Informazioni nel web

Una rivista online in continua evoluzione

Primo maggio: 100 SOGNI MORTI SUL LAVORO

By maggio 01, 2012 ,

Oggi 1 maggio è la festa dei lavoratori (ne sono escludi i membri del governo che, si sa, non fanno un accidente e spesso neppure si presentano al “lavoro”) e con questo post, non voglio semplicemente festeggiare e fare gli auguri a chi, ogni giorno, in un paese con un governo che non ha più nulla da dare, si alza, spaccandosi la schiena, sporcandosi le mani, sudando solo per pagare tasse e non per una soddisfazione personale.

Oggi, voglio onorare chi lavora, giorno dopo giorno, chi ha perso il lavoro e chi, sul lavoro ha perso la vita, a volte per colpa di leggi inappropriate, altre per datori di lavoro ignobili che non hanno voluto rispettarle, altre, purtroppo, per incapacità di colleghi o per una disattenzione.


Vorrei segnalare un’iniziativa del comune di Milano, “100 SOGNI MORTI SUL LAVORO”, uno splendido spaccato, una dedica ai morti sul lavoro e a chi il lavoro lo ha perso, un modo per riflettere su un tema di scottante di attualità; a lato del Duomo ci si potrà fermare qualche attimo e, osservando quelle tute, riflettere su tutti coloro che hanno perso la vita, dicendo addio ai loro sogni, intenti, in un’attività che avrebbe dovuto essere occasione di crescita personale.

L’opera fa riferimento a Pellizza da Volpedo, autore della tela simbolo del socialismo, “Il quarto Stato”, visibile a pochi passi dalla mostra, presso il Museo del Novecento di Milano oppure, l’opera preliminare, naturalmente dello stesso autore, "Fiumana", presente sempre a pochi passi, alla Pinacoteca di Brera di Milano.

Fino al 2 maggio la campagna di sensibilizzazione farà tappa a Milano, poi si sposterà altrove.

“Cento anonime tute vuote, riempite solo dal vento che dà loro corpo in questo composto cammino senza i colori della speranza di Pellizza da Volpedo.

Perché l’assenza di chi è morto per il lavoro o perché lo ha perso diventi un una presenza più autentica e più viva.

Perché almeno il silenzio possa penetrare il muro dell’indifferenza del dolore altrui”.

Loading...

You Might Also Like

3 commenti

Simply