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Magnetite, proprietà e utilizzi della pietra dalla doppia polarità

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La magnetite è una pietra dalla buona reperibilità e prezzo contenuto che si presta a curare numerosi piccoli malanni del corpo e dello spirito.

Vediamone alcune caratteristiche:
Famiglia: spinelli
Sistema cristallino: cubico
Processo litogenetico: primario/terziario
Classe minerale: ossido
Colore: nero, nero/bruno, nero/grigio
Giacimenti: Russia, Sud Africa, USA, Norvegia, Italia, India
La magnetite, altrimenti della “pietra di ferro” è dotata di un forte magnetismo naturale; conosciuta dai greci come “magnetis” era spesso utilizzata contro i reumatismi.
Questa pietra è facilmente riconoscibile per una particolarità: riesce a deviare l’ago di una bussola, provare per credere! Se non ci credete, provate a utilizzarla come fosse una comune calamita, vi stupirà l’effetto che osserverete.

Incredibile a dirsi, dispone anche di una polarità positiva e una negativa.

La sua azione si ripercuote sul livello spirituale e psichico: scioglie i blocchi esistenti, allinea i chakra e i meridiani, permette un maggiore orientamento. Come se non bastasse, aumenta la forza di volontà, riappacifica e appiana i diverbi, contro lo stress e la tristezza, l’inquietudine, attenua la paura e l’angoscia.

A livello fisico invece combatte dolori articolari e ossei, reumatismi, artrosi, cervicale, lombaggine, stiramenti, crampi, mal di testa, mal di schiena, favorisce la formazione delle cellule, contro gotta e coliche, combatte l’asma ed è benefica per capelli e pelle, incrementa la crescita, stimola le funzioni del fegato, e l’attività della tiroide.

Può essere applicata indifferentemente su tutti i Chakra.
Come utilizzarla? Semplice.
La pietra di magnetite può essere portata al collo come ciondolo oppure indossata in altri modi per molto tempo perché non ha effetti “collaterali” , attenzione solo se utilizzata su fegato e bile poiché li stimola (in questo caso non superare le due settimane di utilizzo); utilizzata contro stati dolorosi deve essere applicata sulla zona da trattare (per esempio mediante compresse di garza trattenute da nastro per medicazioni).
E’ possibile fare dei bagni energizzati ponendola nell’acqua, per avere sollievo dall’artrosi e dolori muscolari o spruzzare e massaggiare le zone doloranti con acqua precedentemente “energizzata” con magnetite.

Per uso interno si possono utilizzare acqua ed elisir di magnetite.

Ricordate però che deve essere ricaricata alla luce lunare, onde evitare che si possa rovinare.

How do you say, l’estensione di Chrome per una pronuncia perfetta

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Oggi vi consiglio un’estensione per Chrome, utile per chi desideri migliorare la propria pronuncia inglese o semplicemente togliersi lo sfizio e ascoltare un testo in lingua originale.

Si chiama “How do you say” e può essere scaricata gratuitamente dallo Store di google dopo aver cliccato sul tasto AGGIUNGI  posto sulla parte superiore della finestra; non ci saranno altri procedimenti da seguire e, dopo l’installazione, vedrete comparire all’interno della barra degli indirizzi una bandierina, questa sarà l’indicazione dell’avvenuta installazione.

Nel caso in cui non doveste visualizzarla immediatamente, chiudete e riaprite il browser, sicuramente comparirà; a questo punto siete pronti per ascoltare porzioni di testo o una sola parola, con la pronuncia in lingua originale.

Da sottolineare che nel caso in cui la parola dovesse prevedere delle particolarità o piccole variazioni di pronuncia per qualche motivo ben definito, queste verrebbero sottolineate dal “narratore”.

Accade così, per fare un paio di esempi, che “Premier” venga letto sia con la pronuncia inglese che con quella americana (con un distinguo da parte del “pronunciatore”) oppure, “Sarkozy” sia letto con pronuncia inglese e francese; “of” invece è pronunciato in 2 modi diversi, la prima è quella in riferimento al testo e la seconda porta invece come esempio la frase “a cup of tea”. Nonostante sia una funzione interessante, può diventare un elemento di disturbo ascoltando un’intera frase.

