martedì, marzo 27, 2012

Hitler: dallo N.S.D.A.P. al Mein Kampf

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Quando Hiltler lesse il programma dello N.S.D.A.P. pronunciò molti NO: no al marxismo, al sistema parlamentare, alla democrazia, all'ebraismo.

Si prospettava la creazione di un esercito del popolo, di una stampa tedesca, di una forte autorità centrale dello Stato e l’unione di tutti i tedeschi in un’unica nazione, con l’abolizione di tutti i trattati di pace in opposizione al trattato di Versailles. I giornalisti cominciarono a occuparsi di lui riconoscendogli un superiore fiuto politico, tenacia incrollabile, spregiudicatezza e, grande scalpore fece la croce uncinata che aveva presentato come simbolo del partito.

Fu accolto come il futuro “Messia” e, in breve, fece in modo che le squadre armate che aveva impiegato per il pestaggio degli anniversari, assumessero la forma di un vero e proprio esercito i cui componenti fossero riconoscibili dai bracciali rossi col disco bianco e la croce uncinata nera. Queste squadre d’azione presero il nome di SA (reparti d’assalto ad impronta militaristica); Hitler era infatti convinto che la violenza fosse l’unico modo per imporsi.

Nel frattempo a Monaco si diede vita a un triunvirato (Kahr, Lossow e Seisser) che si sarebbe dovuto opporre alla politica di Hitler il quale, a sua volta, meditò di farne rapire i membri allo scopo di attuare un colpo di Stato. Dopo un primo fallimento, l’occasione si ripresentò quando Kahr tenne un comizio in una birreria in cui Hitler irruppe con le SA, recitando la sua parte salendo in piedi sul bancone e agitando la pistola; in realtà il colpo di Stato fallì, nel suo tentativo, il futuro dittatore, si era dimostrato poco serio e poco dotato di capacità decisionale. Mentre da un lato si concepiva come un rivoluzionario radicale, dall’altro non riusciva ad assumere un comportamento coerente a causa del disagio che provava nei confronti dei rappresentanti dell’autorità.

Accadde così che il giorno seguente, in occasione di uno scontro armato con i poliziotti, si lussò una spalla e venne raccolto da un amico medico che decise di nasconderlo ma, scoperto il suo nascondiglio, venne catturato e condannato a 5 anni di carcere in cui poté godere di privilegi e dell’appoggio degli altri carcerati.

Proprio nel periodo di detenzione perfezionò e motivò le sue idee raccogliendole nel MEIN KAMPF (La mia battaglia).

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