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La notte dei lunghi coltelli

By luglio 04, 2012 ,

Dopo poco più di un mese dall’incontro tra Hitler e Mussolini, i nazisti d’Austria tentarono a Vienna un colpo di Stato uccidendo il Cancelliere; Mussolini capì immediatamente che la causa di tutto non poteva che essere Hitler il quale anelava all’annessione dell’Austria alla Germania.

Il Fuhrer sembrò non dar peso ai pensieri di Benito e cercò un accordo con il Vaticano quindi, trasformò la NSDAP nell’unico partito con diritto di cittadinanza firmando un patto che andava a suo vantaggio, conferendogli un nuovo prestigio e maggiore influenza sugli elettori cattolici.

Ai tedeschi veniva così restituita la speranza di poter tornare a essere forti e riconquistare un posto nel mondo: tutti volevano infatti aderire al partito.

Al suo interno però le SA guidate da Rohm iniziarono a diventare turbolente mandando segnali di insoddisfazione, volevano dar vita a una nuova armata che potesse trionfare e opporsi a Hitler. Adolf, venuto a conoscenza dei loro ideali decise di sacrificarle, evitando un putsch antinazista.

Mentre Rohm si trovava in vacanza per una delle sue bisbocce, venne colto di sorpresa, portato a Monaco e rinchiuso in una prigione nella quale venne giustiziato. A chi si trovava con lui non venne riservata una sorte migliore: fu la “notte dei lunghi coltelli”, in cui le vittime si contarono in un numero che si avvicinava alle 200.

La strage non fu altro che un patto stipulato tra Hitler e i capi militari per l’eliminazione delle SA e del loro comandante, in cambio dell’appoggio al Fuhrer, da parte dell’esercito; di fatto, fu un atto in difesa proprio del “capopopolo di Monaco”.

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