 

Passiamo ora a esaminare le funzionalità dell’estensione. La bandierina potrà a seconda delle impostazioni essere grigia oppure colorata; nel primo caso significa che è disattivata, nel secondo invece che è attiva. Dovrete perciò  attivare l’estensione per usufruire del servizio nella pagina che vi accingete a leggere e, cambiando pagina, se vorrete utilizzare nuovamente il servizio, dovrete attivarlo di nuovo.
E’ possibile utilizzarlo in duplice modalità, la prima è perfetta quando si desidera utilizzare l’applicazione per una sola parola o espressione; per poterlo fare sarà sufficiente selezionare i termini da ascoltare in lingua inglese, cliccare sulla bandierina, inserirli nella casellina di testo e premere la freccetta.
Il secondo utilizzo è l’ideale per chi ha necessità di utilizzare l’ascolto della pronuncia con frequenza, si tratta della modalità “Real Time”. Appena caricata la pagina di interesse, premere ALT+X oppure cliccare sulla bandierina e premere il tasto “Enable”, in pochi attimi la X rossa si trasformerà in una V di colore verde, indicando che la modalità è stata attivata.
A questo punto selezionate la parte di testo che vi interessa, attendete alcuni secondi e… buon ascolto.
Nel caso in cui in seguito doveste decidere di eliminarla dal pc, sarà sufficiente, da Chrome, cliccare sulla chiave inglese in alto a destra, quindi su “Strumenti”, poi “Estensioni” e da qui rimuovere o eventualmente disabilitare la funzione.
Per accedere alla pagina dedicata all’estensione cliccate QUI.

Altroconsumo: come sopravvivere al condominio (guida gratuita)

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Altroconsumo è un’associazione indipendente e senza fini di lucro che difende i consumatori e mette a disposizione la sua esperienza per rendere più semplice una vita sempre più difficile, e sempre più complessa anche nei rapporti con gli altri.

Vivere in condominio è un esempio di come i rapporti umani possano degenerare fino a divenire un collage di cattiverie, ripicche, dispetti; i piccoli screzi possono sfociare in liti violente, una parola sbagliata può scatenare l’inferno, la comunicazione interrotta tra le persone può causare danni e creare fratture insanabili.Legalmente, non sapere come agire, quali sono i diritti, quando si può pretendere e quando sarebbe invece meglio fare un passo indietro non fa altro che ingarbugliare tutto; gli amministratori spesso non rispondono alle telefonate, non danno risposte, non sono d’aiuto.

Ecco che Altroconsumo viene in soccorso con una guida utile e gratuita che aiuta a difendersi da vicini molesti e arroganti, conoscere i propri diritti, imparare come muoversi in assemblea, come dire le cose e come proporle; semplice e caratterizzata da interessanti illustrazioni è alla portata di tutti.
Il condominio non avrà più segreti e finalmente vi sentirete tutelati.

Nasi Goreng (Indonesia): ricetta

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Il Nasi Goreng è un piatto nazionale Indonesiano che, tradotto letteralmente, significa “riso (Nasi) fritto (Goreng)”; pasto completo e saporito non richiede l’utilizzo di molti ingredienti ed è consumato sia nelle tavole calde che nelle famiglie più danarose. Di fatto, si tratta di un piatto che unisce tutti.

La preparazione è piuttosto semplice e prevede alcune varianti estremamente gustose, talvolta nella terra d’origine viene preparata con gli avanzi del giorno prima opportunamente conservati tuttavia, esiste una “base” cui aggiungere o in cui variare, a piacere, alcuni ingredienti; vediamo però come iniziare.Per 4 persone sono sufficienti:

