Eccellenze italiane: Beretta e il tiro al piattello

| 29 maggio 2018

L’Italia è un paese di grandi eccellenze, così come primeggiamo in settori quali quelli dell’enogastronomia e della moda, riusciamo ad avere un ruolo di primo piano anche nello sport; nelle ultime olimpiadi ci siamo assicurati medaglie nel judo, nella scherma, nel nuoto, nel canottaggio e nel tiro a volo, tanto per fare qualche esempio.

Oggi vogliamo proprio parlare di tiro al volo, una disciplina che richiede tanto allenamento, coordinamento, velocità, precisione… e la giusta arma!

Il tiro al volo nelle Olimpiadi

3 sono le specialità olimpiche: trap maschile e femminile, skeet maschile e femminile e, fino al 2016 la doppia fossa maschile.

Il Trap, o fossa Olimpica, fece la sua comparsa nella seconda edizione dei Giochi Olimpici, nel 1900, a Parigi; il tiratore deve colpire un piattello di circa 4 chili lanciato con una direzione e traiettoria sconosciuta, disponendo di 2 colpi. Durante la gara i tiratori scorrono su 5 pedane di tiro, a ogni pedana corrispondono 3 macchine lanciapiattelli posizionate 15 metri dietro la fossa ma, solo una, a “sorpresa”, lancia il piattello.

Lo scorrimento sulla pedana permette ai tiratori di cambiare postazione ed evitare così che un atleta, proprio in virtù della sua posizione, possa essere considerato favorito rispetto a un altro.

Lo Skeet è divenuto specialità Olimpica nel 1968, nei Giochi di Città del Messico; i tiratori devono sparare da 7 pedane disposte a semicerchio dove, ai lati, si trovano i lanciapiattelli. Una pedana si trova invece in una posizione diversa (il centro di un ipotetico diametro identificato dalla ricostruzione del cerchio riconducibile dal semicerchio) e, chi spara da questa posizione ha a disposizione un solo colpo per ognuno dei 2 piattelli lanciati in successione; dalle altre posizioni sono disponibili 2 colpi per 2 piattelli lanciati contemporaneamente.

In questo caso sono note le traiettorie del piattello, ma non i tempi di lancio.

Il Double Trap invece di avere un solo piattello come nel trap, ne ha 2 (da qui “double”), i colpi a disposizione dei 6 atleti sono 2, e devono essere colpiti i 2 piattelli lanciati in contemporanea da 2 macchine di lancio. Questa specialità non la si potrà seguire di nuovo perché dal 2020 non sarà più presente alle Olimpiadi, sostituita dal Mixed Team di Fossa Olimpica.

Olimpiadi 2016, il trionfo dell’eccellenza di Beretta nel tiro al piattello

Beretta è stata presente nelle Olimpiadi del 2016 riportando numerosi successi, sia con l’Italia, sia con atleti provenienti da altre nazioni; dal 1956 nel trap ha totalizzato 17 medaglie, nello skeet 12 e nel double trap ben 18.

Beretta, tiro al piattello

© Beretta

La proposta vincente è il DT11, affidabile, resistente, in grado di mantenere nel tempo le elevate prestazioni; il design mostra la sua eleganza già a partire dalla bascula che, robusta, mostra nei dettagli dei cordoncini lucidati a specchio, e nei fianchi laterali opachi una ricerca di stile.

La chiave di aperura, progettata grazie all’esperienza dei tiratori, ha il pregio di ridurre lo sforzo, facilitare la presa e garantire una maneggevolezza anche ai mancini.

Le canne realizzate con tecnologia Steelium Pro, garantiscono all’acciaio trilegato di assumere caratteristiche ideali per ottenere le migliori performance balistiche; il nuovo profilo geometrico interno dei tubi regala una maggiore stabilità nel tiro, elevate performance di penetrazione e rottura del bersaglio, rapidità e precisione dei due colpi, oltre a una percezione di minor impennamento dell’arma.

Un insieme di caratteristiche che portano inevitabilmente a salire i gradini più alti del podio in considerazione anche del fatto che, il DT11, è disponibile in diversi modelli, in base alla specialità scelta.

Chi decide di dedicarsi al tiro al piattello trova in Beretta un’ampia scelta sapendo che, in ogni caso, la qualità, il design e la funzionalità dei prodotti del brand riescono a garantire performance di livello elevatissimo.

Anche il 691 Sporting, con canne Steelium OptimaBoreHP ha una precisione balistica invidiabile; il suo design, con l’incisione floreale, il calcio finito a olio e i legni con cui è stato realizzato, profumano di lussuosa eleganza.

Per chi assolutamente non vuole rinunciare all’estetica, chi fa della classe uno stile di vita, naturalmente senza intaccare ulteriori caratteristiche che determinano l’affidabilità e supremazia di un fucile, Beretta è perfetta.

Se si è alla ricerca di un prodotto di alto profilo estetico realizzato con le migliori e più moderne tecnologie, che permetta di partecipare alle competizioni nazionali e internazionali, con la consapevolezza di utilizzare uno dei prodotti migliori al mondo, come dimostrato nelle ultime Olimpiadi, questo brand è il meglio cui si possa aspirare.

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