martedì, ottobre 18, 2011

ROSAT, la paura arriva dal cielo

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La paura e il timore legati a UARS sono ancora freschi ma per l’umanità non c’è pace, una nuova minaccia giunge dal cielo e per l’ennesima volta l’uomo è causa del suo male, non un asteroide, ma un satellite/telescopio ha deciso di farci tremare: ROSAT.

Rispetto a UARS però una novità c’è, questa volta le probabilità di essere colpiti aumentano, diventando 1 su 2000 (con UARS erano una su 3.200). Ancora la data dell’impatto non può essere definita, nel giugno 2011 si trovava a 327 Km sopra la Terra e, per ora, si sa che la caduta avverrà in una località indefinita tra i 53 gradi di latitudine nord e sud, tra il 21 e il 25 ottobre, con più probabilità il 23; di proprietà tedesca (produzione DLR), ha un peso pari a circa 2,4 tonnellate e vaga senza utilità nello spazio dal 1999, anno in cui è caduto in disuso.

Come un film già visto il tam tam si diffonde sempre più rapidamente e con essi il panico di divenire un bersaglio innocente; si disintegrerà a contatto con l’atmosfera? Si, ma non del tutto, una trentina di pezzi per un totale di 1.6 tonnellate potrebbero piombare al suolo a una velocità che potrebbe toccare i 450 Km/h e, tra questi, quelli che si suppongono più resistenti e pesanti saranno gli specchi del telescopio a raggi X e una struttura in fibra di carbonio.

Sebbene si presupponga che l’effettivo rientro sia da far ricadere nel corso di questo mese, non c’è possibilità di dare certezze a causa delle fluttuazioni dell’attività solare che influenzano la resistenza atmosferica.
Lanciato l’1 giugno 1990 doveva svolgere una missione di 18 mesi tuttavia, ha continuato a operare fino al 1998 ed è stato “spento” il 12 febbraio dell’anno successivo; in mancanza di un sistema di propulsione a bordo e in considerazione del fatto che impianti e apparecchiature sono riuscite a operare e sopravvivere per un tempo superiore rispetto a quello stimato, allo stato attuale, ci si pone nell’impossibilità di stabilire un contatto con la sonda e naturalmente, si rivela impossibile pilotarne il rientro.

La “caduta” verrà comunque seguita e monitorata dalle agenzie internazionali ma, nel caso in cui voleste seguire la orbita “in diretta”, seguendo passo-passo il rientro, lo potrete fare seguendo questo link: http://www.n2yo.com/?s=20638 .

2 commenti:

Luke ha detto...

che storia, non sapevo.

Laura ha detto...

Purtroppo è vero... :-(

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