lunedì, novembre 28, 2011

Le mie notti nell'harem (Jillian Lauren)

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Oggi voglio consigliarvi un libro che, al momento dell’uscita ha suscitato scandalo e disapprovazione tra benpensanti e moralisti, "Le mie notti nell'harem "; sicuramente ciò che viene narrato non può essere considerato lodevole o degno di imitazione ma tant’è, errori nella vita ne fanno tutti, non tutti però sanno riconoscere di averli fatti e cercare di recuperare.

La protagonista è Jilian, diciottenne residente a New York con un sogno nel cassetto: fare l’attrice.

Una vita sempre fuori dal binario, in bilico tra bene e male, tra cose giuste e sbagliate, decisioni da prendere al volo, a volte difficili e a volte prese nel modo sbagliato; fare la spogliarellista, l’accompagnatrice, la comparsa in un film pessimo che nessuno avrebbe mai visto... tutto pur di realizzare il suo sogno.
E’ in questo modo che finisce per accettare di passare un po’ di tempo alla corte del sultano del Brunei, non sarebbe stata un’avventura in stile “Le mille e una notte”, sarebbe stata una semplice prostituta ma questo, forse, le avrebbe dato finalmente la spinta utile per sfondare nel mondo dello spettacolo.

Opulenza, sfarzo, ricchezza ostentata, party principeschi, lotte all’ultimo sguardo con altre modelle, vere e proprie competizioni per accaparrarsi la compagnia del principe Robin (Jefri) sono la normalità prima di finire ubriache, sballate, disperate, a dimenarsi su una pista piena di donne in cerca di favori; vendersi, accontentarlo per essere ricoperta di gioielli, abiti firmati, denaro ma anche l’invidia delle altre. Una vita difficile, estenuante, una lotta aspra e senza quartiere tra donne pronte a ogni malvagità pur di scalzare la preferita di turno.

Arrivò anche per lei il momento di essere l’eletta e, solo in quel momento si rese conto del fatto che, con Robin, si instaurava un equilibrio fragile in cui una sola mossa sbagliata avrebbe rispedito a pigiare il sedere sui divanetti, aspirando, anelando e implorando uno sguardo che probabilmente non sarebbe arrivato.

Ogni donna giunta fin li per intrattenerlo, per qualche strano motivo finiva per innamorarsi di lui, un uomo cinico, avaro d’amore, un uomo che considerava le donne come oggetti, da condividere se ve ne fosse stata necessità. E la necessità si presentò quando Jilian venne “ceduta” al fratello per testarla, vedere cosa ne pensasse, avere un suo giudizio.

Tutta quella storia era snervante, si conduceva una vita da reclusi, un paradiso dorato che non riusciva a far accettare lo sguardo di telecamere nascoste ovunque.
A metà del libro però qualche cosa cattura l’attenzione del lettore riportando alla mente parole dette all’inizio ma lasciate cadere nel dimenticatoio, per seguire le vicende “lavorative” della giovane Jilian: il tema dell’adozione.

Jilian è infatti stata adottata e il desiderio di ritrovare la madre inizia a farsi sempre più pressante, un bisogno che la spinge a pensare sempre più spesso a quella ballerina che non l’ha tenuta con lei quando era piccola ma forse ora, magari, potrebbe decidere di occuparsi della figlia che non ha mai accudito.

Vi lascio il piacere di scoprire il finale anche se, non sono previsti colpi di scena.

Jilian è presentata senza fronzoli, in maniera cruda, senza attutire la sua posizione, è una prostituta, è insicura, sempre alla ricerca di approvazione, è una spogliarellista che si sente sempre inadeguata e pur di trovare un po’ di sicurezza è disposta a qualsiasi cosa. Forse l’essere stata rifiutata le ha instillato una visione negativa di se stessa, una inadeguatezza che l’ha spinta ad abbassarsi a una vita di umiliazioni, di compromessi, fino alla sopportazione del volere capriccioso di un principe dall’animo arido.

Nonostante il tempo sia passato e lei sia cresciuta, sotto sotto è rimasta la bimba sempre in cerca di consenso, indecisa, sbeffeggiata e vittima di bulli; è sempre lei, la bambina grassoccia che avrebbe voluto fare la ballerina classica, proprio come quella madre che l’ha abbandonata.

E’ lei, sempre lei, nonostante tutto, la spogliarellista con altre aspirazioni, quella sottomessa a un principe incapace di amare ma alla ricerca di piacere, di chi lo amasse, adorasse, osannasse, compiacesse ma assolutamente incapace di ricambiare l’amore.

Non lasciatevi ingannare dal titolo, non prendetevela con Jilian, cercate di capirla, entrare nella sua psicologia, nel suo personaggio e riuscirete a essere meno severi con lei.

Nel caso in cui foste interessati "Le mie notti nell'harem" potrete trovarlo anche su Amazon.

7 commenti:

lisanna ha detto...

Eccomi ^_^

Laura ha detto...

Buongiorno e ben arrivata ;-)

Anonimo ha detto...

buongiornoooooooooooooooooooo

blucobalto ha detto...

buon giorno a tutti

Laura ha detto...

Ben arrivati e buona serata :-)

Stefania ha detto...

Ci sono anche io! ;)
Ma che bella questa recensione!!!

Laura ha detto...

Buongiorno! Il libro è sicuramente meglio della recensione ;-)

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