mercoledì, giugno 18, 2014

A Barcellona, per le vie del Poblenou

È deciso, il prossimo weekend parto. Decido di lasciarmi ispirare dalla pagina delle offerte last second di Expedia: trovo un’ottima offerta della Ryanair per Barcellona, per partire venerdì e tornare domenica - non posso chiedere di più e ovviamente non me la lascio scappare.

Anche se il mio cuore batte senza riserve per il quartiere di Villa de Gracia, le sue piazzette e l’atmosfera delle sue strade – senza uguali, per me, nel capoluogo catalano – la missione che mi do per questa nuova avventura barcellonese è esplorare il barrio di Poblenou, che stuzzica parecchio la mia curiosità. Questo quartiere, infatti, è uno dei più interessanti per andare alla scoperta del passato industriale di Barcelona. Addirittura, la concentrazione industriale a Poblenou era tale che tra l’Ottocento e il Novecento veniva soprannominato la “Manchester catalana”.

Una delle zone più caratteristiche del barrio è senza dubbio quella conosciuta con il nome di “Taulat”: dove un tempo sorsero le prime fabbriche, proprio vicino al mare, oggi si può passeggiare per vie strette, tra case basse. Cuore dell’antico quartiere e vero e proprio spazio di magia è la plaza de Prim: solo guardando una foto, uno già se ne innamora. Dà proprio l’idea dell’antico quartiere di pescatori e poi di operai, un misto di fascino di mare, luce, storia antica e lavoro.

Tra i più interessanti esempi di architetta industriale c’è Can Felipa, in calle Pallars, edificio che oggi ospita un centro civico, un teatro e l’archivio storico di Poblenou. C’è poi Can Ricart, fabbrica che fu costruita a metà del XIX secolo; una parte della struttura è attualmente occupata da uno spazio creativo. Ma non finisce qui: ci sono anche Ca l’Aranyó, in calle Tanger, e Can Framis, trasformato in museo dedicato all’arte contemporanea. Il Museo de Pintura Contemporanea Can Framis, che rientra nel patrimonio della Fundacion Vila Casas, fu inaugurato nel 2009 ed espone circa trecento opere, realizzate da artisti catalani nel periodo che va dagli anni Sessanta fino ad oggi. C’è anche uno spazio, l’Espai A0, dove si organizzano mostre temporanee.

Non bisogna dimenticare che tutta la zona del Poblenou da diversi anni sta attraversando una fase di riqualificazione e trasformazione. Uno dei progetti più ambiziosi è quello che punta a trasformare il barrio in un polo di riferimento per l’innovazione e la creazione. Per chi desidera esplorare il quartiere, un’utile fonte di informazioni è l’associazione Poblenou Urban District, che ha creato una mappa interattiva per individuare ristoranti, bar, gallerie d’arte e spazi creativi di vario genere.

5 commenti:

Luke Scintu ha detto...

aspettiamo un diario di viaggio :)

Luke Scintu ha detto...

aspettiamo un diario di viaggio :)

Luke Scintu ha detto...

aspettiamo un diario di viaggio :)

Luke Scintu ha detto...

scusa, dev'essere impazzito a copiato il commento 4 volte

Laura C. ha detto...

Non preoccuparti ;-)

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