martedì, maggio 27, 2014

Ecco le facoltà che vincono la corsa al lavoro: Ingegneria Civile al primo posto, seguono Economia e Medicina

Trovare lavoro al giorno d’oggi non è semplice e, aver conseguito una laurea non dà la garanzia di poter trovare un’occupazione in tempi brevi; a seconda della facoltà tuttavia i tempi in cui trovare lavoro possono variare. Chi ha studiato Ingegneria Civile impiega mediamente 3 mesi a trovare un lavoro e in 3 anni diventa stabile mentre, chi si laurea in Psicologia, fatica a trovare un lavoro e, più in generale tende a restare nel mondo del precariato anche per lunghi periodi.

L'infografica realizzata dall’Università degli Studi Niccolò Cusano, illustra il tempo medio che intercorre tra il conseguimento della laurea e il primo lavoro per gli studenti delle principali facoltà. Basandosi su uno studio condotto da Almalaurea sui laureati del 2012, sono stati estrapolati i dati relativi al profilo del laureato tipo per ogni facoltà, il livello di stabilità occupazionale a 1 e 3 anni dal conseguimento della laurea, e la media degli anni impiegati per laurearsi.
Il profilo più ricorrente è donna e precaria, con eccezione di Ingegneria Civile in cui il 75% dei laureati sono di sesso maschile e lavoratori stabili.

A seguire sono Economia, Medicina e Giurisprudenza che permettono un accesso più immediato nel mondo del lavoro e una stabilità dal terzo anno in poi; le cose si complicano invece per i laureati in Scienze della Comunicazione che trovano rapidamente un’occupazione e la cui stabilità è però bassa anche dopo 3 anni dalla laurea.

Per quel che riguarda le lauree ad alta specializzazione, si rileva che Veterinaria e Farmacia si trovano nella parte più bassa della classifica e, i laureati di queste facoltà hanno difficoltà a trovare lavoro nei primi mesi post-laurea anche se, dopo 3 anni riescono a godere di una maggiore stabilità (il 64% dei laureati in Farmacia e il 70% in Veterinaria lavora stabilmente).
Non molto dissimile è la situazione per i laureati in Architettura che si trovano al nono posto in classifica ma con una stabilità al 60% entro i 3 anni.

Il ritardo viene commentato dallo staff Unicusano così: “In un mercato delle professioni in continuo mutamento alcuni profili hanno bisogno di un costante aggiornamento delle competenze che da un lato può portare ad investire in formazione ritardando l'occupazione stabile, dall'altro può portare precarietà a chi non si tiene aggiornato”.

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