mercoledì, maggio 16, 2012

Hitler: le origini della dittatura

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Dopo aver iniziato l’opera di dissuasione dei militari, Hitler si rivolse agli operai, promettendo loro di abolire la vecchia borghesia egoista e incapace di agire; cercò così di migliorare le possibilità di ascesa della classe lavoratrice e di quella svantaggiata, paventando possibili enormi guadagni. Per far questo dovette però reperire un consistente prestito finanziario, ottenuto, di fatto proprio “imbrogliando” gli operai.

Per giungere al potere, avvalendosi di alcuni documenti, accusò i comunisti di preparare un colpo di Stato, mirare a sovvertire le istituzioni e ordire un piano per sconvolgere l’ordine pubblico; la sera del 27 febbraio 1933, il Reichstag prese fuoco e questo avvenimento, venne immediatamente utilizzato per incolpare e incriminare chi avesse una fede politica comunista.

In realtà fu proprio il capitano delle SA a spargere la benzina, cercando poi chi potesse appiccare il fuoco, in modo da non far ricadere la colpa sui nazisti; la fortuna volle che in quel periodo, un giovane muratore comunista si trovasse nelle mani della polizia e da lì, il passo fu breve.

Hitler ebbe così l’occasione di liberarsi dei suoi nemici politici: ogni funzionario del partito comunista doveva essere fucilato sul posto e ogni deputato impiccato quella notte stessa, anche in assenza di prove.

Questa situazione aveva spinto Hitler in una condizione di gioia assoluta.

La lista delle persone da eliminare era pronta già da tempo, l’incendio offriva lo spunto per passare all’esecuzione. Hindenburg, credette a Hitler e firmò il decreto “Contro il tradimento ai danni del popolo tedesco e gli atti di alto tradimento”, nel quale si sospendevano i diritti civili, si allargavano i casi di applicazione della pena di morte e si limitava l’autonomia dei governi regionali.

La delinquenza diveniva manovra politica e infatti, gli “atti”, non furono altro che dichiarazioni e azioni delinquenziali, al di fuori di ogni moralità. Nessuno si poteva opporre a Hitler mentre, chiunque, poteva essere arrestato SENZA giustificazione e, tenuto in prigione SENZA limiti di tempo; il decreto, ammetteva inoltre la tortura psicologica per ottenere confessioni, la limitazione della proprietà privata e la facoltà di perquisizione senza mandato: da questo momento iniziava la dittatura.

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