Cosa fare se il bambino ha paura di entrare in acqua e di nuotare

Generalmente i bambini amano stare in acqua, sguazzare tra le piccole onde del mare o stare in ammollo in piscina; a volte però, la paura prende il sopravvento e, riuscire ad affrontare un corso di nuoto, una giornata al mare o al lago, diventa una vera impresa.

Il nuoto è considerato uno degli sport più completi, sviluppa la coordinazione, apporta benefici all’apparato cardiovascolare, rafforza la muscolatura, aumenta la capacità respiratoria, è rilassante, aumenta la fiducia in se stessi; se però il timore di nuotare ed entrare in acqua diventa una vera fobia, incoraggiare un bambino a nuotare può diventare difficile.

Cosa fare quando il bambino ha paura di nuotare?

Avere paura dell’acqua e del nuoto non è così strano come si possa pensare, tuttavia, quando si affronta un corso di nuoto, questa paura può diventare puro terrore nel momento in cui diventa necessario mettere la testa sott’acqua. E a questo punto, il corso di nuoto può dirsi concluso.

Come cercare di rimediare e incoraggiare i bambini a non aver paura dell’acqua e del nuoto?

La prima cosa da fare è armarsi di tanta pazienza, evitando di prendere il bambino e costringerlo con le buone o con le cattive a gettarsi in acqua; è necessario consolarlo e incoraggiarlo, la paura deve essere affrontata, ma non è con l’obbligo e la mancanza di empatia che si raggiungerà lo scopo.

Parola d’ordine è rassicurare!

Avere paura non deve far sentire in imbarazzo, il bambino deve essere rassicurato anche su questo; se non se la sente di entrare subito in acqua, si procederà poco alla volta, magari stando seduti a bordo piscina a guardare cosa fanno gli altri oppure, sulla sabbia vicino al mare, con l’acqua che bagna appena i piedini.

Nessuna pressione però, la fretta è una cattiva consigliera e non aiuta in questo delicato processo; è bene perciò evitare di giudicare negativamente la paura, deridere e spingere a fare cose di cui non si sente pronto, rischiando di accrescere lo stress e l’ansia.

I motivi per cui si insinua il terrore per l’acqua, soprattutto in piscina, sono molti, può essere trasmesso dai genitori, può derivare dalla paura che l’acqua entri negli occhi o nel naso e non permetta di respirare, può derivare da una scena cui si ha assistito direttamente o in tv. Capire cosa ha scatenato il timore, aiuta a dare una direttrice da seguire per superarla.

Bisogna procedere a piccoli passi, aiutando con molta gradualità (che per un adulto potrebbe essere snervante); vedere un genitore che si mostra con i piedi a bagno è sicuramente un punto di partenza, entrare in acqua con il proprio figlio, dargli l’esempio, è molto importante.

Per iniziare, la vasca da bagno o una piscinetta per bambini possono essere d’aiuto; se la paura è forte, è meglio non iniziare in una grande piscina, potrebbe spaventare ancora di più.

Appena raggiunto il primo traguardo, quando il bambino avrà messo i piedi in acqua, sarà importante lodarlo e renderlo orgoglioso della conquista, così, potrebbe mostrare più facilmente interesse nel passare oltre, a qualcosa di più “difficile”.

L’immersione graduale, giorno per giorno, partendo dalla sola immersione dei piedi, per poi passare il giorno successivo (o dopo qualche giorno, in base alla reazione del bambino) ai polpacci, e così via, può essere un’ottima strategia. I tempi non vanno forzati, bisogna rispettarli altrimenti, si rischia di vanificare eventuali traguardi raggiunti.

Il bambino si abitua poco alla volta, forzarlo senza rispettare i suoi tempi sarebbe solo controproducente e non farebbe altro che aumentare il senso d’ansia; noi adulti siamo generalmente dotati di minore pazienza, siamo abituati a correre ma questa volta, sarà necessario adattarsi.

Bambina in piscina con la tavoletta

Per farlo sentire più sicuro quando entra in acqua, almeno per le prime volte, lo si può dotare di una tavoletta, giocattolini che galleggino con cui giocare e intrattenersi, o altri ausili che possano dargli un po’ di sicurezza (tappi per le orecchie  e occhialini possono essere utili se ha paura che l’acqua bruci gli occhi o se teme che gli entri nelle orecchie) in attesa di acquisire più familiarità; attenzione a non farglieli usare troppo a lungo, potrebbe diventarne dipendente o acquisire un senso di falsa sicurezza.

Se il bambino segue delle lezioni di gruppo in piscina e si sente in difficoltà, o necessitasse di essere seguito con più attenzione, è possibile valutare delle lezioni private (o ambienti in cui ci siano classi di bambini di numero ridotto); essere l’unico seguito da un istruttore, almeno per qualche lezione, potrebbe essergli d’aiuto, farlo sentire più protetto e sicuro.

Oltre a questo, va detto che ci sono molti istruttori preparati ad affrontare problematiche di questo tipo.

Portarlo a vedere la piscina prima di iscriverlo a un corso, mostrargli gli altri bambini che affrontano il nuoto con divertimento lo aiuta ad affrontare poi a sua volta la stessa esperienza, con uno spirito diverso, persino con l’entusiasmo di iniziare una bella avventura che ha visto fare solo agli altri.

Se la situazione non si risolve, non precludete al bambino la possibilità di godersi l’acqua e imparare a nuotare, rivolgetevi a un professionista come uno psicologo infantile e regalategli la possibilità di fare nuove esperienze.

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2 COMMENTS

  1. Mio figlio ha questa paura, finché si tratta di acqua bassa va bene ma se supera la vita urla e piange…

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