sabato, dicembre 03, 2011

Il linguaggio segreto dei fiori (Vanessa Diffenbaugh)

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Il linguaggio segreto dei fiori” è stato il caso editoriale del 2011; scritto da Vanessa Diffenbaugh, edito dalla Garzanti, faceva leva su una presentazione sibillina:

“Non mi fido, come la lavanda,
mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori.”

Poche parole che riassumono alla perfezione un romanzo denso di emozioni, una storia opprimente e claustrofobica, un pugno nello stomaco che scava nel cuore e nella mente di chi legge; è come percorrere una via ferrata, basta poco, una disattenzione e il precario equilibrio raggiunto da Victoria, la protagonista, potrebbe rompersi, lasciandola in balìa delle sue emozioni e dei desideri che non ha mai avuto il permesso di provare.


Ha 18 anni quando la narrazione inizia ma i flashback, i salti temporali sono frequenti, necessari per conoscerla, capire chi è quella ragazza che vive in un mondo estraneo ai più, il mondo dei fiori.



I fiori parlano, raccontano, svelano emozioni e sentimenti, il loro linguaggio è universale ma controverso e la prova di questo sono i testi che ne riportano i significati; per capirli ci vuole sensibilità, ascolto e osservazione, non da tutti di certo, ma possibile per alcuni... come Grant.

Victoria è sola e fin da piccola vaga tra l’orfanotrofio e le famiglie che provano ad adottarla; ma lei non si lascia andare, non riesce a stare con nessuno, la sua infanzia è costellata di visi e braccia che in un primo momento l’abbracciano e poi la allontanano.

Fino a Elizabeth.

Elizabeth ama i fiori, ha un vigneto.

Elizabeth è stata come lei.

Un carattere difficile da domare e capire, un rebus per gli altri e per questo, ora, desidera con tutta se stessa adottare Victoria. E glielo dice.
Qualsiasi cosa farà, lei non la abbandonerà, la terra vicina, sarà la sua mamma, le vorrà sempre bene, amerà i suoi pregi ma soprattutto amerà i suoi difetti. Nonostante la diffidenza, i tentativi di sabotaggio, la piccola Victoria riesce infine ad abbandonarsi tra le sue braccia, impara a volerle bene, comprende di volere stare con lei e di esserne gelosa. Tanto, troppo gelosa, al punto di commettere l’irreparabile.

O almeno è quello che crede.

A 18 anni però Victoria è di nuovo sola, a Elizabeth è stato vietato di adottarla, un atto d’amore mal concepito dalla bambina si trasforma in un dramma e così tutto sfuma velocemente, senza che si abbia la possibilità di rimediare, senza rendersi conto che lo si debba fare. La paura di amare fino in fondo, ha condizionato di nuovo la vita di questa ragazzina, sperduta in un mondo di sentimenti e sensazioni che è incapace di comprendere e gestire.

Con Elizabeth però ha imparato ad amare i fiori, comprenderne il linguaggio profondo, e ha scoperto come utilizzarlo per comunicare ciò che non riescono le parole; fiori per allontanare, mettere una barriera, per conquistare, dichiarare uno stato d’animo, per avvicinare due persone e per far nascere un amore. Con la conoscenza dei fiori è in grado di piegare il corso degli eventi, raggiungere cuori e coscienze, schiuderli e illanguidirli ma anche suscitare curiosità e interesse.

Questo è ciò che le riesce meglio e che la porta a lavorare presso una fioraia, una donna fuori dal comune che la accoglie come una figlia, e questo, è quello che la avvicina a Grant, il giovane solo come lei, con la passione per i fiori, con il cuore grande e generoso, con la pazienza di accettare i tempi di Victoria, le sue paure, le incertezze, l’odio che talvolta prova per se stessa.

Il suo amore ne scalfisce la corazza e poco alla volta, la diffidenza, lascia il posto a sentimenti romantici, al desiderio di lasciarsi andare, amarsi, accettarsi; tuttavia la ragazza è continuamente tormentata dai dubbi, ha il timore che prima o poi tutto finirà e, se questo dovesse accadere, sa che sarà solo per colpa sua.

La storia d’amore tra i due giovani è coronata dal concepimento di una bimba eppure, proprio questo evento sarà quello che rimescolerà le carte, gettando un’ombra cupa sulla vicenda. Molte cose cambieranno e Victoria tornerà a pensare a Elizabeth, lei che non l’avrebbe mai abbandonata, non l’avrebbe mai lasciata sola... e proprio con lei troverà finalmente la pace e il sorriso, chiudendo un cerchio che tanti anni prima si era spezzato.

Un libro lento e veloce al tempo stesso, difficile talvolta da digerire, complesso da analizzare, un best seller che si è meritato un posto nell’olimpo dei libri ma con un valore che solo il tempo saprà confermare.

Non è un libro mordi e fuggi, inadatto per rilassarsi, inutile per svagare la mente; è una storia dura e triste con uno sfondo di romanticismo e una freschezza inaspettata. Il retrogusto amaro è lenito dalla speranza che, leggera, percorre ogni parola, ogni riga, ogni pagina.

Imperdibile, nonostante tutto.

8 commenti:

lisanna ha detto...

mi piacerebbe leggerlo

Laura ha detto...

E' molto bello... ma certo non ti rilasserà ;-)

ilrepungente ha detto...

Se non si parla di fiori di cactus...non mi interessa....-_-

Laura ha detto...

Eeeeh no. Però alla fine, tra i significati c'è anche quello dell'Hoya. ;-)

stefania ha detto...

Bella questa recensione! Me la sono proprio gustata :)))

Laura ha detto...

Grazieeeee, così mi fai arrossire :D

nino p. ha detto...

recensione bellissima

Laura ha detto...

Grazie, troppo gentile :D

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