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Sabato in poesia: INDIZI - Marina Ivanovna Cvetaeva

By febbraio 18, 2012 ,

Nasce oggi, per tutti gli amanti della poesia, che sia classica o contemporanea, poco importa, una nuova “rubrica”: Sabato in poesia.

Per inaugurarla ho scelto una poesia di Marina Ivanovna Cvetaeva (1892-1941), poetessa e scrittrice russa morta suicida dopo una vita travagliata, in cui disgrazie e negatività sembravano susseguirsi in maniera sorprendente; donna dall’animo inquieto, ribelle e romantico, studiò alla Sorbona e scandalizzò, non poco, per il suo modo di fare controcorrente rispetto a quello del periodo storico e della cultura in cui era inserita.

Pose fine alla sua vita dopo lunghi periodi di sofferenza e tribolazione, in assoluta solitudine e scansata da tutti; solo molti anni dopo, si tornò a parlare di lei e le sue opere furono rivalutate ottenendo il giusto riconoscimento.

INDIZI

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l'amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l'amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l'amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un'aureola
di vento! Riconosco
l'amore
dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali:
ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l'amore dal boato
- dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!


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