lunedì, settembre 10, 2012

Cachi, proprietà e utilizzo terapeutico

© Laura
Il cachi, il cui nome botanico è diospyros kaki, appartiene alla famiglia delle ebenacee ed è una bella pianta rigogliosa che arriva anche a 10 metri d'altezza; originaria della Cina e Giappone, dove è chiamata anche albicocco del Giappone, mela d'Oriente o loto del Giappone, ad autunno inoltrato inizia a produrre meravigliosi e colorati frutti dolciastri.

Arbusto dal tronco grigio/marrone, presenta foglie grandi e lunghe con fiori bianchi che sbocciano in estate; prima di giungere a maturazione, il piccolo frutto duro e verde non può essere consumato perché acido e disgustoso ma, una volta completato il “processo di crescita” , diventa un prezioso sostituto della merenda o un ideale completamento del pasto.

Ricco di zuccheri e vitamine (A+C), succoso e delicato, solletica il palato con la sua morbidezza.

Delicatezza sembra essere una delle parole chiave di questo frutto che è protetto da una buccia sottile e tenera da maneggiare e trattare con molta cura perché rischia di rompersi facilmente; la morbidezza del frutto maturo non facilita certo il compito, rendendo arduo il compito di trasportarlo senza “romperlo” anche se, la maturazione porta con sé una maggiore resistenza della buccia.

Molto energetico e zuccherino, deve essere evitato da chi soffre di diabete ed obesità mentre è perfetto come decongestionante, depurativo, diuretico, calmante, lassativo, remineralizzante, riposante; può essere utilizzato con successo da chi soffre di gastrite o abbia problemi intestinali.

Ecco comunque come può essere utilizzato:

- in caso di stitichezza mangiare della polpa di kaki aiuta a superare il problema, in alternativa è possibile preparare dell'ottima marmellata da gustare giornalmente.

- una maschera decongestionante per il viso può essere realizzata semplicemente frullando la polpa e applicandola sulla pelle pulita; dopo 20 minuti sarà sufficiente sciacquare con acqua tiepida e tamponare delicatamente per terminare il trattamento di bellezza.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

tempistica perfetta... sta artivando l'autunno! vedo che la pianta in foto è tua... complimenti! bellissima pianta. ma chissà quanti ne cadranno in terra...
monica c.

Duran63 ha detto...

Ottime qualitá..purtroppo da piccola, ero solita arrampicarmi sull´albero del nonno...Ho fatto indigestione e ora non posso nemmeno vederli

Luke ha detto...

da un po' che non ne mangio..

Duran63 ha detto...

Ciao Laura, grazie per le letture, purtroppo non riesco a risponderti dal mio Blog. Ho iniziato da poco a muovermi in questo mondo. Anna

Laura ha detto...

@Monica, tra poco saranno pronti, finalmente! La pianta è mia ma la peste pelosa si mangia tutti quelli che cadono perciò nulla si spreca :D
@Duran63, acc, che peccato, sono così buoni :-)
@Luke, dai, uno in questo anno così orrendo ci vuole... così addolcisce un po' la vita ;-)
@Duran63, non preoccuparti, grazie a te. All'inizio ci vuole un po' a prendere la mano ma poi diventa tutto semplice ;-)

M.M. ha detto...

Anche mio papaà ne ha una splendida pianta...io no purtroppo:-)

Laura ha detto...

Li "ruberai" a tuo papà allora :-)

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