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Villa Monastero a Varenna, tra arte e paesaggi incantevoli

By ottobre 14, 2015

Varenna
All’inizio dell’incantevole abitato di Varenna sorge Villa Monastero, bellissima costruzione che custodisce tesori artistici e architettonici, nonché uno strepitoso giardino che si riflette nelle calme acque del lago.

Edificata sulle rovine di un monastero cistercense, è stata più volte ristrutturata fino a divenire tra il 1500 e il 1600, con l’acquisizione da parte della famiglia Mornico, un luogo in cui trascorrere le vacanze; passò poi a ulteriori proprietari che apportarono varie modifiche sino all’ultimo, Marco De Marchi, che lasciò la proprietà e tutto ciò che in essa era contenuto, affinché fosse messo a disposizione del pubblico.

Superata la biglietteria si accede allo splendido parco e, passeggiando sul viale si può ammirare il panorama mozzafiato, un abbraccio allo splendido lago e alle cittadine lambite dalle sue acque; in breve ci si trova ad ammirare piante esotiche, fiori, fontane, e scoprire affacci prima di trovarsi al cospetto dell’ingresso della villa.

Varcata la soglia colpisce il pavimento dell’atrio, ancora quello seicentesco voluto da Mornico; osservando accuratamente le piastrelle si potrà ammirare l’effetto tridimensionale, prima di spostare lo sguardo sull’imponente scalone in marmo nero di Varenna, rosso e giallo di Verona, bianco di Carrara e fiori di pesco. Qui fanno bella mostra di sé i pannelli in maiolica dipinta raffiguranti ritratti di filosofi, musicisti, artisti e scienziati tedeschi, oltre ad alcuni stucchi e due grandi lampade in bronzo.

Tra le sale visitabili vi sono la camera sud-est (o camera Kennedy), riservata a Carlotta Kees e caratterizzata da pochi arredi d’epoca (cassettoni, un orologio, i candelieri, l’inginocchiatoio, la poltrona, il tavolo e alcuni dipinti), il salottino posto a lato, la suggestiva sala nera con lo splendido camino in marmo nero di Varenna e l’arazzo fiammingo, la sala rossa con i suoi arredi neorococò, il camino in marmo bianco e l’arazzo settecentesco, il salottino Mornico, la camera padronale, la sala della musica con due bellissimi pianoforti a mezza coda, il salottino orientale con richiami all’arredamento e al gusto nipponico, oltre alle sale delle conferenze e del consiglio.

Ciò che lascia a bocca aperta è il bagno, chiamato anche “bagno di Re Faruk”; in stile pompeiano, con richiami allo stile giapponese, presenta una vasca in maiolica azzurra e blu con scalini, accanto a cui si trovano obelischi in marmo. Impreziosita da pannelli raffiguranti sirene, nereidi e altri elementi che richiamano al vita marina, è preceduto da una saletta in cui si trovano una toilette, un bidet, un tavolino, un armadio e una poltrona.

La visita dei giardini procede tra saliscendi disseminati di palme, dracene, agrumi, oleandri, piante esotiche e rare; nel corso della visita si ammirano statue, fontane, vasi abilmente collocati, tempietti e, per riposare, oltre alle comode panchine sparpagliate lungo il percorso, c’è una piccola caffetteria che mette a disposizione dei clienti alcuni posti a sedere affacciati sul lago.

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