domenica, settembre 08, 2013

La “notte dei cristalli” e le sue conseguenze

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Nell’autunno 1938 un avvenimento sconvolse Parigi: un giovane Ebreo commise un omicidio di stampo politico, sostenendo che il suo gesto voleva solo essere una vendetta verso coloro che perseguitavano gli Ebrei, costringendoli all’esilio o deportandoli (come era accaduto ai suoi genitori).

Il giorno seguente (9 novembre) venne dato l’ordine alle SA di agire nei confronti degli Ebrei con assoluta libertà: era necessario distruggere sinagoghe, infrangere vetrine, bruciare mobili e quadri, sparare, torturare, violentare e uccidere.

Le scene di terrore furono molte: bambini, uomini e anziani furono costretti ad assistere alla devastazione delle loro proprietà, mentre le donne venivano brutalizzate. La confusione regnava sovrana, si confondevano i rumori di vetri infranti, crolli, urla e pianti, mentre il sangue scorreva a fiumi.

Sulla base di liste accuratamente compilate, medici, funzionari, insegnanti, proprietari terrieri, sacerdoti e commercianti furono condotti in centri di raccolta che, per molti di essi si trasformarono in veri e propri luoghi di sterminio.

A partire dalla “notte dei cristalli” la situazione divenne insostenibile: proibizione di alloggiare negli alberghi, di viaggiare se non in vagoni speciali, di entrare nei cinema, teatri, stadi, palestre, ristoranti, divieto di passeggiare e sedersi su panchine che non fossero gialle.

Di questa discriminazione furono vittime però non solo gli Ebrei, ma anche zingari, tossicomani, omosessuali, malati terminali, portatori di handicap. La tragedia si stava consumando nel modo più orribile, e la ferocia iniziava a mostrare il suo vero volto.

2 commenti:

Luke Scintu ha detto...

Pagina oscura della civiltà umana

Laura C. ha detto...

Una vera follia...

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