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Acerola, proprietà e utilizzo terapeutico

By aprile 24, 2012 , , ,

Anche se ormai l’inverno "sembra" essere lontano, il tempo inclemente e gli sbalzi di temperatura di questi giorni in cui, si passa dai 5 gradi, ai 25 senza che siano trascorse 24 ore, portano numerosi piccoli contrattempi e problemi di salute quali raffreddore, tosse, mal di gola.

In nostro aiuto può accorrere l’acerola, conosciuta anche come Malpighia emarginata o glabra, appartenente alla famiglia delle Malpighiaceae, in Italia, non è ancora ampiamente utilizzata; negli ultimi anni, questa pianta rampicante tipica delle zone dal clima tropicale, ha visto una diffusione sempre maggiore ma ancora insufficiente.

Per il suo aspetto è definita anche “ciliegia delle Indie Occidentali” ed è possibile avvantaggiarsi delle sue proprietà grazie ai succhi, tavolette e altri prodotti presenti sul mercato, talvolta mischiati ad altre sostanze, erbe e piante, come l’aloe.


Il motivo per cui desta tanto interesse, è la quantità di
vitamina C in essa contenuta e, anche se i dati raccolti sono ancora parziali (la causa è proprio la recente importazione), è possibile sostenere che ne apporti in quantità maggiore rispetto ad altri frutti considerati tradizionalmente ricchi di vitamina C: arance, kiwi, limoni, mandarini e così via.

La parte interna, comprende gli spicchi e il nocciolo (da rimuovere) e, proprio la polpa contiene una quantità notevole di vitamina C (perfetta perciò per i fumatori che “bruciano” molta vitamina C), vitamine del gruppo B (1, 2, 3, 5, 6), PP, tannini, vitamina C2, provitamina A, ferro, calcio, fosforo, magnesio e potassio. Non si può quindi dire che non si tratti di un frutto completo e perfetto, grazie ai numerosi nutrienti e sali che apporta.
Da ciò ne consegue che le virtù sono molte: è tonica, antinfiammatoria, antiossidante, antianemica, astringente, antinfettiva, antiossidante, antiemorragica, stimolante, remineralizzante, antivirale, astringente, diuretica.

Allo stato attuale, l’istituto di farmacovigilanza non ha individuato controindicazioni (attenzione deve fare chi soffre di calcoli renali, gastrite, cirrosi, chi assume uva ursina e/o corbezzolo o stesse assumendo farmaci, in questo caso è preferibile chiedere consiglio al proprio medico curante) perciò, a meno che non si abbia una sensibilità accertata verso questo prodotto, la si potrà consumare nelle sue varie forme, per prevenire e coadiuvare la cura di malattie infettive, mal di gola, bronchiti, sinusiti, malattie da raffreddamento, diarrea, fragilità capillare, ematomi, influenza ma anche per rafforzare il sistema immunitario, stimolare la formazione del collagene, combattere la stanchezza, prevenire la formazione di nitrosamine, contrastare i radicali liberi e il colesterolo cattivo.

Prima di concludere, val la pena di ricordare che stimola la sintesi dell’acido folico, l’assorbimento del ferro, rigenera i tessuti, combatte l’osteoporosi ma si dimostra un valido aiuto anche nel combattere malattie epatiche e contrastare l’osteoporosi.

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