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Investire in azioni nel 2022

by Laura C.
Azioni trading

Investire in azioni nel 2022 non è certo facile, si proviene da due anni difficili; in prima istanza, si deve considerare il covid che ha portato una forte destabilizzazione, e influito su tutte le economie.

Se questo non fosse stato sufficiente a creare incertezza, le vaccinazioni e i problemi legati agli approvvigionamenti hanno messo un ulteriore carico.

Ora, come se tutto ciò non fosse stato abbastanza, si è aperto il difficile spiraglio della crisi in Ucraina e tutto ciò che ne è conseguito.

In un quadro di questo tipo, è necessario individuare dei titoli che riescano a restare immuni dalle influenze esterne o, quantomeno, che siano in grado di manifestare una scintilla di ripartenza.

Cosa sono le azioni?

Facciamo però un passo indietro; ricordiamo che le azioni sono dei titoli finanziari che rappresentano delle quote di una società per azioni. Hanno una quotazione sul mercato azionario che ne determina il valore, e sono soggette a rischio in quanto, proprio il valore è variabile; in pratica, si acquistano a un prezzo di emissione e si segue l’andamento che può avere oscillazioni in perdita e in guadagno.

Prima di investire i propri soldi in una società, bisognerebbe tenere presente almeno diversi fattori; ne elenchiamo alcuni:

  • il rischio

  • la posizione di mercato

  • la crescita potenziale

  • le prospettive future

  • analisi dei dati economici dell’azienda.

Per fare scelte consapevoli bisogna poi sempre tener bene a mente che, le oscillazioni, sono anche legate a fattori quali tassi di interesse e di cambio, la gestione aziendale, e notizie provenienti dai media.

Investire oggi diventa difficile anche per la velocità con cui l’economia si evolve e cambia.

I settori in cui investire in azioni

Gli esperti del settore hanno individuato le aree in cui può essere più sicuro e profittevole investire nel 2022; il settore biomedico che, proprio dagli ultimi due anni ha tratto un grosso vantaggio, oppure quello energetico, grazie all’interesse per la green energy e nuove energie (l’idrogeno potrebbe riservare enormi sorprese).

Ci sono poi il settore tecnologico che è quasi una sicurezza, è in continua crescita da almeno dieci anni; logistica e trasporti sono in crescita, in questo biennio le consegne sono prosperate e, per finire beni di consumo con le grandi marche sempre sulla cresta dell’onda.

Vediamo ora un piccolissimo elenco delle azioni principali (va da sé che è essenziale consultare un elenco completo, aggiornato e approfondito):

A2a (società multiservizi italiana nata dalla fusione di AEM, AMSA e ASM, ha avuto alti e bassi ma, nel lungo periodo ha premiato gli azionisti)

Airbnb Inc. (servizio noto per gli affitti per privati nel settore turistico, sta ora cercando di diversificare e sviluppare la sua offerta aprendosi anche alla ristorazione e altre esperienze)

Alibaba Group (multinazionale cinese specializzata nell’e-commerce ha subito delle contrazioni per via delle regole antitrust, ma ha comunque margini di azione)

Pfizer (nel settore biomedico ha tratto un enorme guadagno dalla vendita di vaccini tuttavia, è necessario tenere bene a mente che il mercato in cui si muove è molto competitivo)

Vodafone (multinazionale operante nel settore delle telecomunicazioni, ha una presenza forte e vasta nel mercato ma, anche in questo caso, le tariffe dei concorrenti potrebbero avere un impatto negativo)

Amazon (ha molti punti di forza e sul mercato è sicuramente in una posizione di vantaggio tuttavia, oscillazioni sono legate alle tassazioni e al calo dell’attività con l’allentamento delle limitazioni)

Ups (multinazionale di spedizione e ricezione, nonostante la crescita e possibili nuove partnership, potrebbe risentire dei competitors e l’evoluzione dei tassi di cambio che potrebbero influire negativamente)

Assicurazioni Generali (leader in Europa, potrebbe pagare lo scotto di non avere altrettanta concorrenzialità al di fuori dell’Europa)

Nikola Corp (produttore di veicoli ad alimentazione elettrica o ibrida, punta molto sulle partnership. A sfavore ha una infrastruttura aziendale scarna e subisce una forte concorrenza)

Mediaset (conosciuta e fortemente concorrenziale società impegnata nel panorama delle telecomunicazioni; ancora tuttavia non ha forte espansione nel resto del mondo e si trova ad affrontare spese per eventuali sanzioni)

Pirelli (leader nella produzione di pneumatici, ha subito purtroppo le conseguenze della diffusione del virus Covid)

Uber Technologies (fornitore di servizi di mobilità permette di condividere l’auto ma anche di fornire cibo da catene di ristoranti. D’altra parte ha subito gravi perdite e ha accusato l’ascesa di concorrenti).

Questa è solo una rapida panoramica per chi si avvicina al mondo dell’investimento in azioni; naturalmente, è vivamente consigliato valutare sempre bene quel che si investe. Non si dovrebbe mai investire infatti più di quel che si potrebbe perdere.

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