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Black Russian, il cocktail dell’ambasciatore

by Laura C.

Il Black Russian è un cocktail approvato dall’IBA (associazione internazionale baristi), tipicamente invernale per il sapore “caldo” e dolciastro che lo contraddistingue; si lascia gustare con piacere dopo cena anche nelle stagioni più miti o nelle serate estive.

Storicamente, la nascita di questo cocktail si fa risalire agli anni ’50 quando, un barman di Bruxelles di nome Gustave Tops, lo creò per Perle Mesta, ambasciatore americano, usuale frequentatore del bar dell’hotel Metropol.

Nonostante l’utilizzo del termine “Russian”, il cocktail non ha legami con prodotti o ricette tipiche russe, ma è piuttosto riconducibile alla presenza, tra gli ingredienti, della vodka.

C’è tuttavia chi lega il nome al periodo di creazione: quello della guerra fredda.

Tra i cocktail non è il più diffuso, spesso i locali che servono alcolici non lo riportano sulle liste nonostante il sapore morbido sia gradito tanto dal pubblico femminile, quanto da quello maschile.

La ricetta originale si avvale di Kalua Coffee tuttavia, alcuni locali si ostinano a sostituirlo con un liquore di marca differente molto più amaro e secco che determina una forte alterazione delle caratteristiche.

Nel caso in cui voleste prepararvi il Black Russian, ricordate che 3 sono gli ingredienti necessari:

7/10 di vodka pura

3/10 kalua coffee

2 o 3 cubetti di ghiaccio.

In un bicchiere old fashioned mettete dei cubetti di ghiaccio quindi, versate la vodka e aggiungete il liquore al caffè; a questo punto basterà miscelare con un lungo cucchiaio, lo stirrer (o bar spoon), aggiungere una cannuccia corta e servire.

Il White Russian

Una variazione piuttosto nota del Black Russian è il White Russian che, nella ricetta originale prevede l’aggiunta di “panna double cream”; introvabile in Italia, è sostituibile con della comune panna fresca per dolci (non quella già montata).

In questo caso la dose della vodka si ridurrà fino ad arrivare a 5/10 mentre i 2/10 mancanti saranno sostituiti dalla panna.

Vodka e kalua andranno versati per primi nel bicchiere con il ghiaccio; la panna la si dovrà far “cadere” delicatamente nel bicchiere, facendola scivolare sul dorso di un cucchiaino.


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9 commenti

Orgoglio Nerazzurro 12 Settembre 2011 - 21:24

Spettacolo allo stato puro, mi interessa poco la sua storia, ma in quanto al cocktail…peccato solo aver terminato proprio l'altra sera il Kalua, adesso poi che me ne hai fatto venire voglia…
Alla prossima! :-*

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Laura 12 Settembre 2011 - 22:03

Vorrà dire che ti disintossicherai… non può farti che bene, ah ah ah.

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Orgoglio Nerazzurro 12 Settembre 2011 - 22:06

Va bene, se non vuoi bere qualcosa d'altro con me…mi toccherà bere da solo, cosa preferisci?
Ti va una caipiroska?

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Laura 12 Settembre 2011 - 22:10

Nooo, non sia mai che ti abbandono a bere da solo. Non si fa!!! Vada per la caipi, tu prepara, io porto da magnà 😀

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Orgoglio Nerazzurro 12 Settembre 2011 - 22:15

E vai!!! Andata! 😎
Dimenticavo, auguri! :-*
A dopo, 😉

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Luke 13 Settembre 2011 - 09:49

il tuo blog è sempre più interessante, brava… se vuoi pubblicizza questo articolo anche su noi scrittori freelance, ancora i miei complimenti!

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Laura 13 Settembre 2011 - 11:25

Grazie!!! Perfetto, allora passerò a pubblicizzarlo anche di là 😉

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Murales 14 Settembre 2011 - 12:18

mai provato, devo rimediare

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Laura 14 Settembre 2011 - 12:32

Ti conviene aspettare che arrivi un po' di fresco, rende meglio 🙂

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