martedì, aprile 08, 2014

Bracciali e gioielli in argento, come trattarli e mantenerli curati

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Monili e oggetti in argento hanno un fascino particolare, sono bellissimi e poco costosi però purtroppo rischiano di ossidarsi e si anneriscono con una certa facilità; questo non deve però scoraggiare, perché i metodi per riportarli all’antico splendore esistono e possono essere messi in atto con facilità.

Perché l’argento è soggetto all’ossidazione? L’ossidazione non è altro quella patina che si forma sulla superficie e altera il colore dell’oggetto; la si osserva spesso e volentieri sulle posate, lasciate, il più delle volte, chiuse nella splendida scatola di velluto in cui vengono vendute ma, altrettanto frequente, è vederle comparire su anelli, bracciali, orecchini e collane.

Quell’odiosa patina non è altro che solfuro d’argento, il risultato di una reazione chimica che si innesca quando l’argento viene a contatto con il solfuro d’idrogeno che si trova nell’aria; pulirli, pulirli e ancora pulirli e il metodo migliore per mantenere la brillantezza e preservare questo metallo dal processo “degenerativo”.

Anche quando ormai il danno risultasse fatto, si potrà intervenire e ridonare lucentezza; nei casi più ardui ci potrebbe volere un po’ di olio di gomito e pazienza, l’importante è non darsi per vinti e insistere sui punti che dovessero sembrare particolarmente ostici.

Come mantenerli splendidi? Meglio i metodi della nonna o la chimica? La scelta non è semplice, a volte, per tutelare le bellissime pietre preziose che rendono ancora più affascinanti questi gioielli è meglio non ricorrere a sostanze abrasive o che potrebbero, in qualche modo, agire negativamente perciò, con un po’ di “fatica” e semplice acqua fredda si dovrà strofinarle dopo avervi imbevuto un panno morbido. Attorno alle pietre, nel caso in cui dovessero esservi delle pieghe o rientranze, così come ogni punto difficile da pulire con il semplice panno, si potrà detergere con un cotton-fioc bagnato o una spugnetta molto morbida.

Le pietre, a meno che non si sia certi che siano adatte a essere bagnate, dovranno essere accuratamente evitate; nel caso in cui non vi fossero pietre, all’acqua si potrà aggiungere del sapone di Marsiglia in scaglie e, dopo averlo ben sciolto, procedere alla pulizia.

L’ideale sarebbe però farlo con una certa frequenza e non attendere l’avvenuta ossidazione.

Nel caso in cui fosse già ossidato si potrebbe ricorrere a uno dei numerosi prodotti disponibili in commercio oppure dedicarsi al fai-da-te con ulteriori metodi naturali, meno sbrigativi ma ugualmente efficaci.

La prima soluzione, perfetta da utilizzare nel caso in cui non siano presenti pietre preziose, consiste nel mischiare 2 cucchiai di bicarbonato per ogni litro di acqua calda e lasciare il gioiello immerso nella soluzione per 30-40 minuti poi, toglierlo e strofinarlo per rimuovere la patina, eventualmente ripetendo da capo se dovessero rimanere dei residui.

Un secondo metodo consiste nell’utilizzare apposite piastre d’acciaio da porre in una bacinella in cui sia stato aggiunto bicarbonato e sale da cucina tuttavia, nel caso in cui non ne disponeste, potreste utilizzare una pentola con fondo in acciaio o un contenitore rivestito con carta stagnola; fate attenzione, per sicurezza, a inserirvi solo oggetti in argento e senza pietre.

Qualora fossero presenti pietre preziose si potrà pulire con un panno o una spugnetta imbevuti in acqua e bicarbonato facendo attenzione a evitare la pietra; l’alternativa consiste nel preparare una “pappina” mischiando questi due ingredienti (si dovrebbe ottenere una consistenza simile a quella del Cif) e strofinarli sul monile, facendo attenzione a non sfiorare la pietra che potrebbe risultarne graffiata.

L’ultima spiaggia è il dentifricio che può essere spalmato come la cremina creata con acqua e bicarbonato però, anche in questo caso, è bene fare attenzione a non intaccare un’eventuale pietra.

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