giovedì, gennaio 26, 2012

Cronache di poveri amanti (Vasco Pratolini)

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1922. Firenze. Seppur vicina al centro, Via Del Corno rimane per i più una via nascosta alla vista, una via in cui son cresciute fianco a fianco 4 giovani ragazze, amiche-nemiche sempre insieme, sempre pronte a scontrarsi o passare il tempo in allegra compagnia.

Aurora, la figlia dello spazzino, Bianca figlia di un venditore di dolci ambulante, Milena figlia di un ufficiale giudiziario e Clara figlia si uno sterratore, tutte impegnate con i loro amori; amori ufficializzati come nel caso di Aurora che vive con Nesi, cui ha dato un figlio, o come Milena, sposina fresca e reduce dal viaggio di nozze, oppure amori in procinto di essere ufficializzati con un fidanzamento, come nel caso di Clara o Bianca.

Bianca.
Bianca cresciuta senza amore, con una matrigna che non l’ha mai amata veramente, non l’ha mai coccolata e accarezzata ma ha riempito il cuore di questa giovinetta di tanta amarezza, tristezza e solitudine.

Bianca che un giorno incontra un uomo, Mario, che non abita in via Del Corno e per questo non può vedere ogni momento.

Mario, di cui lei si è innamorata e pur di averlo vicino, cerca da “Maciste”, il maniscalco, un alloggio in cui ospitarlo.

Maciste è un uomo generoso, militante stimato del Partito Popolare che ha per moglie la signora Margherita, una cara amica delle quattro ragazze la quale, proprio in nome di questa amicizia, quando Bianca chiede aiuto, non oppone resistenza e, con il marito, acconsente ad ospitare il giovane tipografo nella sua casa.

Non tutti però hanno il cuore d’oro di Maciste, Nesi per esempio è un uomo losco che accetta di nascondere la refurtiva di una rapina compiuta da un certo Giulio, che gli era debitore ma che non sapeva essere stato trattenuto al commissariato; i traffici di Nesi non sfuggono alla “Signora”, una donna malata e debole nel corpo ma non nello spirito, una donna che vigila e muove gli abitanti della via come se fossero burattini. Lei che plasma il destino degli altri sa infatti di Nesi e sa di Giulio, al punto che, venuta a conoscenza del fermo del secondo, manda a chiamare Nesi per esigere da lui dei soldi per mantenere la moglie di Giulio e la figlia.

Furibondo per questo affronto, non potendo sfogarsi sulla Signora, una volta tornato a casa picchia e insulta Aurora ormai divenuta una povera e triste ragazza, costretta a vivere con un uomo che non ama e non tollera più. Come può liberarsi di lui, fuggire e ricostruire la sua vita con quella del figlio? Come può fare questo se non ha soldi e un rifugio?

Le vicende di Aurora, Nesi e il di lui figlio Otello, passano però in secondo piano quando il marito di Milena, un uomo tirchio ed egoista, finito nel mirino dei fascisti proprio per la sua avarizia, una notte non rientra dal negozio.
E’ Milena che urlando e chiamando la madre attira l’attenzione sulla vicenda, è lei che piangendo e singhiozzando suscita l’immediata reazione del buon Maciste che prontamente si offre d’accompagnarla in ospedale a vedere se per caso il marito non sia finito lì. Purtroppo la brutta previsione si avvera e Alfredo viene ritrovato in condizioni pessime, tumefatto e lacero, vomita e presenta lesioni interne, ma questo è solo l’inizio di ciò che finirà per coinvolgere tutti gli abitanti di via del Corno.

Rapidamente gli avvenimenti si susseguono in un crescendo sempre più drammatico finché il mondo sembra improvvisamente fermarsi di fronte alla morte del Nesi, disperato per la fuga di Aurora e Otello, e l’abbandono da parte della madre del proprio figlioletto; non passa molto tempo che i due giovani amanti manifestano il desiderio di tornare a casa per costruirsi una vita insieme scatenando la reazione della madre del Nesi che, pur di riabilitare la figura del figlio, sparge la voce che in realtà è con Otello che Aurora ha illegittimamente concepito il figlio poi abbandonato.

La gioia però subisce un forte scossone quando Otello si rende conto che la donna che li ha aiutati a fuggire, la Signora, lo ha fatto ben sapendo che questo avrebbe portato il padre alla morte.