300gr. di riso basmati
3 cucchiai di olio (di riso o arachide)
2 uova
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 scalogno
2 peperoncini o 1 cucchiaino di salsa Sambal Oelek (attenzione, è molto piccante e, se volete prepararlo in casa trovate qui la ricetta)
2 cucchiai rasi di salsa di soia dolce
250 gr di gamberetti (una delle varianti prevede che si aggiungano anche o, in alternativa, 250 gr di fesa di pollo).
Per la preparazione sarà necessario bollire il riso togliendolo dal fuoco poco prima del termine della cottura e passarlo sotto l’acqua fredda in modo da evitare che continui a cuocere. Nel frattempo, a parte, preparate la frittata in una padella leggermente unta con un po’ d’olio poi, estratta dal fuoco attendete che si raffreddi e tagliatela a striscioline o cubetti; in un’altra padella saltate i gamberetti (e/o la carne tagliata a cubetti).
Tagliate finemente la cipolla, lo scalogno, i peperoncini e schiacciate lo spicchio d’aglio (unite la salsa se l’avete preferita ai peperoncini) quindi tuffateli in un wok in cui sia stato fatto scaldare l’olio, lasciate rosolare poi unite il riso e la salsa di soia. Appena il riso sarà tostato unite il pesce e/o la carne, lasciate cuocere alcuni minuti quindi togliete dal fuoco e servite.
Con l’aggiunta del pollo la ricetta prende il nome di ayam goreng, talvolta è possibile aggiungere un uovo fritto (il classico uovo all’occhio di bue che in indonesiano prende il nome di mata sapi), sottaceti (Acar), cracker di gamberi sulla sommità (krupuk) o bastoncini satay.Con un po’ di fantasia è possibile personalizzare la ricetta, snaturandola un pochino ma adattandola al gusto personale; a questo punto non mi resta che augurarvi buon divertimento nella preparazione e buon appetito.

2005 YU55, nessun pericolo per il pianeta Terra

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Il grande momento si avvicina, l’8 novembre è alle porte e… no, non sono impazzita! Adesso vi racconto tutto ma state tranquilli, il 9, saremo (forse) ancora qui.

Per chi ancora non lo sapesse, quella è la data in cui l’asteroide 2005 YU55 “sfiorerà” la Terra e, viste le sue dimensioni, 400 metri, lo si potrebbe considerare un piccolo pianeta che potrebbe tenere tutti con il fiato sospeso; asteroide di tipo C (carbonioso), è stato classificato in passato come oggetto potenzialmente pericoloso anche se, ora, gli scienziati hanno avuto modo di chiarire che per i prossimi 100 anni, se non di più, non creerà nessun problema.Identificato il 28 dicembre del 2005 (la “Y” nella sigla indica infatti il periodo finale dell’anno) da Robert McMillan del “Spacewatch Program”, è stato poi osservato da altri colleghi che ne hanno individuato alcune caratteristiche essenziali: si tratta di un oggetto molto scuro, quasi sferico,ha una rotazione approssimativa di 18/20 ore e un periodo orbitale di 1,22 anni.

Per la sua vicinanza offrirà agli studiosi un’opportunità che si verifica piuttosto di rado e, per questo, sono già state pianificati e predisposti numerosi strumenti di osservazione; già dai primi di novembre (il 4) si inizierà a seguirne in maniera più approfondita il cammino che lo porterà fino a 324600 Km da noi. Sarà immortalato da numerose apparecchiature, tra cui il radioscopio Arecibo di Porto Rico, quello che ha permesso di identificarne la larghezza (precedentemente stimata in 200 mt) ed eliminare il dubbio relativo al possibile impatto.
Attraverso l’osservazione si spera di acquisire informazioni importanti sulla sua superficie, forma e dimensione; del resto, negli ultimi 200 anni, nessun corpo si era avvicinato a noi così tanto da permetterne uno studio approfondito e preciso.
La NASA ha comunicato che l’8 novembre alle 23.28 passerà entro 0.85 distanze lunari (per distanza lunare si intende la distanza tra la Luna e la Terra) dalla Terra e, per osservarlo, gli appassionati necessiteranno di un binocolo con obiettivo da almeno 80 mm. oppure di un telescopio che dovrà avere un’apertura non inferiore ai 15 cm poiché, nonostante la sua grandezza, non sarà visibile a occhio nudo.
Nell’immediato sfiorerà noi e 8 ore dopo si avvicinerà alla Luna, in seguito il 19 gennaio del 2029, questo asteroide farà di nuovo parlare di sé per il suo avvicinarsi a Venere (0,74 distanze lunari) e nel 2041, per una nuova visita al pianeta Terra con una pericolosità che potrà essere definita sono nel Novembre 2011.

