Home Libri “Cosa c’è davvero nel tuo carrello?” (Bill Statham e S. Crimi)

“Cosa c’è davvero nel tuo carrello?” (Bill Statham e S. Crimi)

by Laura C.

Cosa c’è davvero nel tuo carrello?“.

Ecco un libro che bisognerebbe conoscere e avere sempre a portata di mano. Sottotitolo è “Guida pratica agli additivi alimentari e agli ingredienti cosmetici”, poche parole che introducono un importante argomento di critica e conversazione.

315 pagine di ingredienti, faccine, descrizioni e informazioni utili per sapere cosa entra in casa nostra con la spesa, cosa arriva nel nostro stomaco, cosa ci spalmiamo sulla pelle e viene assorbito dai nostri organi.

Non si tratta di un libro discorsivo, la maggior parte delle pagine è costituita da tabelle da consultare al momento del bisogno, quando si spulcia l’INCI di un prodotto oppure, per i più temerari da studiare pagina per pagina e ricordare a memoria.

Il libro è diviso in sezioni e tabelle.

La prima parte è un semplice elenco di conversione dei codici E.

Proseguendo, si presentano 2 sezioni, quella dedicata agli additivi alimentari e quella invece “di proprietà” degli ingredienti cosmetici. Entrambe sono divise in tabelle che in ordine alfabetico riportano gli additivi e i vari ingredienti.

Additivi e ingredienti

La tabella degli additivi alimentari è divisa in 7 parti: nome dell’additivo, num, funzione, cod, potenziali effetti, possibili usi alimentari e altri impieghi.

Ogni tabella degli ingredienti cosmetici è divisa in 5 parti: nome dell’ingrediente, funzione, cod, potenziali effetti e possibili usi.

Cod. indica un codice che si basa sugli smiles:

  • due faccine sorridenti accanto a un prodotto indicano che è sicuro e benefico,
  • una faccina indica che è sicuro per la maggior parte delle persone,
  • una faccina perplessa con il punto di domanda mette in guardia sul fatto che è bene fare attenzione a quell’ingrediente,
  • una faccina triste ci consiglia di evitare,
  • due faccine tristi allarmano sulla pericolosità dell’ingrediente.

Il punto esclamativo evidenzia invece l’assenza di informazioni riguardo all’ingrediente o additivo presso in esame.

Una scala di colore permette di identificare visivamente e in maniera immediata la pericolosità o bontà dell’ingrediente.

Alle faccine sorridenti fa da sfondo il rosa, alla faccina perplessa si associa un rosa più scuro, alle faccine tristi il rosso e al punto interrogativo il grigio.

Sotto ogni ingrediente, per completezza, tra parentesi, ne viene indicata l’origine.

Si saprà quindi immediatamente e senza fare ulteriori ricerche se si tratta di un prodotto di derivazione petrolifera, animale, vegetale, Ogm o se viene prodotto dalla derivazione di altre sostanze o materiali.

L’autore comunque ci tiene a precisare che, benché il lavoro sia frutto di ricerche, studio e analisi, è comunque di origine personale e le indicazioni devono essere valutate in maniera autonoma da ogni soggetto.

Gli ingredienti considerati sicuri sono da privilegiare ma ciò (aggiungo io) non significa che siano totalmente sicuri per tutti. Naturale non significa non dannoso e non pericoloso, ognuno sa in base alla propria storia clinica e alla propria sensibilità ciò che può tollerare oppure no perciò, anche le faccine sorridenti rapportatele sempre al vostro vissuto.

La genesi di “Cosa c’è davvero nel tuo carrello?”

Come è arrivato l’autore a concepire questo libro? Quale è stata la “molla” che lo ha portato a studiare e approfondire determinate dinamiche e mostrare un interesse così accentuato verso gli ingredienti e gli additivi di uso comune?

Bill Statham, omeopata, si domandava come mai alcuni pazienti migliorassero e successivamente ricadessero nelle loro malattie dopo aver seguito le cure.

Cosa vanificava il lavoro svolto in sinergia tra omeopata e paziente? Perché il circolo vizioso della malattia sembrava non volersi spezzare?

L’illuminazione arrivò mettendo in relazione ciò che i pazienti introducevano nell’organismo attraverso il cibo (gli additivi nello specifico) e ciò che utilizzavano per la cura della persona con i sintomi e le malattie.

La correlazione fu subito chiara, taluni elementi chimici causavano e acutizzavano malattie quali asma, dermatite, orticaria, iperattività e molte altre provocavano disturbi al fegato, reni, cervello…

Comunicata l’eccezionale scoperta ai pazienti ha dato vita a una “rivoluzione” coinvolgendoli e “incoraggiandoli a eliminare” tutto ciò che poteva essere nocivo; in breve tempo la loro salute è migliorata. Un caso?

I suoi primi risultati vennero pubblicati e da lì molte testimonianze gli giunsero di persone che avevano tratto beneficio dalla nuova vita.

In particolare rimase colpito dalla testimonianza di una madre il cui bambino “bollato” come iperattivo, dopo l’introduzione del nuovo stile di vita aveva iniziato a cambiare e migliorare.

E’ importante quindi conoscere gli additivi e le sostanze chimiche potenzialmente pericolose per tutelare noi stessi, i nostri cari e anche la salute del nostro pianeta.

Vorrei riportarvi qualche esempio in modo che si possa capire come ogni sostanza è classificata e descritta perché parlare di Cod., num e via dicendo è un po’ vago.

