martedì, maggio 14, 2013

Afte e stomatiti, ecco le cure naturali

L'afta, dal greco áphtha, pustola, è una piccola ulcera che si sviluppa in bocca; si tratta di una sorta di vescichetta che colpisce persone di ogni età, anche se è più frequente nei giovani dai 10 ai 20 anni.

I giorni che precedono la comparsa dell'afta sono caratterizzati da un lieve pizzicore avvertibile nella zona che verrà colpita, dopodiché, comparirà una piccola bolla che in seguito si aprirà dando vita alla dolorosa ulcera biancastra con contorno rosso.

Dal diametro di 3-4 mm, salvo rari e più gravi casi, persiste da una a 4 settimane e porta con sé la possibilità di avvertire una certa spossatezza e linfonodi ingrossati sotto la mandibola.

Causata da stress, eccesso di alcool, difese immunitarie abbassate, mancanza di vitamina B12, allergie, contatto con oggetti non puliti (la penna mordicchiata e tenuta in bocca), l’afta può, presentandosi in un numero superiore a uno, diventare una stomatite aftosa che, a sua volta si divide in tre forme: l’afta minore che scompare in 4 settimane e lascia un leggero rossore, l’afta maggiore, più grande e profonda della precedente, lascia cicatrici, e l’afta erpetiforme con tante piccole afte in ogni angolo della bocca.

Sia la singola afta che le stomatiti possono essere trattate in maniera naturale tramite l’estratto glicolico di propoli; è possibile fare delle toccature o pennellature semplicemente ponendo su un cotton-fioc o un pennellino (perfettamente pulito e, possibilmente disinfettato) alcune gocce di propoli e passarlo sulla o sulle afte.

Anche calendula, mirtillo e melaleuca si prestano a toccature da effettuare più volte al giorno.

L’ortica si rivela essere un ottimo alleato; mettere in un pentolino un litro d’acqua e aggiungere 100 grammi di ortica essiccata, far cuocere 20 minuti poi filtrare e utilizzare per fare sciacqui ripetuti nel corso della giornata.

La calendula, dalle proprietà cicatrizzanti, antisettiche e riepitelizzanti può essere utilizzata per curare piaghe di vario genere, anche quelle presenti sulla mucosa orale; 50 gocce di tintura madre in un bicchiere d’acqua possono essere utilizzate per fare degli sciacqui.

L’olio essenziale di geranio è un potente antinfiammatorio, cicatrizzante e antisettico, ideale perciò nella cura di ulcerazioni; dovendolo utilizzare sulla mucosa orale si potrà diluirne un paio di gocce in un po’ di olio d’oliva o unito alla propoli, per fare delle toccature.

Nella cura di afte e, più in generale, di ulcere del cavo orale, il limone si dimostra un ottimo aiuto; è sufficiente spremere il succo di un limone e diluirlo in acqua poi, fare degli sciacqui più volte al giorno. Come si può immaginare, il limone potrebbe “bruciare”, il consiglio è resistere ed evitare di sciacquare la bocca per trovare sollievo, in questo caso si perderebbe l’effetto del prezioso agrume.

Non può mancare l’aiuto dell’argilla che può essere utilizzata per fare sciacqui più volte nel corso della giornata, semplicemente mettendone mezzo cucchiaino (non usate l’acciaio) in mezzo litro d’acqua; l’argilla può essere anche assunta per via interna sciogliendo mezzo cucchiaino abbondante in mezzo bicchiere d’acqua e bevuta. Durante la giornata è possibile inoltre succhiare qualche pastiglia di argilla ventilata.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ahh! sei anni fa ho avuto le afte e mi sono curata con un prodotto naturale tipo propoli che si chiama noxomicina o qualcosa del genere. le afte sono passate ma da allora mi è venuta la stomatopirosi e non se ne è ancora andata via...
monica c.

Luke Scintu ha detto...

L'ortica fa bene per un sacco di cose, non sapevo pure per l'afte

Mara Mencarelli ha detto...

i rimedi naturali sono sempre ottimi

Laura C. ha detto...

@Monica, mi spiace! Anche a me ogni tanto vengono, però con il propoli le ammazzo subito :-)

@Luke, è veramente un'ottima alleata :-)

@Mara, concordo, io non potrei vivere senza, odio i farmaci :-)

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