Informazioni nel web

Una rivista online in continua evoluzione

RAEE, cos'è?

By luglio 13, 2012 ,

RAEE, spesso leggiamo questa sigla quando acquistiamo un elettrodomestico, ma di cosa si tratta?

RAEE è l’acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche; ogni elettrodomestico ha un ciclo di vita terminato il quale, sia per malfunzionamento sia per desiderio di disfarsene, non si può pensare di smaltirlo con l’indifferenziato o in modalità che non siano quelle prescritte dalla legge. Non si tratta infatti di un rifiuto “comune”.

I rischi derivanti dall’inquinamento che gli apparecchi elettronici possono causare sono elevati, le sostanze che contengono sono spesso tossiche e non biodegradabili perciò, è assolutamente vietato non smaltirle nella maniera adeguata o, peggio ancora, come molti fanno, abbandonarli lungo il ciglio della strada o nei presso di piccoli boschi.

Alcuni componenti di quelli che per noi sono divenuti rifiuti, possono essere riutilizzati perciò, un corretto smaltimento permette non solo di salvaguardare l’ambiente e la salute umana ma anche di massimizzare l’utilizzo delle risorse, recuperando dal vecchio per dar vita al nuovo, ed evitare perciò gli sprechi.

La normativa identifica 10 categorie di apparecchiature RAEE: grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche, per telecomunicazioni, di consumo, illuminazione, strumenti elettronici ed elettrici, giocattoli e accessori per sport e tempo libero (con funzionamento a corrente), dispositivi medici, strumenti di monitoraggio e controllo, distributori automatici.

Il pagamento di una quota, al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico, è volta a sostenere i costi di gestione dello smaltimento poiché il processo, piuttosto elaborato, richiede impiego di risorse e tempistiche, molto differenti rispetto a quelle di un qualsiasi altro rifiuto.

L’apparecchio RAEE viene infatti privato di componenti pericolosi e tossici, smontato per separare i materiali e, a seguito viene lavorato per poterne recuperare una parte alfine di dar vita a un nuovo prodotto.

Ecco perché è quindi necessario portare il prodotto presso uno dei centri comunali di raccolta o, in alternativa, effettuare uno scambio al momento dell’acquisto, lasciando al negoziante l’elettrodomestico da smaltire e ritirando quello nuovo.

Se il venditore dovesse rifiutarsi o richiedere una somma per lo smaltimento, ricordategli il “Decreto Ministeriale del 8 marzo 2010, n. 65” nella parte in cui afferma “1. I distributori di cui all'articolo 3, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica od elettronica, in appresso AEE, destinata ad un nucleo domestico assicurano il ritiro gratuito della apparecchiatura che viene sostituita. I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite elettroniche, hanno l'obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.

Per conoscenza vi invito comunque a prendere visione dell’intero decreto.

Se non sapete dove trovare un centro di smaltimento nella vostra zona, sul sito cdcraee.it (http://www.cdcraee.it/GetHome.pub_do) potrete identificarlo facilmente.

Loading...

You Might Also Like

5 commenti

Simply