'amante che con la mano in un gesto misto di forza e delicatezza le solleva il viso schiudendole la bocca in cui porre un bacio che potrebbe ahimè rivelarsi d'addio?

Le labbra di lui sembrano già protese e quel pollice, delicatamente poggiato sul mento sembra voler forzare in qualche modo la reticenza di lei...ma quel bacio deve infine arrivare perché il corpo di lei proteso e leggermente piegato sotto quello di lui, quasi completamente aderente non fa certo presagire che anche lei non lo desideri, fosse anche l'ultimo che da lui riceverà.

Per gli appassionati, su Amazon è disponibile anche  un bellissimo puzzle della Ravensburger da 1000 pezzi.

6 commenti:

Naly ha detto...

grazie per il tuo post.... è uno dei miei dipinti preferiti....braca!

Laura ha detto...

Grazie a te! E' anche uno dei miei preferiti, a Brera sono rimasta incantata a guardarlo per non so quanto... e non mi sarei staccata... :-)

Anonimo ha detto...

brava tu che sei andata a brera a vederlo... io sto a milano dal 74 e manco ho visto santa maria delle grazie e il cenacolo... sono da uccidere
monica c.

Laura ha detto...

E' stupendo, se te ne capita l'occasione non perderla... Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo mancano anche a me e, paradossalmente, ci sono andate le mie marmocchiette quando avevano 5 anni :-))

Luke ha detto...

emozionante

Laura ha detto...

Concordo, a me commuove sempre :-)

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