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Black Hole (Angelo Paratico)

By febbraio 21, 2012

Nonostante i Maya si stiano rivoltando nella tomba per il modo in cui il loro calendario è stato interpretato, nonostante scienziati e astronomi stiano cercando di dirci in tutti i modi che Nibiru potrebbe essere tutto fuorché un pericolo, nonostante la cometa Elenin abbia deciso di dare forfait e abbattere le paure apocalittiche di molti, il 2012 con i suoi interrogativi è qui e continua a far parlare con film e libri più o meno fantasiosi.

Black hole” nasce cavalcando l’onda di paura che ha suscitato l’avvicinarsi dell’anno “del giudizio universale” ma non solo, in un calderone di profezie vere o presunte riesce a inserire anche gli esperimenti del CERN.

Giuliano, uno dei protagonisti, un uomo di poco più di 50 anni, docente di fisica nucleare alla facoltà di ingegneria di Hong Kong è il primo a ricevere inquietanti presagi sul futuro dell’umanità; il CERN e i Gesuiti si mescolano in questa prima parte, avvalorando la terribile ipotesi che l’LHC possa, nella ricerca del bosone di Higgs, in qualche modo creare microscopici e pericolosissimi buchi neri.

Se fosse accaduto e se non si fossero richiusi, la Terra, sarebbe stata ridotta a un chicco di riso o in alternativa, sarebbe potuta esplodere come se a detonare fossero state un milione di bombe atomiche.


Mentre a Hong Kong le vicende del professore proseguono, in parallelo, a Ginevra, la figlia del prof. Martini, fresco di visita al CERN, pare essere posseduta dal demonio e come lei, altri 2 casi creano un certo allarmismo; che il diavolo stia mettendoci lo zampino?

RAYPOZ, questo è il suo nome, prima di abbandonare il corpo della giovane fa sapere che presto sarebbe tornato facendo calare un velo di terrore tra chi, in quel periodo, viveva le paure allarmistiche e i rischi legati alla sperimentazione della ricerca della “particella di Dio”.

Le vite dei protagonisti si intersecano; Martini, Giuliano e molti altri sembrano essere tutti legati nel nome del CERN. Un omicidio, sogni premonitori, presagi e piani di salvataggio riempiono le pagine facendo già immaginare il finale che pare essere, almeno in parte, scontato.

Un gruppo di apoti si prende la briga di definire, in una realtà parallelo/virtuale alcuni piani di emergenza da mettere in atto nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare all’improvviso e, soprattutto, nel caso in cui l’umanità dovesse correre un grave pericolo; messo a punto un piano B (Armageddon), in caso di Black Hole, si pone il problema di un piano C.

Il tempo passa e i guai iniziano a presentarsi, il buco nero risponde all’appello, si autoalimenta, cresce e inizia a “mangiare” tutto ciò che trova sulla sua strada, a nulla valgono i tentativi di intervento, i paesi collaborano tra loro senza litigare ma, dopo un primo istante in cui il problema sembra risolto, ci si rende conto che la Terra è in serio pericolo.

Il Vaticano non sfugge all’ira del buco, le statue piangono lacrime di sangue, le lastre di alcune tombe si sgretolano e con lui, tutta l’Italia inizia a sentire il fiato della morte sul collo. Come risolvere la situazione?

Semplice, basta ricorrere al piano “Apocalisse”, una sorta di Arca di Noè in cui stipare 12 eletti per (forse) ricominciare a vivere in una nuova dimensione temporale; 3-2-1 via, la navetta fa il suo viaggio e al termine, i nostri eroi si trovano nella Pianura Padana con una splendida vista sul Monte Rosa.

Il mondo esiste ancora ma non è quello che hanno lasciato, un salto indietro nel tempo li ha catapultati tra gli uomini di Neanderthal e qui, il giovane Adam, incontrando la sua Eva (fantasioso, eh?) avrebbe contribuito alla rinascita del mondo.

Che dire di questo libro? Il titolo e la trama promettevano molto di più, in realtà si tratta di una lettura che fatica a decollare e mischia troppe cose trasformandolo in un minestrone di profezie, teorie, religioni e chi più ne ha, più ne metta, che viaggia in precario equilibrio tra scienza, fantascienza, religione e superstizione. Un cocktail che stordisce il lettore e riesce a scomodare di tutto, da “Angeli e demoni” alle particelle di Higgs, le particelle divine.

Le terminologie talvolta specifiche, le divagazioni e i particolari non riescono a catturare il lettore che si lascia sopraffare dalla voglia di saltare qualche riga di troppo nonostante i capitoli molto corti; poco scoppiettante non riesce a entrare nel vivo e stimolare nella lettura, non ha verve e fa naufragare l’ottima idea di fondo e gli ingredienti che, se fossero stati ben miscelati, avrebbero fornito un prodotto ottimo.

Peccato se ne sia persa l’occasione.

Lo consiglio però ai patiti del genere, a chi non si lascia scoraggiare da lunghe spiegazioni e a chi non trova troppo ostica una terminologia spesso troppo specifica che, in condizioni normali, si trasforma in uno scoglio noioso da affrontare o difficile da aggirare; mettersi ad approfondire i vocaboli o doverseli cercare per capire di che si parla potrebbe “smontare” anche il lettore più determinato e interessato.

Un ultimo consiglio spassionato, se dovesse venirvi in mete di saltare quelle che appaiono divagazioni, abbandonate l’idea, più avanti ve ne pentireste amaramente.

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