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Il lime o limetta, come e perché saper scegliere

By ottobre 18, 2011 ,

Frutto ancora scarsamente sconosciuto e utilizzato, il lime, la cui corretta pronuncia è “laim” è un agrume dal nome scientifico altisonante: citrus aurantifolia.

Conosciuto più comunemente come “limetta” vanta un’origine indiana e Malaysiana anche se, oggi, è coltivato principalmente in Messico e Sud America; derivante da un incrocio tra cedro e limone può essere talvolta confuso con quest’ultimo da cui si differenzia in realtà per le dimensioni (è più piccolo) e il caratteristico colore verde (nonostante talvolta lo si possa reperire anche di colore giallo).

Dal gusto dolciastro e poco aspro viene raramente consumato come un frutto, magari a fine pasto o per spezzare la fame quanto, piuttosto, come ingrediente di ricette, guarnizioni o, più di sovente nella realizzazione di cocktail internazionali quali il Mojito, la Caipirinha, la Caipiroska e così via.

Imparare a sceglierlo è fondamentale, soprattutto se si vuole sfruttarne il succo; un lime poco succoso, ahimè, potrebbe servire veramente a poco e allora, affiniamo vista e tatto e impariamo a scegliere.

Avendone a disposizione una discreta quantità ci si dovrà, per prima cosa, orientare su quelli che abbiano una bella buccia lucida e sottile, di un bel verde chiaro e, possibilmente liscia, scartando perciò quelli con chiazze marroncine, una colorazione più scura, opaca o una buccia butterata che di solito è indice di scarsa succosità .

Al tatto deve essere sodo, meglio lasciare nel cesto quelli che si schiacciano facilmente.

Utilizzandolo in ricette che richiedano l’uso del succo, un lime secco creerebbe solo danni e finirebbe per “sporcare” il risultato finale; facciamo un esempio.

Nel caso in cui voleste preparare un cocktail come la caipiroska, dopo averlo tagliato dovreste pestarlo leggermente con il pestello e, proprio in questo caso, se fosse poco succoso si verificherebbe uno sgradevole inconveniente: piccoli pezzi di polpa si staccherebbero finendo nel liquido. Per alcuni potrebbe diventare estremamente fastidioso e rovinare perciò la bevanda.

Restando in tema di cocktail, è da precisare che la buccia non deve essere asportata poiché avendo un sapore piuttosto aspro, si combina con la dolcezza del succo, conferendo un giusto bilanciamento e rendendo il gusto unico.

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