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Circular Economy, la ricollocazione di risorse targata Enel

By gennaio 04, 2017

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di “Circular Economy” o “Economia Circolare”, in netta contrapposizione all’economia lineare che ha dominato in tutti questi anni e si appresta, in vista di un mondo sempre più verde ed attento alle tematiche ecologiche, ad essere soppiantata e superata.

Nell’ottica di una crescita che possa essere definita sostenibile, l’economia lineare non ha più ragione di esistere; qui, gli oggetti e i materiali hanno un ciclo di vita ridotto, una volta assolta la loro funzione vengono smaltiti, in maniera più o meno corretta, e dimenticati, diminuendone così il loro valore.

Questo non può essere sicuramente un vantaggio ma si colloca in una politica di sprechi e di un continuo consumo di risorse ed energie; un tempo si dava per scontato il fatto che le risorse fossero pressoché infinite, così si è finito per farne un uso cattivo e sono state sfruttate in maniera indiscriminata.

L’epoca dell’usa e getta è però finita e, solo chi è al passo con i tempi riesce a comprendere l’esigenza e l’importanza di passare a un’economia circolare che sappia valorizzare le risorse e i materiali, allungandone il ciclo di vita e permettendo loro di assumere un nuovo valore. Quando un prodotto arriva alla fine del suo ciclo vitale, non viene smaltito come rifiuto ma, attraverso una fase di riciclo, assume una nuova “forma” e, acquisendo una nuova vita, torna nel ciclo economico precedentemente abbandonato.

Il riciclo del vetro che tutti noi facciamo è l’esempio più classico di ricollocazione delle risorse, di un’economia che si rigenera da sola superando il problema dei rifiuti e che permette anche un risparmio economico ed energetico; non è perciò un caso che l’Unione Europea abbia ideato un piano che nel giro di 7 anni, dal 2014 al 2020, agevoli il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare approvando misure che, entro il 2025, portino a vietare l’”abbandono” in discarica di rifiuti riciclabili e biodegradabili e, entro il 2030, all’incremento del tasso di riciclo degli Stati appartenenti all’Unione.

Come arrivare però a un’economia circolare? La consapevolezza non è sufficiente, è necessario mettere in pratica una serie di accorgimenti, anche nel piccolo di ognuno, cercando non solo di riciclare, ma di ridurre l’impatto ambientale delle nostre azioni preferendo per esempio il car sharing o la condivisione di viaggi in auto, piuttosto che l’acquisto di una macchina nuova, soprattutto se la si utilizza davvero poco.

Industrie e società, dal canto loro hanno il compito di ridurre i consumi in fase di estrazione dei materiali e lavorazioni (così come accade per il vetro), ma anche di commerciare prodotti sempre più durevoli, utilizzare prodotti di riciclo, potenziare i centri di assistenza, manutenzione e riparazione in modo da allungare i tempi di vita dei prodotti, evitando che vengano smaltiti al primo guasto.

Molte aziende si stanno già muovendo in questa direzione, un esempio è Watermelon WTR, che vede come socia e sostenitrice Beyoncé e si propone di produrre succo di anguria (con una piccola aggiunta di limone), partendo da frutti scartati dal mercato perché imperfetti; in questo modo è possibile immettere sul mercato una bevanda salutare contenente vitamina C, potassio, priva di acqua e zucchero aggiunti, riassorbendo ciò che era invece considerato uno scarto, un rifiuto da smaltire. Ma non solo, i frutti vengono raccolti a livello locale e anche il packaging è eco-friendly.

Chi su questo fronte sta mostrando impegno è Enel che, nel suo portale, all’interno della sezione Futur-E, ci racconta dei progetti e di come stia cercando di promuovere un’economia green e circolare, dimostrando così di saper essere innovativa e al passo con i tempi e le sue problematiche.

Sul fronte delle auto, l’alternativa alle auto tradizionali è l’utilizzo di macchine elettriche che, talvolta permettono di risparmiare sulla polizza, sul bollo auto e hanno la possibilità di usufruire di parcheggi blu gratuiti nelle zone ZTL; Enel, con la e-mobility, offre varie soluzioni volte a promuovere la mobilità green e le azioni messe in campo in questo settore spaziano dalle centraline di ricarica, fino agli accordi con le case automobilistiche.

La sua discesa in campo in questo settore non si ferma qui ma va ben oltre, passa dalla riqualificazione delle vecchie centrali, alle partnership con produttori di elettrodomestici che abbiano dimostrato interesse verso l’ambiente attraverso l’immissione nel mercato di prodotti a risparmio energetico; a questo si aggiungono una serie di vantaggi che sono appannaggio di chi acquista i prodotti smart da Enel Energia.

Molte informazioni e tutto ciò che riguarda i vantaggi che si possono avere, sui prodotti e sulla mission, sono disponibili sul portale che stimola e aiuta ognuno, anche nel proprio piccolo, a prendere parte al grande cambiamento verso l’economia circolare, verso una svolta green in ogni ambito della propria vita.

ENEL

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