Dalla sezione dedicata alla conversione dei codici E (approvati dall’Unione Europea e dalla Federazione europea delle industrie degli additivi ed enzimi alimentari,) scopriamo per esempio che quando tra gli ingredienti troviamo:

E270 parliamo di acido lattico

E322 parliamo di lecitina

E330 parliamo di acido citrico

Questi possono poi essere ricercati con il loro nome per esteso nelle tabelle successive e scoprire così la loro pericolosità, utilizzo, funzione.

Additivi alimentari

Dalla sezione dedicata agli additivi alimentari vi farò l’esempio di un “cattivissimo” che si trova in tantissimi prodotti:

Nome dell’additivo: aspartame (preparato a partire dalla fenilalanina e dall’acido aspartico; si scompone in metanolo e formaldeide nel corpo; può essere OGM)

Num: E951

Funzione: dolcificante artificiale, esaltatore del gusto

Cod: 2 faccine tristi

Potenziali effetti: mal di testa, ansia, asma, depressione, attacchi epilettici, perdita di memoria, insonnia, causa tumori maligni al cervello, cancro e leucemia nei ratti

Possibili usi alimentari:

  • dolcificanti artificiali (NutraSweet, Equal)
  • cibi a basso contenuto calorico
  • bevande dietetiche
  • chewing-gum
  • bibite
  • caffè solubile

Può essere aggiunto a qualsiasi cosa sia senza zucchero o senza zucchero aggiunto

Altri impieghi: medicinali, compresi quelli per bambini

Striscia di sfondo: rossa

Come si può notare, partendo dal numero E (si trova anche nella tabella di conversione dei codici E) oppure dal nome dell’additivo è possibile avere immediatamente una panoramica del “soggetto” in questione. Effetti e utilizzi sono chiari, al consumatore la scelta di rischiare oppure di passare a prodotti senza aspartame.

Potrei sbagliare ma nella famosa coca-cola light e nella coca-cola zero è contenuto proprio l’aspartame di cui è stata dichiarata la sicurezza ma su cui non sono stati compiuti studi a lungo termine. Proprio quello degli studi a lungo termine è uno dei problemi indicati dall’autore perché su molti ingredienti, gli studi sono ancora insufficienti e di breve periodo.

Ecco anche un esempio di cattivissimo direttamente dagli ingredienti cosmetici:

Nome dell’additivo: lead acetate (acetato di piombo, composto di piombo e acido acetico)

Funzione: colorante per capelli

Cod: 2 faccine tristi

Potenziali effetti: sospetta tossicità cardiovascolare, epatica e neurologica; accertata tossicità riproduttiva e dello sviluppo; cancerogeno; persistente e bioaccumulativo nella fauna selvatica e nell’uomo

Possibili usi: cosmetici (tintura e schiarente per capelli), altri (inchiostri, coloranti, pittura)

Striscia di sfondo: rossa

Anche in questo caso è tutto semplice e chiaro.

Il libro prosegue infine con una breve “spiegazione” sulle modificazioni genetiche e un glossario.

Una guida utile, di facile consultazione e alla portata di tutti che può essere portata in borsa quando si fa la spesa o consultata quando in internet si trovano le liste degli ingredienti e perciò, perché non approfittarne?

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16 commenti

ilrepungente 1 Febbraio 2012 - 10:23

Molto interessante. 😀

Rispondi
Laura 1 Febbraio 2012 - 10:37

E molto utile, soprattutto 😉

Rispondi
Marianna B 1 Febbraio 2012 - 12:31

-.-" Leggendo questo libro potrei diventare una fanatica della "lettura delle etichette" 😛 A parte gli scherzi, questa storia degli studi ancora insufficienti su alcune sostanze è davvero avvilente per non parlare dell'esempio dei potenziali effetti dell'Aspartame: inquietante!
:/ 🙂

Rispondi
stefania 1 Febbraio 2012 - 13:12

Davvero davvero interessante… 🙂

Rispondi
Laura 1 Febbraio 2012 - 16:57

@Marianna, il pericolo c'è, io ho dovuto disintossicarmi, passavo le ore al supermercato ormai 😉 Quanto all'aspartame… no comment, pensa che la maggior parte delle mamme compra per i bambini coca-cola zero pensando che non faccia male.
@Stefania, si, molto 🙂

Rispondi
Luke 1 Febbraio 2012 - 18:56

ottimo grazie

Rispondi
Laura 1 Febbraio 2012 - 19:02

Grazie a te 🙂

Rispondi
Anonimo 1 Febbraio 2012 - 19:56

ho l'imoressione che forse è meglio non saperlo…

Rispondi
Laura 1 Febbraio 2012 - 22:16

Certe cose sarebbe meglio non saperle, avvelenano solo all'idea… brrr…:-(

Rispondi
M.M. 1 Febbraio 2012 - 23:19

Poveri noi…comunque è meglio sapere

Rispondi
Laura 2 Febbraio 2012 - 07:42

Se però diventa un'ossessione è meglio girare al largo, ci vuole un po' di buonsenso; dopo averlo letto io restavo ore a spulciare le etichette, un disastro!

Rispondi
Letizia 21 Maggio 2012 - 20:19

Allora…io faccio una ricerca in rete per avere la foto del libro ( mi scoccia fare la scansione ^_^ e nel frattempo vedo in quanti ne parlano) e chi trovo? La mitica Laura!

Rispondi
Laura 22 Maggio 2012 - 05:53

Ahahaha, Letizia, sono un incubo quando mi ci metto; anche io con le scansioni sono come te 😀
Grazie del mitica, sei troppo generosa 😉

Rispondi
Mara Mencarelli 3 Giugno 2013 - 17:48

Quasi quasi ho deciso di acquistarlo

Rispondi
wp_809244 5 Giugno 2013 - 15:01

Te lo conosiglio, è davvero utile 😉

Rispondi
Anonimo 11 Settembre 2013 - 06:35

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