Vanishing Twin, una sindrome poco conosciuta

Oggi parliamo di un fenomeno che spesso incute timore nelle mamme e papà in attesa di gemelli, la paura che qualche cosa vada storto, che i frutti del loro amore, come spesso accade, non riescano ad arrivare al termine della gravidanza: la Vanishing Twin.

La Vanishing Twin è un evento di cui si parla poco ma che ha in realtà un’incidenza non trascurabile; con la diffusione delle tecniche di fecondazione assistita e l’introduzione degli esami ecografici anche nelle prime settimane di gravidanza, è divenuto semplice individuare “le vittime” di questa sindrome.

Cos’è la Vanishing Twin?

Descritta per la prima volta nel 1956 da Stoeckel, indica la scomparsa, riassorbimento o compressione di uno dei gemelli concepiti in una gravidanza gemellare; la causa è tutt’ora sconosciuta anche se, da un lato, analisi successive all’evento hanno talvolta identificato anomalie alla placenta e, dall’altro, alcuni studiosi hanno legato la morte di uno o più gemelli a una precoce sindrome di trasfusione feto-fetale.

In seguito alla morte è possibile che acqua, placenta e liquido amniotico vengano riassorbiti determinando un “appiattimento” del feto che viene così compresso dalla pressione del gemello sopravvissuto; talvolta i residui li si potranno ancora vedere, talaltra invece li si scopriranno solo in seguito.

Sanguinamento, dolore pelvico, crampi uterini sono spesso la spia che qualche cosa non sta andando per il verso giusto ma, sarà solo un’ecografia a rassicurare o trafiggere il cuore dei genitori in attesa; se dovesse accadere nei primissimi stadi di sviluppo potrebbero non verificarsi conseguenze per madre e bambino tuttavia, nel caso in cui si presentasse in età gestazionale avanzata potrebbe provocare paralisi cerebrale del feto sopravvissuto, parto pretermine, emorragie e altri gravi complicanze.

Alcune ipotesi sostengono come il gemello sopravvissuto, non solo soffra per via dell’avvenimento all’interno del grembo materno ma, anche in futuro, avrà più possibilità di divenire una persona sensibile, impressionabile e rabbiosa.

Le gravidanze gemellari sono generalmente considerate “a rischio” e le mamme in attesa sottoposte a continui, necessari controlli che, in una gravidanza normale non sono necessari; con il passare del tempo l’intensificazione delle visite diviene evidente e, al minimo dubbio da parte del ginecologo, la paziente deve esigere controlli essenziali.

Muovendosi, spostandosi e, a talvolta, nascondendosi uno sotto l’altro, i piccoli furfanti racchiusi nel grembo materno possono, inconsapevolmente, scatenare il panico non facendosi trovare e non permettendo neppure ai sanitari di trovare il battito; in questo caso, una struttura seria vi prescriverà un ricovero immediato con controlli continui, anche per 24 ore ininterrotte per verificare che tutto stia procedendo per il verso giusto oppure, ahimè, attestare il precipitare della situazione.

In tutti i casi, non dimenticate, la salute dei piccoli nascituri è tutto perciò, per quanto possibile, cercate di farvi seguire in strutture dotate di reparti di terapia intensiva neonatale e personale altamente qualificato.

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