Fino al 2028 potremo, teoricamente, stare tranquilli poi l’asteroide 2001 WN5 passerà a 0.6 distanze lunari scatenando nuove teorie catastrofiste, ipotesi su sbarchi alieni e paure più o meno ingiustificate.In attesa di trovare l’arma che consenta, un giorno, di difenderci dai pericoli proveniente dallo spazio, gustiamoci l’animazione preparata da Jon Giorgini (JPL), del passaggio di 2005 YU55: http://ssd.jpl.nasa.gov/x/jdg/2005yu55/2005_YU55_approach_movie.gif

Le guerre del Mondo Emerso (Licia Troisi)

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Non è l’inizio e neppure la fine del ciclo dedicato al Mondo Emerso, Nihal e Sennar hanno già compiuto la loro missione e l’avvento di Adhara è ancora lontano.
Dubhe è una ragazzina come tante, gioca, si diverte, ama stare all’aperta ma il suo destino sembra essere orribilmente segnato; l’incidente nel quale perderà la vita Gornar è solo l’inizio di una vita condotta tra furti e assassini, una vita in cui l’incontro con il Maestro formerà una giovane donna determinata, ma dall’aria triste, una ragazza che dovrà subire il destino di maledetta.

Sanrek (Il Maestro) è il suo primo incontro con la Gilda, setta dei seguaci del dio Thenaar che si considerano Vittoriosi e, in nome del loro dio uccidono e sacrificano innocenti nelle piscine in cui il sangue prende il posto dell’acqua; capeggiati da Yeshol, Suprema Guardia, e supportati da Dohor, padre del principe Learco, hanno contribuito a riunificare le Terre del Mondo Emerso instillando nella popolazione odio e paura.Dubhe, pur volendo restare al di fuori della setta, viene, tramite un sigillo costretta ad entrarvi perché lei, come tutti i bambini che hanno ucciso, è un Bambino della Morte; per sopravvivere e non farsi divorare dalla Bestia che è stata risvegliata nel suo corpo deve sottomettersi e ubbidire affinché Rekla le dia la pozione che, tenendo a bada quell’oscuro abitante che cresce in lei, non la divori con la sua sete di sangue.

L’incontro casuale con Lonerin suggella un’alleanza che scompaginerà completamente le carte; la fuga dalla Gilda, l’incontro con Ido, l’aiuto di Sennar, il passato delle Terre del Mondo Emerso torna potente a scuotere le fondamenta della Gilda.
Nuovi personaggi però entreranno in scena, San (il nipote di Sennar), Learco (figlio del Re Dohor), Theana (la sacerdotessa) mentre, una grande assenza improvvisamente illuminerà la scena, per ribaltare il triste destino di Dubhe: Nihal.
Un fantasy da divorare pagina dopo pagina, una storia di violenza e oppressione in cui però la speranza non abbandona mai il lettore che, non deve e non può lasciarsi risucchiare dal vortice di paura e desolazione che albergano nel cuore della bella ladra.
Lo stile di Licia Troisi è scorrevole e avvincente, raramente si perde in descrizioni fuori luogo o nell’aggiunta di particolari inutili; i continui salti temporali passando da un capitolo all’altro potrebbero confondere chi non sia stato attento, il richiamo di personaggi del passato potrebbe spiazzare chi non abbia letto le avventure precedenti.

Tuttavia si tratta di un libro che consiglio sia a un pubblico “piuttosto” giovane che a un pubblico più adulto; assolutamente inadatto invece ai lettori più giovani per la crudeltà di alcune scene e per tematiche che, potrebbero essere non comprese nei migliori dei casi oppure, risultare troppo forti e in qualche modo traumatizzanti, nelle peggiori.La trilogia si compone dei volumi: “La setta degli assassini”, “Le due guerre”, “Un nuovo regno”.

E’ disponibile anche un volume unico, molto grande e piuttosto pesante che però presenta numerosi errori di battitura.

Segreti e virtù dell’origano

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L’origano, il cui nome botanico è origanum vulgare, appartiene alla famiglia delle labiatae e deve essere coltivato in aree soleggiate, seminando in primavera o riproducendo in autunno o primavera per divisione dei cespi; avendo cura di bagnare poco si dovrà lasciar “crescere” le piantine per 2-3 mesi prima di metterle a dimora in un punto soleggiato.

