martedì, maggio 20, 2014

In viaggio a Parigi, alla scoperta della banlieue

2 commenti     
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In vacanza a Parigi per scoprire la banlieue. Eresia? Ok, diciamo anche la banlieue, così non mi prendete per pazzo e tagliate la corda. Questo mito della banlieue come zona off-limits ha da essere sfatato. E' vero, in certe zone della periferia parigina, la sovrappopolazione e la carenza di reti infrastrutturali hanno generato negli anni contesti di degrado e di criminalità, contesti che ben son stati raccontati da film come L'odio, di Mathieu Kassovitz e con Vincent Cassell. E una prova evidente di ciò l'abbiamo avuta nel novembre del 2005: chi non ricorda le rivolte di quel periodo? Ma come in tutte le cose, generalizzare conduce sempre lontano dalla verità, perché si perdono di vista le differenze e le sfumature.

In realtà, non bisogna dimenticare che la banlieue parigina costituisce, per dimensioni, un'altra Parigi, una Parigi che i turisti finiscono per non conoscere mai. E una città così grande ovviamente presenta aree molto diverse tra loro. Forse vi sorprenderà (o forse no) sapere che alcune di queste sono animate da un fermento culturale e altre, invece, presentano zone residenziali molto ambite. Dite la verità: state iniziando a pensare che sì, magari, non ci prenoterete l'hotel su siti come Expedia, anche per evitare di essere troppo distanti delle principali attrazioni, ma in fondo, durante una permanenza a Parigi di quattro o cinque giorni, una mezza giornata si potrebbe anche dedicare alla periferia parigina. Oppure, una serata, perché no?

Cominciamo dal lato più invogliante della periferia parigina, che s'incontra a ovest della capitale e porta il nome di Boulogne. Qui, spicca, per fama, la città di Boulogne-Billancourt, anche se agli onori delle cronache è salita anche Neuilly-sur-Seine, la città che per tantissimi ebbe come sindaco l'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy. Boulogne-Billancourt è, però, la più nota e conta ben 100 mila abitanti. A Boulogne-Billancourt ha sede una grandissima quantità di aziende, tanto che la città è addirittura il secondo polo d'affari della regione. Un tale sviluppo economico ha portato al nascere di zone destinate a classi abbienti, come l'area settentrionale, dove si succedono palazzi haussmaniani di grande eleganza. Il periodo di massimo splendore conosciuto da Boulogne-Billancourt fu durante la prima metà del secolo scorso, quando si affermò come la città del cinema e dell'aviazione. In quegli anni, poi, fu scelta dalla Renault per i suoi stabilimenti, che lavorarono a pieno regime fino al declino e alla chiusura degli impianti alla fine del Novecento. Oggi, la città offre alcune imperdibili attrattive, come ad esempio il Musée des Années 30, che espone opere d'arte e sculture realizzate dagli anni '30 del secolo scorso ed è meta di tutti gli amanti dell'Art Déco. Ma Boulogne-Billancourt non è l'unica città della periferia occidentale parigina a tentare i viaggiatori più curiosi. Tra le altre, è d'obbligo menzionare Suresnes, che sorge sulla Senna, nei paraggi del celebre Bois de Boulogne (così come Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine), il rinomato parco di Parigi, che vanta un'area di 846 ettari, accoglie ogni anno 6 milioni di visitatori e include al suo interno lo stadio del Roland Garros.

Dalla periferia più seducente a quella più degradata. La fotografia odierna del dipartimento di Seine St-Denis è figlia dell'esigenza di complessi abitativi sorta in seguito all'intenso sviluppo economico dell'Ottocento. Nel secolo scorso, infatti, le zone di La Corneuve, Aulnay-sous-Bois e Sarcelles furono scelte dalle grandi imprese immobiliari e fu così che la periferia settentrionale di Parigi assunse il suo volto attuale, che comprende anche alcune delle aree più povere di tutta la Francia. Ma se si riesce ad andare oltre la cortina di edilizia e povertà si può scoprire ben altro. A St-Denis, infatti, si celano alcuni dei centri culturali più vivi della scena parigina, a cominciare dalla Maison de la culture de Bobigny (MC93), dove, in occasione del Festival Le Standard Idéal, importanti registi europei portano in scena spettacoli dall'Italia, dalla Germania, dal Regno Unito e da altri paesi del Vecchio Continente.

2 commenti:

Luke Scintu ha detto...

purtroppo non ci sono mai stato

Laura C. ha detto...

C'è sempre tempo per rimediare. ;-)

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