mercoledì, settembre 24, 2014

Varicella, contagio, sintomi, e metodi per alleviare i fastidi

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La varicella, malattia esantematica tipicamente infantile, è molto contagiosa e si presenta, dal suo esordio, con macchie e vescicole che si estendono su tutto il corpo, a partire da ventre, schiena, braccia e volto poi, a seguire anche su tutte aree più remote, compresi i genitali, il cuoio capelluto e l’interno della bocca.

I primi sintomi possono trarre in inganno e farla somigliare a una banale influenza cui si aggiungono, man mano, dolore del capo, scarso appetito, febbre (anche se, potrebbe non comparire) e macchie rosse che si presentano dapprima tenui poi, con lo scorrere del tempo si ingrossano e divengono vere e proprie vesciche. La trasformazione successiva è quella di seccare, formare una crosticina e scomparire; la loro comparsa non è simultanea ma si verifica in maniera continuativa per i primi 5 giorni.

Il prurito che accompagna questa malattia è fastidioso e rischia di creare danni permanenti se, i piccoli malati, non riuscendo a trattenersi, prendono a grattarsi e togliere le crosticine prima del tempo, favorendo così, il formarsi di piccole cicatrici. Il malato è infettivo da 1 a 4 giorni prima della comparsa delle macchie, il periodo di incubazione varia invece tra i 10 e i 17 giorni mentre, le macchie ormai trasformate in croste, scompaiono in genere nel giro di 20 giorni.

Il contagio avviene attraverso la saliva (starnuti, colpi di tosse, baci) o tramite il contatto con soggetti affetti da herpes zooster (fuoco di sant’Antonio) o, nel caso in cui sia già stato contratto in passato, si potrà correre il rischio (raro ma non impossibile) di ricontrarlo in forma lieve; inusuale ma possibile è invece il contagio tramite il contatto con vescicole scoppiate e infette.

Una volta eseguita la diagnosi, il medico non prescriverà antibiotici per garantire al virus un decorso spontaneo mentre, nei casi più gravi e fastidiosi, in particolare negli adulti, potrà decidere di somministrare l’antivirale aciclovir.

Durante la durata della malattia, ciò che si dovrà aver cura di evitare è di grattarsi e, per trovare sollievo dal prurito, si potranno fare bagni nell’amido di mais, eventualmente utilizzare un buon talco e salviettine umidificate, avendo cura però di non sfregarle sulle vescicole; cibi morbidi, freddi e non “irritanti” della mucosa orale saranno perfetti, un buon gelato, per i piccoli inappetenti, potrà fornire sostanza e far ritrovare un po’ di appetito.

La varicella colpisce principalmente i bambini al di sotto dei 12 anni, è raro nei neonati, mentre è sporadico in adolescenti e adulti (dove, in alcuni casi potrebbe portare a complicazioni gravi come la polmonite); nel caso in cui fosse contratta da una donna in gravidanza, so la malattia potrebbe arrecare danni congeniti madri e bambini. Negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato vaccini non obbligatori, alcuni per adulti oltre i 50 anni di età, altro somministrabili dal secondo anno di vita del neonato, con un richiamo tra i 4 e i 6 anni; la copertura si attesta tra i 90-95.

Il virus (VZV) che caratterizza la varicella non abbandona interamente il corpo, resta inerme per tutta la vita all’interno dei tessuti nervosi; rarissimi sono i casi di una seconda contrazione in chi l'ha già avuta m,a soprattutto negli adulti, può ripresentarsi anche più volte sotto forma di fuoco di Sant'Antonio, che verrà trattato e curato in altro modo.

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