Altrimenti detto erba bastarda, erba acciuga, dittamo selvatico, può talvolta essere confuso con la “maggiorana” (origanum majorana); originario delle zone Mediterranee e Asiatiche trova un ambiente favorevole nelle aree calde con terreni che non necessitino di continue annaffiature, in ambienti sassosi, boschi e campi incolti.L’ambiente più congeniale pare però essere la montagna (fino ai 2000 mt. d’altezza), al punto che l’etimologia del termine è da ricercare nell’unione di “oros” e “ganos” ovvero montagna e splendore, che dà origine all’espressione “splendore della montagna”.

Raggiunge altezze non molto elevate, al massimo 80 cm., produce foglie piccole e molto profumate ma anche piccoli fiori di colore rosa o rosso che fanno capolino nel mese di luglio e agosto; sommità fiorite e foglie sono piccoli doni della natura dalle indiscutibili proprietà medicamentose, da raccogliere nella stagione estiva e lasciar essiccare in un luogo in ombra.
Alla nascita della pianta di origano è legata la leggenda di un giovane chiamato Amaraco (in spagnolo significa origano); il Re, per stupire i suoi commensali lo investì del compito di portare presso la mensa un’ampolla contente un unguento dal profumo eccezionale ma lui cadde in maniera maldestra e la ruppe.
Tale fu il dolore che morì di crepacuore e gli dèi, impietositi dal giovane lo trasformarono nella pianta di origano cui diedero il profumo dell’unguento rovesciato.
Dal punto di vista culinario può essere utilizzato nella preparazione di pizze, sughi, pesce, verdure, in alcuni formaggi o con la famosa carne alla pizzaiola cui conferisce un sapore estremamente gradevole e leggermente pungente.
Questa pianta ha anche proprietà curative, tra i costituenti si trovano timolo, carvacrolo, tannini; è antisettico, antispastico, digestivo, emmenagogo, espettorante, stimolante, sudorifero e può essere utilizzato per curare: artrite, bronchite, dissenteria, mal di denti, meteorismo, nevralgie, problemi alla bocca, problemi di stomaco, vomito, diarrea, raffreddore, febbre, reumatismi, torcicollo e tosse.
Ecco alcune ricette semplici a problemi comuni anche se è bene non tralasciare mai i consigli del medico.
☼ Spargere l’origano sui cibi permette di renderli più digeribili ed evitare perciò difficoltà digestive e pesantezza.
☼ Per dolori al collo e reumatici è possibile preparare un decotto (fare bollire in acqua l’origano in una proporzione di 1 a 5 ovvero 50 gr. di origano per un quarto di litro in un pentolino chiuso) da applicare sulla zona dolorante ma, all’occorrenza, si può ricorrere anche all’utilizzo di fiori appena scaldati in una pentola, avvolti in un telo di cotone e applicati sulla zona dolente.
☼ L’infuso che si prepara versando dell’acqua bollita (un litro circa) su 30 grammi circa di foglioline, lasciando coperto per una decina di minuti e filtrando, una volta raffreddato è ottimo per risciacqui e gargarismi. In alternativa può essere bevuto per contrastare problemi alla gola e presenza di catarro.
☼ L’infuso preparato come detto precedentemente si rivela utile anche per un buon bagno aromatico, stimolante e purificante o per un pediluvio rilassante.
☼ Per tutti i problemi di stomaco e digestione difficile è sufficiente prepararne un infuso con 5 grammi in 250 ml. d’acqua da sorseggiare con calma quando è ancora caldo.
☼ Ottimo anche contro i raffreddori, una volta ridotto in polvere e respirato aiuta a starnutire e liberare il naso; in alternativa per raffreddori e bronchiti è possibile fare dei suffumigi.

Sambal Oelek, la ricetta

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Vi presento oggi la ricetta di una salsa piccante di origine Indonesiana, il Sambal Oelek, altrimenti chiamato Sambal Ulek; ottimo per preparare piatti tipici internazionali (un esempio è il noto Nasi Goreng), può essere utilizzato e adattato anche alla cucina italiana.

Perfetto per aggiungere un tocco di sapore a ogni piatto, è ottimo con stuzzichini e bruschette extra hot e immancabile nella dispensa dei patiti dei fuori pasto che lo possono usare per insaporire le tortillas; una sola precauzione, essendo molto piccante non può essere consumato in quantità eccessive poiché potrebbe causare problemi e bruciori intestinali.

