mercoledì, ottobre 17, 2012

I primi venti di guerra

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Hitler nazismo
Oltre ad agire contro gli Ebrei, Hitler aveva fissato degli obiettivi economici: l’esercito doveva essere in grado di entrare in azione entro 4 anni così come, sempre in un quadriennio, l’economia doveva essere pronta per la guerra. 

In vista dell’attuazione dei suoi piani aveva rinsaldato i rapporti con Mussolini (l’asse Roma-Berlino era sempre più vicino) prefiggendosi di indurre l’Inghilterra alla neutralità in una guerra contro la Russia; si arrivò così, il 1° novembre 1936, a definire un’intesa Hitler-Mussolini dove il dittatore tedesco confidò la sua ammirazione per gli italiani, mettendo Mussolini nella condizione di non potergli negare più nulla (alla fine dei suoi giorni però dirà che si era sforzato di trattare l’Italia da pari anche se non era tale e avrebbe voluto dai vita a un rapporto brutale). 

La politica di Hitler si estendeva sino a comprendere l’educazione. Aveva fondato le “Scuole Adolf Hitler”, frequentate solo da ragazzi dai 14 ai 18 anni che appartenessero a famiglie di sicuri sentimenti nazisti. 

Superati gli esami di ammissione, gli alunni potevano accedere ai castelli dell’ordine dove si preparavano a diventare ufficiali di una vera aristocrazia militare, ispirata alle virtù e alla purezza della razza ariana. 

In 5 novembre 1937 fu un giorno cruciale perché, da quel momento, i tedeschi cominciarono a respirare aria di guerra: Hitler sentiva che era giunto il momento di conquistare uno spazio vitale cui la Germania aveva diritto in proporzioni maggiori di ogni altro paese, e la guerra appariva inevitabile. 

Le prime conquiste si potevano ottenere senza incrociare le armi, contando sulle debolezze e difficoltà delle altre nazioni; indicò come primi obiettivi l’annessione dell’Austria e l’occupazione della Cecoslovacchia, da realizzare non oltre il 1938. 

Per facilitare il tutto ed eliminare coloro che cercavano di riportarlo alla ragione, decise di assumere personalmente il comando di tutte le forze armate e abolire il ministero della guerra; il piano di assoluto dominio hitleriano sulle forze armate non era ancora completo: necessitava di una sostituzione dei generali. 

Ben presto e senza alcuna difficoltà avvenne l’invasione e annessione dell’Austria che divenne, immediatamente, la nazione “più nazista” di tutte. Qui, gli Ebrei furono costretti a trovare alloggio nei campi di concentramento dell’Anschluss e Mauthausen. 

La Germania diveniva sempre più forte, Hitler cominciava a occuparsi della questione dei Sudeti e della Cecoslovacchia ma, mentre trai Sudeti il dittatore era considerato come il Messia ed il popolo si attendeva che li riportasse nella loro patria, per quanto riguarda la Cecoslovacchia, per avere via libera dovette rinsaldare l’amicizia con Mussolini e stipulare una specie di alleanza militare in cui offriva al Duce ogni tipo di appoggio. 

Trascorsi pochi giorni dalla visita in Italia, il Fuhrer si preparò ad attaccare la Cecoslovacchia, con il pretesto di dover difendere la minoranza tedesca dei Sudeti. 

L’unico ostacolo erano le truppe francesi e inglesi che avrebbero potuto intervenire in qualsiasi momento e, per ovviare a questo, Hitler dovette giocare d’astuzia, fingendo l’abbandono del piano; sosteneva comunque che, se ci si stava avvicinando a una possibile guerra, la colpa era dei Cechi che non intendevano dargli ciò che voleva (illegittimamente) prendersi. 

Aveva stabilito inoltre, attraverso degli accordi segreti, la neutralità della Polonia e dell’Ungheria che si erano aggiudicate, a loro volta, dei territori Cecoslovacchi. La Germania aveva ormai abbastanza forza da dettar legge in Europa.

3 commenti:

Duran63 ha detto...

Bell´articolo. Lo sai che qui in Germania sentono ancora il peso della responsabilità del genocidio degli ebrei??

M.M. ha detto...

lo sentono si il peso e lo sentiranno per sempre

Laura ha detto...

@Duran63 Grazie. Immagino che sia difficile pensare di aver causato tanta sofferenza... Inutile però accusare le generazioni di oggi di cose di cui non hanno colpa...

@Mara, credo sia difficile superare.

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