mercoledì, dicembre 21, 2011

Giuseppe Signori, di nuovo nei guai?

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Giuseppe Signori
© Tsuikwonglam76 (Flickr) 
In questi giorni si torna a parlare di calcio scommesse, di calcio malato, di truffe, partite comprate e vendute; campioni del passato e del presente si vendono al migliore offerente in nome di un’avidità che non ha fine.

Ci si chiede per quale motivo arrivino a tanto personaggi affermati, riconosciuti come icone dello sport e rispettate da tutti; basti pensare, in tempi recenti a Giuseppe Signori, accostato anche a questa indagine, in particolare per i rapporti con Sartor.

I più giovani forse non lo ricordano perciò, vorrei ripercorrere qui la sua carriera perché, nonostante i guai giudiziari e gli errori, resterà comunque uno dei big del calcio italiano.

Giuseppe Signori, detto Beppe, nasce ad Alzano Lombardo (Bergamo) il 17 febbraio 1968; attaccante, interpreta magistralmente il ruolo nonostante una statura approssimativa, che gli consente tuttavia una certa agilità e rapidità.

Tra le sue doti migliori, un forte sinistro e l'abilità sui calci da fermo, basti pensare al fatto che fu uno dei primi a battere i calci di rigore da fermo senza rincorsa; le sue abilità balistiche sono visibili fin da giovanissimo, a dieci anni entra nelle giovanili dell'Inter ma, dopo le trafile di rito, giunto alla Primavera, i nerazzurri non credendo proprio in quel fisico minuto, lo mandano dapprima in prestito, poi definitivamente nelle categorie minori.

Dopo l’iniziale scoramento, Beppe comincia con grinta e costanza a lottare per conquistarsi un posto di rilievo ed emergere tra i tanti: nella stagione 1984/85 gioca nella Società Calcio Leffe (nell'allora Interregionale), vi resta due anni contribuendo alla promozione in Serie C2, poi, comincia a girovagare. Nell'86/87 è al Piacenza in C1, l'anno dopo nella stessa categoria in prestito al Trento Calcio 1921, nell'88/89, con il Piacenza è in Serie B pronto per il grande salto.

Le sue presenze in queste annate non sono costanti e anche le sue reti sono piuttosto scarse, tutto ciò non scombussola più di tanto però Zdeněk Zeman, che decide di puntare su di lui per il suo Foggia (Serie B); non sbaglierà e vincerà la scommessa.

Con il tecnico boemo gioca sempre, forse, per il modulo particolarmente adatto alle punte, le reti cominciano a fioccare; sempre oltre i dieci centri stagionali, passa tre anni da favola contraddistinti dalla promozione in Serie A durante il secondo anno e, dalla convocazione in Nazionale nell'ultimo.

Dalla stagione 1992/93, per cinque anni e mezzo, veste il biancazzurro della Lazio e, per ottenerne i servigi, l'allora presidente Sergio Cragnotti, sborsò una cifra vicino agli 11 miliardi di lire; nella città capitolina Signori dà il meglio di sé: diventa capitano della Lazio, vince tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A entrando stabilmente nel cuore della tifoseria (con 127 reti è il terzo cannoniere di sempre della Lazio) e contribuisce al successo nella Coppa Italia 1997/98, anche se, ad onor del vero, quando i suoi compagni alzano la coppa al cielo, lui da sei mesi sta già vestendo la casacca della Sampdoria.

Ciliegina sulla torta è la partecipazione al Mondiale USA 94 in cui contribuisce alla conquista del secondo posto.

A Genova giunge infortunato, non si adatta e, dopo solo sei mesi, migra a Bologna dove trova l'ennesimo rilancio; gioca sei anni alla grande e a 36 anni chiude con la Serie A totalizzando 344 presenze e 188 reti.
Nel 2004/05 tenta la fortuna in Grecia al Iraklis Thessaloniki Football Club e, l'anno dopo, chiude definitivamente con il calcio in Ungheria al FC Sopron.

Resta nel mondo del calcio dapprima come aiutante dell'amministratore della Ternana poi, si ricicla come opinionista televisivo in Rai e Mediaset.

Nel giugno 2011 il tracollo: viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta di scommesse illecite nel calcio per via di partite truccate e, rilasciato dopo quindici giorni (inizialmente agli arresti domiciliari), diventa solo semplice indagato.
In ambito calcistico, la Commissione disciplinare della Federcalcio lo squalifica per cinque anni con radiazione da qualsiasi categoria.

Perché dunque rovinare una vita di gioco e impegno, distruggere un’immagine costruita con fatica? E come lui molti altri.


Di nuovo.

Oggi.

L’avidità ha vinto su tutto.

7 commenti:

ilrepungente ha detto...

Per me sono tutti corrotti i giocatori, chi più, chi meno....quando girano troppi soldi le truffe aumentano.

stefania ha detto...

Tu la chiami avidità... Sei magnanima! Per me son proprio assurdamente stupidi! E mi fermo qui...

Laura ha detto...

Ho voluto essere delicata, certo si può dire il peggio del peggio, le giustificazioni per farlo ci sono tutte ;-)

lisanna ha detto...

mah... la penso come Rosario... attorno al calcio girano troppi soldi e sono molti che ne vogliono approfittare ...

Laura ha detto...

Io voglio sperare che la maggior parte sia "pulita", sennò sarebbe veramente uno schifo.

Luke ha detto...

Marcio il mondo del calcio

Laura ha detto...

Spero non tutto; di certo, girano troppi soldi (immeritati e vergognosi).

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