Eccone 2 versioni, l’una più semplice e rapida, l’altra più elaborata; sono entrambe ottime, scegliete quella che preferite e, se non avete voglia di prepararvelo ma la curiosità di assaggiarlo vi assale, recatevi al più vicino supermercato e cercate tra i prodotti internazionali, con buona probabilità riuscirete a scovarlo.

Prima versione:
25 peperoncini rossi freschi
2 cucchiai di sale
Aceto

Pulire i peperoncini togliendo il gambo ma non i semi quindi, porli in un mixer poi aggiungere un cucchiaio scarso di aceto e avviare; appena la salsa avrà raggiunto una consistenza morbida aggiungere il sale, mescolare e versare in un vasetto a chiusura ermetica. Nel caso in cui dovesse risultare troppo denso aggiungete poco aceto e mixate di nuovo, l’importante è aggiungere il sale solo alla fine.
Questa salsa si conserva in frigorifero per 10-15 giorni.

Seconda versione:
200 gr di peperoncini rossi freschi
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di aceto o tamarindo

Pulite i peperoncini eliminando i gambi ma non i semi quindi, poneteli in un pentolino e copriteli con acqua; portate a ebollizione poi riducete la fiamma e coprendo, protraete la cottura per 15 minuti.
Una volta che il composto si sarà leggermente raffreddato ponetelo nel mixer aggiungendo sale, zucchero, olio e aceto (o tamarindo); frullate fino a ottenere un composto omogeneo ma non troppo liscio e, nel caso in cui dovesse rimanere troppo denso, aggiungete poco aceto.
Mettete tutto in un vasetto a chiusura ermetica e conservate in frigorifero 10-15 giorni al massimo.

Cristalloterapia: purificazione dei cristalli

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Per gli amanti della cristalloterapia, la purificazione delle pietre è essenziale per poter operare al meglio; il processo può avvenire seguendo più procedimenti e ogni terapeuta o semplice appassionato, seguendo il proprio intuito e dopo aver acquisito un po’ di esperienza saprà individuare il più adatto.
L’ importanza della purificazione di una pietra deriva dal fatto che, essendo venuta a contatto con altri soggetti, ne potrebbe aver assorbito la negatività o, in alternativa, potrebbe aver subito dei traumi in fase di lavorazione.
Ecco i metodi più utilizzati per raggiungere lo scopo:
– mettere il cristallo sotto la neve differenziando la tempistica a seconda del colore della pietra. In caso di pietre trasparenti saranno sufficienti da 1 a 3 giorni mentre, in caso di pietre opache o scure si dovrà prolungare la tempistica. La grande limitazione di questo metodo deriva dal non poter essere sfruttato per tutto l’anno o non poter essere applicato a pietre che non possano venire a contatto con l’acqua;
– mettere i cristalli non contenenti rame in una ciotola (che non sia in plastica) contenente sale grosso e lasciarli immersi per alcune ore oppure lasciarveli, in alternativa, per una, tre o sette notti; trascorso il tempo porre tutto sotto un getto d’acqua corrente finché il sale non si sia sciolto. Nel caso in cui si volesse utilizzare questo metodo ma si avesse timore di rovinare la pietra, la si potrà porre in un vasetto di vetro da collocare a sua volta all’interno della ciotola, in questo modo il cristallo beneficerà degli effetti del sale senza venirne a contatto;
– esporre il cristallo alla luce della luna (piena o crescente);
– scavare un buco nel terreno e seppellire la pietra lasciandovela per una notte (secondo alcuni andrebbe lasciata seppellita per un intero ciclo lunare) Fate attenzione a pietre porose e delicate poiché potrebbero rovinarsi;
– in un recipiente in materiale naturale riporre dell’argilla e seppellire la pietra lasciandovela per una, tre o sette notti poi, trascorso il tempo porre il minerale sotto un getto d’acqua corrente. Anche in questo caso fate attenzione a pietre porose e delicate poiché potrebbero rovinarsi;
– in caso di cristalli che non abbiano subito troppe manipolazioni è possibile porli per mezza giornata su una drusa di ametista;
– un metodo alternativo è quello della fumigazione. Dopo aver bruciato in un recipiente di materiale naturale dei legni o resine aromatiche che abbiano prodotto fumo, passare la pietra attraverso il fumo (spegnete le fiamme prima!);
– un ulteriore metodo consiste nel porlo sotto un getto d’acqua corrente per mezza giornata.

