mercoledì, febbraio 29, 2012

Jonestown, la follia in un suicidio di massa

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© manbearpig650 (flickr) 
Dato che siamo nel 2012 e molti si fanno influenzare da teorie più o meno alternative sulla fine del mondo, vale la pena di ricordare che in passato, teorie più o meno strampalate provocarono la morte di centinaia di persone, suggestionate e catturate dalla rete di qualche disgraziato; in tempi recenti, Harold Camping ha clamorosamente steccato la data fatidica provocando più ilarità che altro ma, diversa fu la situazione che il 18 novembre 1978 si verificò a “Jonestown”.

Una data impressa nella storia è quella in cui ben 918 persone, secondo l’archivio di Jonestown.sdsu.edu (sponsorizzato dal Dipartimento di Studi Religiosi dell’Università di San Diego), persero la vita a seguito di quello che si considera il più grande suicidio di massa mai attuato; 909 morirono nella comunità, gli altri uccisi in altre circostanze. Sui numeri è bene chiarire che esiste però un certo disaccordo e varie fonti riportano dati che si discostano di una decina di unità circa le une dalle altre.

Chi fu l’artefice di questo disastro, uno dei più gravi mai avvenuti?

I suicidi, tra cui figuravano anche 219 bambini, erano adepti della setta del “Tempio del popolo”, il movimento laico di stampo socialista che conduceva, all’interno della società, battaglie volte alla conquista e difesa della libertà, integrazione razziale, esaltazione del comunismo, lotta al capitalismo e alla guerra, solo per fare alcuni esempi.

Il fondatore, James Warren Jones (Jim, per i più) era un predicatore che, grazie a una serie di accordi, dopo alcune vicissitudini politiche (tra cui appoggiare la candidatura del candidato democratico George Moscone negli USA), era riuscito ad acquistare alcuni terreni in Guyana e qui, convincere molti, tra cui le persone che appartenevano alla sua comunità agricola fondata in Louisiana, a trasferirvisi.

Questa zona franca, nascosta tra la fitta vegetazione della foresta, doveva essere il luogo che avrebbe protetto gli adepti da una possibile catastrofe nucleare; questo era anche il luogo in cui l’integrazione razziale sarebbe stata perfetta e tutti avrebbero avuto la possibilità di vivere in armonia.

Di fatto, pare che le cose non fossero proprio così e, al contrario, non si accettassero contestazioni o desideri di abbandonare la comunità se non pagando, spesso, con il prezzo della vita; i famigliari di alcuni adepti chiesero l’intervento delle autorità affinché indagassero su cosa accadesse a Jonestown e, il deputato Leo Ryan, nel tentativo di fare chiarezza si recò in Guyana. Scoperto che vi era effettivo pericolo, venne ucciso mentre cercava di riprendere l’aereo con la delegazione che era al seguito e alcuni adepti intenzionati, di nascosto, a tornare a casa. In quell’occasione 5 persone persero la vita e, proprio questa fu la scintilla che portò alla tragedia.

Il predicatore, inculcò nella mente dei membri della comunità che quello era in segnale che il male sarebbe arrivato in tempi rapidissimi e perciò, fosse necessario procedere al suicidio di massa; la scelta del “metodo” ricadde sul cianuro che tutti i membri, eccetto lui, dovettero bere.

Tragico e surreale appare che molte madri diedero ai loro figli, anche neonati, la pozione che avrebbe loro tolto la vita.

Jones non bevve, attese che tutti lo avessero fatto poi rivolse una pistola verso la sua tempia e si sparò; a questa catastrofe sopravvissero tuttavia alcune persone e, molte di loro, tramite la preziosa testimonianza, permisero di scoprire una realtà diversa da quella che altrimenti si sarebbe conosciuta, partendo dal fatto che non tutti fossero concordi a togliersi la vita, fino ad arrivare a mettere in luce una comunità in cui, è vero che molti vivevano in armonia e collaborando, ma dove non esisteva una libertà reale.

Quando i corpi vennero scoperti erano già in stato di decomposizione, in molti casi i famigliari non poterono permettersi il rimpatrio delle salme per motivi economici e in altri non vennero neppure richiesti facendo si che, in molti, venissero seppelliti in una fossa comune.

Chi se la sente e riesce a comprendere l’inglese può ascoltare l’audio di quello che accadde quel giorno prima e durante il suicidio di massa, conoscendo così anche la delirante scusa addotta per uccidere tanti bambini.

Sottolineo di fare molta attenzione e non ascoltarlo a meno di non esserne pienamente convinti, io non mi aspettavo di ascoltare le urla dei bambini mentre venivano uccisi dal cocktail micidiale perciò, vi avverto, per evitarvi una sorpresa tutt’altro che gradevole; per gli interessati alla storia, sarà invece sufficiente cliccare qui: The Jonestown Death Tape (FBI No. Q 042).

9 commenti:

ilrepungente ha detto...

Mi mancavano queste tue perle di saggezza di massa...ahahahah

Laura ha detto...

Ecco vedi, lo sapevo, era un po' che mancavano, dovevo rimediare ;-)

Stefania Esse ha detto...

Non ho voluto ascoltare ma sono agghiacciata lo stesso!

Laura ha detto...

Stefania hai fatto bene a non ascoltarlo, è disumano, io disgraziatamente non lo sapevo.

M.M. ha detto...

I suicidi di massa: terrificanti!...non solo per il fatto in se, ma per l'enorme capacità di condizionamento di cui riescono ad essere vittima gli esseri umani

Anonimo ha detto...

decisamente agghiacciante... terribile!
monica c.

Laura ha detto...

@Mara, Monica, veramente orribile, è riuscito a condizionare migliaia di persone e convincerle a suicidarsi anzi, peggio ancora, a uccidere i propri figli!

Luke ha detto...

Gli Usa sono famosi per questa cosa! Davvero angosciante!

Laura ha detto...

Terribile! Speriamo non si ripeta più nulla del genere...

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