venerdì, marzo 02, 2012

Shampoo all'aloe, come scegliere

Negli ultimi anni la vendita di prodotti naturali ha subito un’impennata; la richiesta di ingredienti che non fossero chimici, all’interno dei prodotti destinati all’igiene personale, ha tuttavia portato al moltiplicarsi delle “ecofurbate”. Un esempio di queste truffe sono gli shampoo che indicano a caratteri cubitali la presenza di ingredienti che poi, in pratica, si ritrovano in quantità infinitesimali e ininfluenti.

I prodotti a base d’aloe vera, la cui diffusione pare essere diventata una moda, hanno subito la stessa sorte e spesso, chi compra uno shampoo a base d’aloe, se desidera un prodotto naturale, deve fare attenzione all’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

Questa pianta non ha una sola funzione, la sua azione sui capelli può rivelarsi utile in molti casi perciò, combinata con altri ingredienti può diventare un buon rimedio per avere capelli lucidi, forti, voluminosi, disciplinati e può contrastare la caduta dei capelli; alopecia, cuoio capelluto secco, capelli deboli, sfibrati, forfora, seborrea sono solo alcuni dei problemi che possono trovare sollievo con l’aloe.

Qualunque marca si scelga, la prima cosa da fare, la più importante, per non comprare un prodotto inutile, è controllare l’INCI ovvero la lista di ingredienti riportata (obbligatoriamente) sulla confezione; la presenza della semplice dicitura “a base d’Aloe”, “Aloe” o slogan simili non deve trarre in inganno, così come non deve ingannare la semplice indicazione di una percentuale di succo d’aloe o altri dati simili.


Nella lista questo ingrediente deve essere tra i primi posti con una percentuale (se indicata) più elevata possibile; posizioni basse, indicherebbero la presenza nella composizione di quantità esigue poiché, la posizione occupata da un ingrediente dipende strettamente dalla sua quantità nel prodotto. Più in alto è l’ingrediente, maggiore è la quantità contenuta.

Volendosi orientare verso un prodotto naturale e privo di elementi potenzialmente pericolosi o aggressivi, è necessario rivolgere l’attenzione verso quegli shampoo che siano privi di SLS (Lauryl Sulfate), sles (Sodium Lauryl Ether Sulfate), PEG, polyquaternium, EDTA (inquinante) e così via; tensioattivi, filmanti, antistatici, viscosizzanti rendono all’apparenza migliore il prodotto e più curato il capello ma si tratta di un’illusione.

La scelta poi del tipo di shampoo dipenderà dall’effetto che si desidera ottenere e, in questo caso, si dovrà perciò valutare il giusto abbinamento con altri ingredienti come semi di lino, olio di jojoba, estratti di piante e vitamine. Per ogni problema esiste un ingrediente che interviene allo scopo di risolverlo.

In sintesi, scegliendo perciò un buon prodotto è bene non farsi abbindolare dal fatto che sia “semplicemente” venduto in erboristeria come prodotto naturale e, altrettanto importante, è evitare che sia testato sugli animali, nel rispetto della vita degli animali e degli esseri umani.

7 commenti:

ilrepungente ha detto...

Ti sei dedicata agli shampooo? Usali entro la fine del mondo, però...eh? :P

Laura ha detto...

Certo non vorrei aver speso i soldi inutilmente ahahahah.

Stefania Esse ha detto...

Ahahah, le ecofurbate!!

Laura ha detto...

Sono malefiche, sciò sciò, pussate via ecofurbate :D

Anonimo ha detto...

ma è davvero miracolosa questa pianta?
Monica c.

Anonimo ha detto...

ma è davvero miracolosa questa pianta?
Monica c.

Laura ha detto...

Miracolosa magari no, però, soprattutto la ricetta originale di Padre Zago è un supporto utilissimo in caso di semplici ma anche gravissime patologie.

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