Poesie d’amore (Paul Verlaine)

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“Allora stringo avido il tuo corpo,
la carne contro il mio corpo d’atleta
che si tende e a momenti si rilassa,
nel trionfo e nella disfatta beato,
in questa guerra del cuore e della testa”.

Verlaine è un poeta maledetto, un personaggio dalle molteplici sfaccettature, un poeta controverso e non facile d’amare ma profondo e intensamente coinvolgente; leggere le sue poesie significa immergersi in un mare di sensualità, aprirsi a ogni forma d’amore, abbandonare i pregiudizi e lasciare che la passione rapisca e trascini come un fiume in piena verso le rapide turbolente dell’estasi.E’ lui un poeta, un uomo capace di parlare del sentimento motore dell’umanità, un sentimento che descrive in queste sue poesie talvolta con tenerezza, talaltra con lussuria, è un altalenarsi tra follia e delicatezza, inquietudine e dolcezza, purezza ed esaltazione sensuale.

Le sue esperienze di vita, l’alcolismo, la dissolutezza, l’amore eterosessuale e omosessuale, l’esperienza della prigione, la conversione, il suo desiderare con ardore e amare in maniera diversa donne di differente “moralità” si riflettono nelle sue liriche; i versi emozionano, solleticano i sensi, con le parole e le liriche cerca di trascinare il lettore nel suo mondo sfatto, il mondo di una scheggia impazzita nel mondo dei sentimenti ma ricco di sensualità.

Il Verlaine amante è passione, erotismo, sensualità travolgente, spudoratezza e calore; nel volume edito vengono divise con testo francese a sinistra e traduzione a destra in:

Poèmes Saturniens (Poesie saturnine)
La prima raccolta all’insegna di Saturno, versi e parole che mostrato l’influsso di Baudelaire sono malinconiche, un umore cupo che si aggrappa al desiderio della carne, agli “odorosi corpi giovani e cari, i tocchi spontanei, timorosi!”
Una sofferenza atroce che non dà tregua:
Ahimè, l’orrido incubo che sempre mi perseguita
non mi dà tregua, infuria follemente, geloso,
si va moltiplicando come un branco di lupi,
si attacca al mio destino sporcandolo di sangue!


Io soffro, è spaventosa la mia sofferenza,
tale che, al suo confronto, è un’egloga il lamento
del primo uomo, espulso dal giardino dell’Eden!

Fêtes galantes (Feste galanti)
Ispirate a Watteau sono ancora parole malinconiche, cupe, tragiche, avvolgono con la passione che sprigionano e tuttavia appaiono ingentilite e maggiormente raffinate, caratterizzate da giochi di parole e citazioni.
Alle tue ginocchia io mi uccido
Poiché il mio sconforto è infinito
e la terribile tigre d’Ircania
è un’agnella in confronto a te.

Si, qui, mia crudele Climene,
questa spada che in tante battaglie
ha ucciso Ciri e Scipioni
porrà fine alla mia vita, ai miei tormenti.”

La bonne chanson (La buona canzone)
L’opera della “normalità”, della vita comune, dell’esaltazione dell’amore matrimoniale, della pace che esso comporta, almeno in apparenza; poesie d’amore per la donna amata, candida, pura e spirituale, una donna dall’aspetto angelico in cui sono riposte le speranze, una donna il cui amore offre quella calma, quella quiete di cui l’autore sembrava aver bisogno.
Il matrimonio appare la via di fuga e il rifugio dopo la vita “agitata”, forse in lui e nella donna scelta pensava di poter trovare un equilibrio per se stesso; la dolcezza di alcuni versi è palpabile ed esprime un’immensa tenerezza:
Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.


Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?

Romances sans paroles (Romanze senza parole)
Queste liriche non sono più interamente dedicate alla moglie Mathilde nonostante il suo influsso e la sua presenza siano ancora perfettamente visibili; una lieve malinconia, una delusione attraversa talvolta i versi rivolti all’amata, un risentimento, uno struggimento triste e inconsolabile, un’angoscia che attanaglia il cuore del lettore.
Composte nel vagabondare con Rimbaud mostrano la sua influenza, la “contaminazione” che la poesia subì; la sensazione di disagio si legge chiaramente all’interno delle poesie che associano passione e morte, rosso e nero, speranza e disperazione, il timore di un futuro in cui tutto potrà accadere, sarà fatale e inesorabile ma soprattutto vissuto con inquietudine.
Ti rendi conto che avevo ragione
quando affermavo, nei momenti neri,
che il tuo occhio, delle vecchie speranze
focolare, covava il tradimento.


