domenica, dicembre 11, 2011

Tinture vegetali: indigofera tinctoria (indigo)

Torniamo a parlare di tinture vegetali per capelli.

Alcuni post fa vi ho parlato dell’henné, oggi invece vorrei parlarvi dell’indigo, spesso in maniera impropria definito henné nero; utilizzato per ottenere il nero profondo o, miscelato all’henné, per tingere i fili argentei che purtroppo con il passare del tempo fanno capolino sulla testa di molte donne, è facilmente reperibile nelle erboristerie o farmacie erboristiche.

Il suo nome è indigofera tinctoria, appartiene alla famiglia delle Fabacee e un tempo veniva utilizzato per tingere le stoffe; si presenta di colore verde e, utilizzato sui capelli bianchi, restituisce un bell’azzurrino stile fata turchina mentre applicato sui capelli scuri regala un nero intenso con fantastici riflessi blu (anche se molto dipende dalla base di partenza). Unito in percentuale variabile all’henné permette invece di coprire i capelli bianchi ottenendo varie gradazioni di castano ma, di questo, ne ho parlato nel post “Coprire i capelli bianchi con le tinture vegetali”.

E’ perciò vietato nella maniera più assoluta utilizzarlo da solo per la copertura dei capelli bianchi.

Acquistandolo sarà bene fare attenzione che sia puro e riporti perciò come unico ingrediente “indigofera tinctoria” o, al massimo, altri ingredienti come il mallo di noce (juglans regia), katam o henné ma non picramato o ingredienti chimici.

Il procedimento di preparazione e applicazione è molto più rapido rispetto all’henné e, a meno che non si abbiano allergie particolari (Glucose-6-phosphate dehydrogenase deficiency, per esempio), può essere applicato in sicurezza, sottoponendo il capello a un vero e proprio trattamento di bellezza poiché è antiforfora, lucidante e rinforzante.

Per la preparazione (non se però si devono coprire i capelli bianchi!) è necessario munirsi di:
indigofera tinctoria
acqua calda
ciotola in ceramica o plastica
cucchiaio in legno o plastica
sale (opzionale)
guanti protettivi
vecchi asciugamani o un accappatoio per proteggere i vestiti
carta da giornale o stracci per coprire il pavimento

Inserite nella ciotola la polvere necessaria poi versate l’acqua, mescolando ed evitando la formazione di grumi; alcuni uniscono anche del sale fino per favorire l’ossidazione tuttavia, casualmente, essendomelo dimenticato una volta, mi sono accorta che la sua assenza non pregiudica il risultato perciò vi consiglio di sperimentare e decidere in autonomia se aggiungerlo o evitarlo.

Una volta preparato lo si dovrà lasciare ossidare 15-20 minuti circa, fino a quando avrà assunto un colore tendente al blu/viola poi, lo si potrà applicare; secondo alcuni invece è meglio applicarlo direttamente in modo che ossidi sui capelli e non rischi di non prendere.

L’applicazione dell’indigo non è semplice perché tende a sfaldarsi, è possibile aggiungere perciò per renderlo più fluido del bianco d’uovo o del balsamo, io preferisco questa seconda soluzione, in particolare lo Splend’Or al cocco che conferisce anche una nota vagamente profumata nascondendo il forte profumo della tintura.

Prima di applicarlo coprite bene gli abiti ed eliminate temporaneamente tutto ciò che si potrebbe macchiare poiché riuscire a togliere macchie di indigo è quasi impossibile; sulla pelle applicate della crema che faccia da barriera e lavate immediatamente gli strumenti che utilizzerete e il lavandino perché le macchie poi ci mettono molto a sparire (sempre che scompaiano). Per questo proteggete tutto il possibile.

Una volta terminata la stesura coprite con una cuffia da bagno o della pellicola trasparente, attendete 30/40 minuti circa poi armatevi di pazienza e iniziate a sciacquare; ci vorrà un bel po’ prima che si riesca a liberare tutti i capelli che potranno anche risultare annodati quindi, terminate l’opera, date una passata con poco balsamo o con un poco di aceto.

Nei giorni successivi evitate di lavare i capelli perché l’indigo maturando stabilizzerà il colore; in questo tempo coprite la federa del cuscino quando andrete a dormire o utilizzatene una che tenete proprio per questa occasione e fate attenzione perché passando le mani nei capelli potreste ritrovarvele blu... unghie comprese.

Niente paura però, il colore andrà via semplicemente lavandole.

6 commenti:

stefania ha detto...

Ma come le hai imparate queste cose da "piccolo chimico"? ;)

Laura ha detto...

Ehehehe, in effetti mi manca solo di fare esplodere la casa :D

Anonimo ha detto...

Per coprire i capelli bianchi? MI SERVEEEEEEE!!!
Monica c.

Laura C. ha detto...

Io lo uso da tempo... senza non potrei vivere ;-)

Emilia Formicola ha detto...

Ciao!
Mi coccolo con la lawsonia da circa un annetto, e i miei capelli me ne sono eternamente grati da un castano chiaro adesso ho un bel castano ramato molto caldo che amo... tra qualche mese, però, devo fare uno spettacolo e ho bisogno di tagliare i capelli e tingerli di nero (o di un castano molto scuro). Avevo pensato all'indigo, e mi chiedevo in che dosi dovrei prepararlo e se va via facilmente, ossia se posso tornare, dopo averlo fatto, al mio solito rituale di sola lawsonia. Grazie mille :)

Laura C. ha detto...

Ciao Emilia, io uso l'indigo quasi per obbligo perché devo coprire alcuni capelli bianchi perciò faccio il doppio procedimento. L'unica volta che ho cercato di smettere per tornare al katam e averli più sul castano, non c'è stato verso, il nero non se ne andava e si vedeva la differenza. A me dura tantissimo, se non fosse per la ricrescita potrei aspettare tempi lumghissimi prima di rifarlo. Ti consiglio magari di fare una prova su una ciocca nascosta, magari piccolina ma che si possa verificare facilmente. La durata è molto soggettiva, c'è a chi scarica subito, magari sei tra le fortunate. So che molte usano l'impacco schiarente inglese per schiarire i capelli, purtroppo non l'ho mai testato e non so dirti se funzionerebbe con l'indigo ;-)

Lettori fissi

Powered by Blogger.