venerdì, febbraio 03, 2017

Perchè a San Biagio si mangia il panettone

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Perché si mangia il panettone a San Biagio

Il 3 febbraio si celebra San Biagio, vescovo cattolico e protettore della gola; non è un caso che, proprio in questo giorno, per proteggere la gola dai mali che potrebbero colpirla nel corso dell’anno, si mangia il panettone avanzato da Natale (in molti tuttavia, proprio per l’occasione, ne comprano uno nuovo).

A Milano c’è il detto “San Bias al benediss la gola e el nas” proprio per indicare che se ci si vuol proteggere da mal di gola e raffreddori, è a lui che ci si deve rivolgere e la sua benedizione è un’arma che tiene lontano i mali di stagioni; nei giorni precedenti il 3, pasticcerie, fornai e supermercati vendono spesso panettoni ribassando i prezzi e per molti è l’occasione per mangiare panettoni di ottima fattura che altrimenti non avrebbero potuto acquistare.

Tuttavia, la tradizione prevede che il panettone sia quello avanzato dal giorno di Natale e che sia stato fatto benedire.

Ma perché a San Biagio si mangia il panettone?


Tra i miracoli attribuiti al Santo che, nel cuore dei milanesi occupa un posto speciale, vi è quello di aver salvato la vita di un bambino; si racconta infatti che mentre veniva portato al martirio, una donna si avvicinò a lui con in braccio un bimbo che stava soffocando a causa di una lisca di pesce fermatasi in gola. Dopo aver pregato, salvò il bambino (alcune versioni affermano che lo abbia fatto con una mollica di pane) e per questo è considerato il protettore della gola.

In molti luoghi è oggi considerato di buon auspicio benedire la gola con 2 candele a loro volta benedette il 2 febbraio.

La tradizione di mangiare il panettone deriva però da una leggenda.

Si narra infatti che una donna portò un panettone da benedire a un frate che però, troppo indaffarato, le chiese di lasciarglielo e tornare nei giorni successivi per poterlo ritirare; al panettone, se si è golosi è difficile resistere e questo valeva anche per il frate che, dopo averlo benedetto, iniziò a mangiarne un pezzettino.

Un pezzetto tira l’altro e alla fine si accorse di averlo quasi terminato.

Quando il 3 febbraio la donna tornò per recuperare il panettone benedetto, si trovò di fronte il frate che ancora non sapeva come si sarebbe tolto dall’impaccio ma che, in ogni caso, le avrebbe riconsegnato quel che era rimasto.

Si recò così a prendere i poveri resti ma, con enorme sorpresa, trovò un grosso panettone, grande il doppio di quello che gli era stato affidato.

Questo è il motivo per cui il 3 febbraio, giorno di San Biagio, è nata la consuetudine di mangiare il panettone.

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