martedì, marzo 27, 2012

I Gesuiti - Malachi Martin

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Ho conosciuto Malachi Martin grazie allo scrittore e giornalista Angelo Paratico; il suo interesse e la sua passione verso alcuni argomenti, tra cui quello relativo ai Gesuiti, ha coinvolto anche me e, curiosa fino all’inverosimile, non ho potuto non approfondire.

Trovare i testi di questo teologo ed ex gesuita non è stato facile, molti sono reperibili solo tramite le biblioteche e “I Gesuiti” è uno di quelli; storico, preciso, analitico e ben scritto è perfetto per chi ama i testi storici e decisamente da sconsigliare a chi non ama date e approfondimenti meticolosi.

Ciò di cui tratta il libro che, all’apparenza potrebbe apparire noioso, è in realtà estremamente importante perché, come chiarisce l’autore, la guerra tra il Papato e la Compagnia di Gesù, non è solo una lotta intestina, un braccio di ferro tra poteri forti, ma è una diatriba che condiziona, ha condizionato e condizionerà la vita di miliardi di persone, tutti coloro che credono in Gesù sono infatti, in qualche modo, toccati da vicino.

Il primo problema di fondo è: chi comanda nella Chiesa Cattolica?

Se la risposta appare scontata ai più, in realtà non è affatto così e i rapporti tra la Chiesa e i Gesuiti ne sono la chiara dimostrazione.

Il secondo, non meno importante quesito, è: qual è il fine della Chiesa Cattolica nel mondo?

Per il Papato è scontato, la gerarchia e la vita ultraterrena.

Per i Gesuiti le cose stavano e stanno diversamente.

I Gesuiti erano favorevoli alla creazione di piccole comunità autonome e si proponevano di liberare le classi che soffrivano per le ingiustizie, ridistribuendo la ricchezza; i modi in cui cercarono di arrivare alla realizzazione di questo fine furono diversi, alcuni lottarono, altri divennero guerriglieri, proponendosi la creazione di un governo socialista, altri ancora si dichiararono apertamente marxisti. Alcuni maestri teologi, tra cui Rahner, tentarono di opporsi ai dogmi e chiesero alla Chiesa di sradicarli: omosessualità, contraccezione, infallibilità papale dovevano essere eliminati!

Di fatto, i Gesuiti furono molto influenti, furono saggi e potenti, arrivarono ovunque attraverso la diffusione della loro cultura, i loro insegnamenti, le invenzioni; spesso furono odiati, sparirono e tornarono sempre da dove erano stati cacciati.

La “guerra” tra loro e il Papato venne però alla luce durante il pontificato di Papa Giovanni Paolo II che, seguendo l’esempio dei suoi predecessori, cercò di riportarli nei ranghi e, così come gli altri, dovette subire le loro bordate; era un copione già visto, i Papi cercavano di farli ragionare e, irritati dagli insuccessi, arrivavano talvolta a veri e propri ricatti.

Nel caso di Giovanni Paolo II, il problema era incentrato sui “fondamenti”. Il banco di prova nel braccio di ferro tra i due era l’allentamento della stretta del marxismo in Polonia da parte del Papa e, la riproposizione di un governo marxista in Nicaragua, da parte dei Gesuiti. La provenienza e il vissuto del Papa, in questo caso, erano un punto fermo che non poteva far retrocedere in alcun modo.

Insomma, un intreccio tra politica, religione, rivoluzione e lunghe spiegazioni che si dipanano svelando intrighi, alleanze, malumori e umiliazioni anche per Giovanni Paolo II, sfidato e vinto con malagrazia.

Impossibile poi, per l’autore, non parlare di Ignazio di Loyola e raccontarne la vita, la missione, le idee che l’avrebbero condotto a fondare “La Compagnia di Gesù” e, impossibile, come conseguenza, non analizzare l’influenza del suo pensiero; considerazione condivisibile è che, per rendersi conto dell’estinzione dell’influenza Ignaziana, sarebbe stato necessario osservare i rapporti tra il Papato e i Gesuiti, una guerra tra i due sarebbe stata indicativa del suo superamento, come conseguenza del rifiuto dell’originario voto di sottomissione e obbedienza al Papa.

Conoscere la Compagnia, la sua organizzazione, le gerarchie, la missione, le modifiche subite nel corso del tempo, soprattutto dopo la morte di Ignazio, consente di avventurarsi in un mondo sconosciuto alla maggior parte delle persone e scoprire la personalità dolce e carismatica, attorniata di mistero del fondatore ma anche, le personalità forti ma spesso mancanti di quell’aura particolare, di chi lo ha succeduto.

Un ordine scomodo, poco amato anche da altri “ordini”, che ha subito attacchi da ogni parte; si è cercato, nel tempo, di distruggerlo, sopprimerlo, cambiarlo e renderlo inoffensivo.

La loro storia è stata travagliata, si sono allontanati dalle origini, sono cambiati sotto varie spinte, hanno superato periodi di tensione, tentativi di mediazione, subito minacce velate o palesi; errori, orrori, a volte leggerezze, certo, questa Compagnia non è perfetta ma è schietta e capace di rilevare verità scomode e dichiararle apertamente.

Questa Chiesa “accusa il mondo di essersi affievolito, mentre sono loro, i capi, a lasciare che il Dio dei Vangeli... diventi cenere nelle loro mani”. Il suo clero, votato alla castità, appariva al mondo come una famiglia di “falsi fratelli”, “mezzi fratelli” sempre pronti a rimproverare all’umanità i suoi peccati.” (da Pierre Teilhard de Chardin, S.J.)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

dalle informazioni che dai sembra proprio interessante... lo metterò in lista letture
monica c.

Laura ha detto...

Lo è molto, anche se in alcuni momenti, l'abbiocco mi prendeva a tradimento :D

M.M. ha detto...

dato che mi fido...lo leggerò!

Laura ha detto...

Se ti piacciono i libri storici e di inchiesta ti piacerà ;-)

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