lunedì, ottobre 31, 2011

Segreti e virtù dell'origano

Origano
 © Dzovana (flickr)  
L’origano, il cui nome botanico è origanum vulgare, appartiene alla famiglia delle labiatae e deve essere coltivato in aree soleggiate, seminando in primavera o riproducendo in autunno o primavera per divisione dei cespi; avendo cura di bagnare poco si dovrà lasciar “crescere” le piantine per 2-3 mesi prima di metterle a dimora in un punto soleggiato.

Altrimenti detto erba bastarda, erba acciuga, dittamo selvatico, può talvolta essere confuso con la “maggiorana” (origanum majorana); originario delle zone Mediterranee e Asiatiche trova un ambiente favorevole nelle aree calde con terreni che non necessitino di continue annaffiature, in ambienti sassosi, boschi e campi incolti.

L’ambiente più congeniale pare però essere la montagna (fino ai 2000 mt. d’altezza), al punto che l’etimologia del termine è da ricercare nell'unione di “oros” e “ganos” ovvero montagna e splendore, che dà origine all’espressione “splendore della montagna”.

Raggiunge altezze non molto elevate, al massimo 80 cm., produce foglie piccole e molto profumate ma anche piccoli fiori di colore rosa o rosso che fanno capolino nel mese di luglio e agosto; sommità fiorite e foglie sono piccoli doni della natura dalle indiscutibili proprietà medicamentose, da raccogliere nella stagione estiva e lasciar essiccare in un luogo in ombra.

Alla nascita della pianta di origano è legata la leggenda di un giovane chiamato Amaraco (in spagnolo significa origano); il Re, per stupire i suoi commensali lo investì del compito di portare presso la mensa un’ampolla contente un unguento dal profumo eccezionale ma lui cadde in maniera maldestra e la ruppe.
Tale fu il dolore che morì di crepacuore e gli dèi, impietositi dal giovane lo trasformarono nella pianta di origano cui diedero il profumo dell’unguento rovesciato.

Dal punto di vista culinario può essere utilizzato nella preparazione di pizze, sughi, pesce, verdure, in alcuni formaggi o con la famosa carne alla pizzaiola cui conferisce un sapore estremamente gradevole e leggermente pungente.

Questa pianta ha anche proprietà curative, tra i costituenti si trovano timolo, carvacrolo, tannini; è antisettico, antispastico, digestivo, emmenagogo, espettorante, stimolante, sudorifero e può essere utilizzato per curare: artrite, bronchite, dissenteria, mal di denti, meteorismo, nevralgie, problemi alla bocca, problemi di stomaco, vomito, diarrea, raffreddore, febbre, reumatismi, torcicollo e tosse.

Ecco alcune ricette semplici a problemi comuni anche se è bene non tralasciare mai i consigli del medico.

☼ Spargere l'origano sui cibi permette di renderli più digeribili ed evitare perciò difficoltà digestive e pesantezza.

☼ Per dolori al collo e reumatici è possibile preparare un decotto (fare bollire in acqua l'origano in una proporzione di 1 a 5 ovvero 50 gr. di origano per un quarto di litro in un pentolino chiuso) da applicare sulla zona dolorante ma, all'occorrenza, si può ricorrere anche all'utilizzo di fiori appena scaldati in una pentola, avvolti in un telo di cotone e applicati sulla zona dolente.

☼ L'infuso che si prepara versando dell'acqua bollita (un litro circa) su 30 grammi circa di foglioline, lasciando coperto per una decina di minuti e filtrando, una volta raffreddato è ottimo per risciacqui e gargarismi. In alternativa può essere bevuto per contrastare problemi alla gola e presenza di catarro.

☼ L'infuso preparato come detto precedentemente si rivela utile anche per un buon bagno aromatico, stimolante e purificante o per un pediluvio rilassante.

☼ Per tutti i problemi di stomaco e digestione difficile è sufficiente prepararne un infuso con 5 grammi in 250 ml. d'acqua da sorseggiare con calma quando è ancora caldo.

☼ Ottimo anche contro i raffreddori, una volta ridotto in polvere e respirato aiuta a starnutire e liberare il naso; in alternativa per raffreddori e bronchiti è possibile fare dei suffumigi.

3 commenti:

Letizia ha detto...

Ne abbiamo appena "potato" una belle siepe, che poi abbiamo diviso in piccoli mazzi per farla seccare.
La sua famiglia (di contadini) credo che non l'abbia mai comprato già secco e adesso che abitiamo in campagna facciamo lo stesso.
Mi servono proprio i suggerimenti per l'utilizzo..

Luke Scintu ha detto...

Questa guida dell'erborista l'avevo saltata:)

Laura C. ha detto...

@Letizia, che bello, a me questo manca in giardino... dovrei rimediare e prima o poi lo farò :-)

@Luke, grazie, sei sempre gentilissimo :-)

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