Le vicende delle giovani di via del Corno si intrecciano e le accomunano per le disgrazie e i rovesci del destino; è ora la volta di Bianca, l’ insicura fanciulla che vede morire l’amore di Mario per lei mentre lui si dirige sempre più verso Maciste e la nuova passione politica, verso l’essere considerato un sovversivo così come lo è Maciste e il suo fido lavoratore Ugo.

Le vicende politiche conducono alla “notte dell’Apocalisse”, la notte in cui i fascisti dispongono di sentenze per prelevare i sovversivi dalle loro case, la notte in cui Maciste e Ugo lanciati a velocità folle con il sidecar per salvare quante più persone possibili dal fascio, si ribaltano di fronte alla Chiesa di San Lorenzo e vengono raggiunti dagli spari degli squadristi, la notte in cui Maciste perde la vita per onorare il proprio credo politico.

Gli avvenimenti cambiano le persone, a volte costringono a crescere, altre gettano un’ombra sul cuore e, le 4 ragazze di via del Corno, non fanno eccezione; sono costrette a maturare anche se tentano di nascondere l’un l’altra le preoccupazioni, i piccoli segreti e le delusioni che la vita ha offerto loro. Non parlano più come una volta, le loro chiacchierate, i loro ritrovi appaiono ancora sereni e leggeri ma nei loro cuori, nelle loro anime, la disillusione, la perdita degli ideali e la paura non mancano mai di far avvertire la loro presenza.

Aurora ormai sempre più lontana dal marito Otello teme che da un momento all’altro lui l’abbandoni per Liliana di cui sembra essersi invaghito, Clara è prossima al matrimonio, Milena è turbata dalla gentile presenza di Mario che continua a far visita ad Alfredo, e Bianca vede il suo fidanzato allontanarsi sempre di più.

Fino al giorno in cui le confessa di volerle bene ma non di amarla più.

Così, lentamente, le sventure e il destino conducono verso l’epilogo, il quadro completo e ormai immobile delle quattro donne e degli uomini il cui destino è compiuto.

Aurora rassegnata al tradimento di Otello con Liliana non protesta e non si ribella, non ricerca l’amore dell’uomo perduto ma lascia che lui, come fece il padre molto tempo prima, si barcameni tra la moglie e l’amante.

Bianca, superata l’idea del suicidio incontra il ragazzo che lavora per Ugo, un ragazzo senza ambizioni politiche ma propenso a dare alla propria amata tutto l’amore, la serenità e il benessere di cui è capace.

Clara e Bruno si sono sposati e attendono l’arrivo di un figlio.

La Signora, dopo essere stata abbandonata da Liliana che le faceva da infermiera ha accusato il colpo ed è stata colpita da paralisi; ora non incute più paura e i cornacchiai si fanno beffe di lei.

Milena subito dopo la morte del marito si è consolata con Mario, l’uomo che per tutto il periodo della malattia le è stato vicino aiutandola e che è diventato l’erede legittimo di Maciste.

Nel finale del libro 2 giovani, Musetta e Renzo si incontrano e danno l’avvio a nuove avventure in via del Corno; una rapida nota biografica perché Renzo non è altro che l’autore, Vasco Pratolini.

Un libro complesso e intrigante in cui bene e male si fronteggiano nelle vicende di tutti i giorni, in cui il bene rappresentato da Maciste, l’uomo buono con ideali solidi e spirito di sacrificio, sembra non trionfare ma perire sotto i duri affondi del destino, delle ossessioni e degli estremismi politici.

Un libro in cui sembra vincere il Male, rappresentato dalla Signora, dalla donna che tutto sa, tutto vede e tutto governa, la donna che decide il destino degli altri con astuzia e arroganza, con mezzi illeciti e sotterfugi, colei che utilizza le disgrazie degli altri per placare la sua sete di vendetta e saziare il suo desiderio di dominazione; una donna malvagia che sembra aver piegato una via e aver vinto la battaglia contro l’onestà e la giustizia ma cui il destino, con un colpo di coda, toglierà tutte le certezze, utilizzando come tramite uno dei suoi strumenti, una delle persone che ha utilizzato per raggiungere un suo scopo: il destino si compirà per lei tramite Otello.

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