martedì, aprile 26, 2016

Passo dello Stelvio,il valico stradale più alto d'Italia

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Passo dello Stelvio
Il Passo dello Stelvio, nel Parco Nazionale dello Stelvio, posto a 2758 metri sul livello del mare è il valico stradale più alto d’Italia e il secondo più alto d’Europa; solo il francese Colle dell’Iseran, a 2770 m.s.l.m. nella Regione Rhône-Alpes si trova più in alto, anche se, ci sono strade di una certa importanza che raggiungono altezze più elevate, un esempio su tutte è il Pico del Veleta in Spagna, nella Sierra Nevada, che tocca la considerevole altezza di 3392 metri (non ha però tutte le caratteristiche che accomunano i due precedenti valichi, non è asfaltato e, una volta in cima bisogna necessariamente tornare in dietro).

La storia del Passo dello Stelvio è suggestiva: sotto l’egemonia di Napoleone furono realizzati i primi progetti per collegare Milano alla Baviera, successivamente, l’Imperatore Francesco I d’Austria, ai primi dell’ottocento, pretese una strada che, passando per la Valtellina, potesse collegare la Val Venosta che conduceva a Vienna a Milano, allora di dominio austriaco.

I lavori presero il via nel 1822 e terminarono 3 anni dopo grazie all’ingegnere Carlo Donegani già progettista del Passo dello Spluga (2114 metri, realizzato dal 1821 al 1823), e ai numerosi uomini che vi lavorarono incessantemente.

Gli austriaci, per difendere i propri confini, non lontano dal Passo costruirono 3 fortificazioni difensive che costituirono lo Sbarramento Gomagoi: il Forte Klein Boden, il Forte Weisser Knott e il Forte Gomagoi. I resti della fortificazione Goldsee sono ancora presenti al Passo.

Fino alla Prima Guerra Mondiale (nel 1915) il Passo era sempre aperto e transitabile (diligenze e spalatori), dopo la vittoria italiana iniziò a restare chiuso durante il periodo invernale e, in caso di abbondanti nevicate ancora oggi, da ottobre a maggio (a volte anche oltre), potrebbe essere chiuso.

Il Passo dello Stelvio funge da divisorio tra le Alpi Retiche Occidentali (in cui spicca il Pizzo Bernina, con 4049 metri) e le Alpi Retiche Meridionali (con l’Ortles a farla da padrona con i suoi 3902 metri) inoltre, separa la Lombardia dal Trentino Alto Adige appartenendo così in parte a Bormio e in parte a Trafoi (Bolzano).

La strada che conduce alla cima, la Strada Statale 38 dello Stelvio, ha una particolarità: spettacolari tornanti che si susseguono impietosi inerpicandosi. Ce ne sono ben 36 dal lato lombardo e 48 da quello altoatesino inoltre, in certi tratti il percorso si stringe, costringendo il transito a un solo veicolo alternato. I più fortunati potrebbero vedere moltiplicate esponenzialmente le difficoltà e incappare nel passaggio di qualche autobus.

Tra un tornate e l’altro ci sono anche numerose caratteristiche gallerie scavate nella roccia, risalenti ai secoli scorsi e lasciate senza alcuna miglioria; lo scenario è da favola e spesso, visto le pendenze e le curve, il tracciato viene sovente inserito nelle tappe del Giro d’Italia per incrementarne la difficoltà.

In cima la vista a 360° è a dir poco mozzafiato e, essendo chiuso in inverno e con le vette innevate praticamente tutto l’anno, in estate, il Passo è sede di sci estivo; qui sorge l’Università dello Sci Giuseppe Pirovano (di proprietà della Banca Popolare di Sondrio, che sul Passo ha il record di sportello più alto d’Europa) ma sono presenti anche piste, funivie, skilift, alberghi, rifugi, negozi di souvenir.

Poco prima di giungere al Passo, provenendo da Bormio, sulla sinistra si trova una deviazione che conduce al vicino Passo dell’Umbrail o Giogo di Santa Maria, a 2503 metri, il valico svizzero più alto che conduce al Cantone dei Grigioni; nei pressi del Passo sorge invece il sacrario Militare dello Stelvio.

Da tempo si discute della possibilità di far pagare un pedaggio per poterlo raggiungere, il Green Pass fornirebbe i fondi per la manutenzione del Passo stesso e par la sua valorizzazione; c’è però una scappatoia, provenendo ad esempio dal versante lombardo, basterà prendere per il Passo dell’Umbrail, attraversare questa parte piuttosto sconosciuta, ma comunque spettacolare dell’Engadina, tornare in Italia a Prato allo Stelvio… l’unico inconveniente sarà la mancata percorrenza dei 48 tornanti altoatesini.

Ph: Pixabay

6 commenti:

Cristina Bernardi ha detto...

Complimenti, bellissimo post, molto interessante e dettagliato! Buona settimana!

Laura C. ha detto...

Grazie :-) Merito del Passo che è davvero strepitoso! Buona settimana anche a te?

Teresa il blog ha detto...

Non sono mai stata al Passo dello Stelvio, é strano pensare come spesso cerchiamo la bellezza all'estero e poi é qui a portata di mano :) . Aprofitto di questo commento per ringraziarti della tua bravura, leggo i tuoi articoli sempre molto volentieri :) ciao

Laura C. ha detto...

Grazie, anche io ti leggo volentieri, sei davvero bravissima e i tuoi post sono sempre approfonditi :-) Quanto al Passo dello Stelvio, se ti capita l'occasione e non soffri troppo i tornanti cerca di percorrerlo... se ci vai in estate portati comunque un maglioncino o un giacchino, io ci sono stata in agosto, c'era la neve, il vento ed era freschino. :-)

Luke Scintu ha detto...

Bello davvero, raccontaci pure qualche aneddoto del posto:)

Laura C. ha detto...

Ciao Luke, è davvero bello, non vedo l'ora di tornarci :-) Cosa ti piacerebbe sapere?

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