lunedì, aprile 23, 2012

Il signore dello zoo

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"Il Signore dello zoo” può essere considerato un film piuttosto scontato e banale ma divertente da vedere, soprattutto se in famiglia ci sono dei bambini che, affascinati e divertiti, non mancheranno di entusiasmarsi per i simpatici animali parlanti, coprotagonisti di questa pellicola.

Uscito nel 2011, ha una durata di 101 minuti e vede la partecipazione di Kevin James, il terribile protagonista della fortunata serie “The King of Queens”; questa volta a lui spetta la parte di Griffin che, in apertura ci viene presentato come lo sfigato fidanzato che, sicuro di ricevere un “si” come risposta, chiede la mano della fidanzata, organizzando una serie di eventi a sorpresa.

La porta in spiaggia dopo aver noleggiato un cavallo, assolda una mini orchestra, programma fuochi artificiali e si ritrova con un pugno di mosche e un imbarazzo indescrivibile quando, dopo il rifiuto della donna, partono gli allegri festeggiamenti. La motivazione del rifiuto? Griffin lavora come guardiano in uno zoo, è “solo” un guardiano e lei, poverina, non potrebbe avere la vita agiata che si merita.

Incassato il no si rifugia nella cura dei suo amati animali al Franklin Park Zoo, vi si dedica anima e corpo, li coccola, li protegge e permette loro di godere di numerosi agi e privilegi; loro si fidano di lui e se la spassano beandosi di tanto affetto.

Dopo 5 anni di tranquillità però il destino torna a giocargli un brutto tiro, rimettendo sulla sua strada la bella Stephanie che, incontrata causalmente a una festa, sembra intenzionata a riallacciare i rapporti con lui; dopo lo choc iniziale prende coraggio e decide di riconquistarla.

A questo punto entrano in gioco gli animali, che decidono di aiutarlo e gli svelano la loro capacità di parlare come gli umani; a turno, il leone, la leonessa, gli orsi, il lupo, la scimmia, l'elefante, la giraffa e il gorilla danno il loro contributo e offrono una consulenza per riuscire nell'intento. Ognuno basandosi sulla propria esperienza ma, soprattutto, basandosi sui rituali di corteggiamento della propria razza... che proprio umana non è!

Uno dopo l’altro i tentativi falliscono finché, Griffin, si affida a Kate, giovane e avvenente collega che, fingendosi sua fidanzata avrà il compito di ingelosire Stephanie nel corso di una festa; l’amica offre consigli azzeccati ma, durante la festa qualche cosa, nel loro rapporto cambia.

Memorabile la scena di loro due che cercano di imitare gli “avversari”, lanciandosi in un tango sgangherato, così come quella in cui, scatenatissimi, danno vita a una divertente danza, appesi ad alcuni delicati drappeggi.
Kate, innamorata e non ricambiata (apparentemente) abbandona lo zoo e in breve, lo fa anche l’uomo, deciso a compiacere la nuova pretenziosa fidanzata; credete che una situazione del genere possa durare?

Se non volete conoscere il finale vi consiglio di evitare le prossime righe.

----- Una sera Griffin, osservando il riflesso della sua immagine in una vetrina, si rende conto che quella che vive non è la realtà che desidera, non si riconosce nel tenore acquisito, non si sente a suo agio e neppure soddisfatto; più di ogni altra cosa, si rende conto di non amare Stephanie ma bensì Kate.

Abbandona tutto e torna allo zoo per scoprire, tra le lamentele degli animali, che la collega se ne è andata; non gli resta che rimediare e, con l’aiuto del fidato Gorilla partire alla ricerca della bella collega che, rintraccerà su un ponte dove si trova intrappolata nel traffico e con cui dare al via, finalmente, a una splendida storia d’amore. -----

Il film è divertente, alcune scene imperdibili fanno ridere fino alle lacrime, la storia d’amore è un classico, soprattutto per via dell’uomo che non si rende conto di essere innamorato della donna giusta, se non dopo secoli e secoli e secoli; Kevin James fa la parte del leone, come ogni volta, riuscendo a calarsi nella parte, che tra l’altro gli calza a pennello, dell’imbranato e vagamente sfigato che però, nonostante tutti i disastri, riesce a conquistare la donna ideale.

La trama, piuttosto prevedibile prevede il classico triangolo, un lui impacciato, una lei stronza e l’altra, la perfettina adorabile che ama e soffre nell’ombra, disposta a tutto per l’uomo di cui si è invaghita; l’utilizzo di animali parlanti, che interagiscano con gli umani, seppure vista e rivista, resta comunque uno dei punti di forza di un film che voglia conquistare i piccoli spettatori che, naturalmente, non riescono a trattenersi dal ridere, commentare ed eccitarsi di fronte a piccoli terremoti che dimostrano, a modo loro, più cervello degli uomini.

Nonostante non sia un capolavoro, non posso non consigliarlo perché permette di passare un po’ di tempo in relax, soprattutto se lo si guarda stringendosi con tutta la famiglia sul divano, ridendo, commentando e divertendosi tutti insieme con un film che non contiene volgarità ma solo tanta semplice ilarità.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

va beh, visto che non ho bambini con cui vederlo ne farò a meno...
monica c.

Laura ha detto...

E' carino ma non imperdibile, puoi star tranquilla ;-)

Letizia ha detto...

Viva la sincerità Laura! ^_^
Ciao!

Laura ha detto...

Sono stata troppo crudele? :-)

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