giovedì, giugno 07, 2012

L’avvio della dittatura e l’incontro con Mussolini

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Il 21 marzo 1933, con una solenne cerimonia, nacque il Terzo Reich; Hitler fece capire che non sarebbe mai indietreggiato e lo Stato avrebbe dovuto sostenerlo attribuendogli pieni poteri.

Il Parlamento tedesco finì così per consegnarsi nelle mani di chi lo privava di ogni autorità mentre si assumeva il compito di emanare leggi e modificare la Costituzione; in questo modo Adolf non avrebbe più avuto bisogno dei deputati e definì questa sua azione “rivoluzione legale” rendendo, di fatto, inutili anche le elezioni.

Se però il Fuhrer seguiva una via legale promulgando nuove leggi, molti altri capi nazisti ricorrevano a metodi più sbrigativi e violenti; Hitler emanava leggi razziali e, per alleggerire la tensione che si era creata, nel giorno del 1° maggio, proclamò la “Festa del Lavoro Nazionale” sostituendola alla tradizionale festa dei lavoratori.

La loro tutela sarebbe dovuta avvenire attraverso un sindacato nominato Fronte Tedesco del Lavoro.

Tuttavia venne emessa una legge che aboliva i contratti di lavoro collettivi e istituiva la figura dei “fiduciari” governativi cui era affidato il compito di sventare ogni tentativo di astensione dal lavoro, e assicurare il mantenimento dell’ordine nelle fabbriche; in aggiunta si aboliva in diritto di sciopero.

In seguito all’approvazione del decreto “Per l’eliminazione dello stato di bisogno del popolo e del Reich”, il Parlamento perse definitivamente il compito di emanare leggi e mutare la Costituzione; il Cancelliere doveva redigere i testi di legge mentre il capo del Governo doveva discuterli con gli Stati esteri. La legge durava complessivamente 4 anni: il tempo sufficiente a Hitler per arrivare a governare senza opposizioni e diventare dittatore a tutti gli effetti.

Il 19 giugno si giunse così alla soppressione di tutti i partiti tedeschi tranne quello nazista e, Hitler, poté intraprendere la via del riarmo, sostenuto da Mussolini, suo maestro in dittatura e ispiratore del nazismo.

Il 14 giugno 1934 avvenne l’incontro tra i 2 dittatori che riuscì male a causa della calda stagione e, la diversità linguistica non contribuì certo favorire la buona riuscita dell’incontro; Mussolini rimase spiacevolmente impressionato da Hitler (monotono fino all’inverosimile) che non lo lasciò neppure parlare del problema che gli stava a cuore: l’indipendenza austriaca.

Lo giudicò violento, incapace di controllarsi, più testardo che intelligente, “pazzo pericoloso”, “orribile degenerato sessuale”; i due erano l’uno l’opposto dell’altro e l’unica cosa che avevano in comune era l’intento di conservare il potere a ogni costo.

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