Ipoacusia, impariamo a conoscerla, per affrontarla

| 29 luglio 2018

La natura, si dice, ha dato a ciascuno di noi due orecchie ma una lingua sola, perché siamo tenuti ad ascoltare più che a parlare.” (Diogene Laerzio)

L’importanza di sentire e ascoltare per comunicare bene

L’ipoacusia è un calo nell’udito che, dal momento in cui si manifesta, può progressivamente peggiorare sino ad arrivare a non far sentire quasi più nulla; non è infrequente, soprattutto con l’avanzare dell’età.

L’invecchiamento non è però l’unica causa di un abbassamento dell’udito, anche alcune malattie come otiti croniche o l’utilizzo di farmaci possono contribuire e creare disagio in chi si accorge di esserne affetto.

All’inizio è difficile venire a patti con la realtà, spesso non riuscendo a seguire i discorsi delle persone con cui si parla, dovendo magari rispondere a una domanda che è stata posta ma non udita, ci si nasconde dietro alla scusa di non essere stati attenti o essere “soprappensiero”.

Non è facile ammettere di non riuscire a udire bene, quando lo si fa, le persone attorno tendono istintivamente ad alzare la voce per essere sicure di farsi comprendere, generando imbarazzo in chi vive invece il disagio; questo accade soprattutto se ci si trova in mezzo a molte persone che, attirate da un tono di voce più alto, fanno sentire in imbarazzo. E, come una cane che si morde la coda, sentire i discorsi in ambienti in cui ci sono molte persone che fanno confusione, può essere davvero difficile.

La costante sensazione di sentire come se ci si trovasse sott’acqua, di dover seguire il labiale o doversi sforzare per cercare di non perdere nessuna parola, chiedere di ripetere parole o frasi, generano un sentimento tutt’altro che positivo. In queste situazioni è normale sentirsi frustrati, fuori luogo, voler sfuggire alla vita sociale che fa sentire inadeguati.

Non è solo nel contatto diretto con gli altri che l’ipoacusia può generare difficoltà; non sentire lo squillo del telefono o il trillo del campanello di casa può dar vita a situazioni spiacevoli.

Un esempio? Immaginate un figlio o una figlia che cerca di telefonare agli anziani genitori che invece non sentino il telefono. Dopo alcuni tentativi inizieranno inevitabilmente a preoccuparsi e finiranno per correre sul posto, temendo il peggio.

Ecco perché è importante affrontare i problemi di perdita dell’udito con serenità, con la convinzione che, risolvendoli, la propria vita potrà ricominciare con un nuovo slancio.

Una guida per conoscere l’ipoacusia

Cos’è l’ipoacusia? Da cosa è determinata? Può sopravvenire improvvisamente oppure compare in maniera graduale?
Per conoscere a fondo questo problema, per capire come intervenire efficacemente, vi suggeriamo di consultare la guida all’ipoacusia su InfoUdito.

Raccogliere informazioni su una patologia è il modo migliore per affrontarla con consapevolezza; con la conoscenza di cosa la determina, e le possibilità offerte dalla scienza e dalla ricerca scientifica per porvi rimedio, diventa tutto più semplice.

Non esiste un solo tipo di ipoacusia e, leggendo la guida, vi renderete conto di come, ciò che magari consideravate semplicemente un calo dell’udito, è invece un fenomeno molto più complesso che può avere differenti cause ed origini.

E’ un fenomeno comune, non ci si deve vergognare ma, al contrario, è necessario accettarlo e conoscerlo per capire che, con un intervento mirato, la vita potrà ricominciare liberi dal senso di inadeguatezza che la difficoltà di comunicare con gli altri porta con sé.

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