Giuravi allora ch’era una menzogna,
e il tuo sguardo, lui stesso mentitore,
bruciava come un morente fuoco
che si prolunga, e mi dicevi:”Ti amo!

Jadis et naguère – Una volta e poco fa
“Versi per essere calunniato” è con molta probabilità una dedica a Rimbaud con cui aveva intrattenuto una relazione amorosa; una dedica appassionata e delicata allo stesso tempo, l’amore di un uomo che osservando l’amante addormentato non può che struggersi per lui.
Che si viva: oh quale tenera meraviglia,
tanto il nostro organismo è come un fiore che si piega!
O pensiero, pensiero che porti alla follia!
Ma dormi tu! Io veglio, ho paura per te!

Amour – Amore
Nella raccolta Amour Verlaine piange e ricorda Lucien Létinois, giovane morto di tifo con cui ebbe una relazione molto appassionata; non solo amante ma anche figlio adottivo viene dipinto con estrema precisione dalle parole di chi lo ha amato.
La voce, la risata tornano nella memoria, da morto e da vivo come “un suono di gloria in un qualche martirio”.
Pattinava meravigliosamente,
lanciandosi così impetuosamente,
ritornando così leggiadramente.
Snella come una bella, alta ragazza,
brillante, vivo e forte come un ago,
Flessuoso, con il guizzo di un’anguilla.
Affascinanti giochi d’ottica,
un tormento delizioso degli occhi,
un lampo che apparisse grazioso.”

Parallèlement – Parallelamente
Sono parole pregne di erotismo, corpi femminili, desiderio, bramosia; è un Verlaine carnale e sfacciato che desidera ardentemente e avidamente le ragazze, le brama voglioso e desideroso di possederle ed esserne posseduto, desidera ed esprime il proprio volere con loro, con la Principessa Roukhine, Seguidilla, Auburn.
…e poi la “Ballata Saffo”:
Allora stringo avido il tuo corpo,
la carne contro il mio corpo d’atleta
che si tende e a momenti si rilassa,
nel trionfo e nella disfatta beato,
in questa guerra del cuore e della testa”.

Dédicaces – Dediche
Dedicata a Arthur Rimbaud, giovane poeta con cui il già adulto e sposato Verlain intrattenne una relazione amorosa, dapprima segretamente poi pubblicamente; la liaison si protrasse per alcuni anni tra vagabondaggi e vita sregolata poi terminò in maniera piuttosto turbolenta e astiosa (Verlaine sparò a Rimbaud) ma ciò non toglie che l’amore provato per il giovane amico fosse profondo e totale.
Le spirali d’incenso e gli accordi di liuto
segnalano il tuo ingresso nel tempio della memoria
e il tuo nome radioso canterà nella gloria,
perché mi hai amato come bisognava.

Femmes – Donne
2 le poesie qui riportate, 2 odi, l’uno a una donna apparentemente fredda ma in realtà “fresca” come Verlaine la definisce, colei che non fu per lui la più innamorata delle amanti ma di cui custodisce un certo rimpianto; la seconda (Gusti regali) è un’esaltazione del profumo dell’amore…
Poi, quando sul cuscino il mio olfatto stanco,
come gli altri sensi, del continuo piacere,
sonnecchia ed i miei occhi muoiono verso un volto
che quasi anche si spegne, ricordo e presagio
dell’intrico di gambe e di braccia, di piedi
fulvi che tra le madide lenzuola incontrandosi
si baciano, da quel languore più sensuale
si diffonde un odore d’umanità non privo
di vergogna ma buono…verrebbe da mangiarne!

-Chansons pour elle – Canzoni per lei
Di cosa parlerà mai il nostro poeta? A chi dedicherà i suoi versi? Come sempre…al gentil sesso.
C’è un alternarsi tra versi romantici e delicati a versi duri e sfrontati, esaltazione e follia, contemplazione e adorazione, un animo irrequieto alla continua ricerca di quella pace che non arriverà mai.
Amami,
perché, senza te,
niente posso
niente sono

L’edizione della Demetra, appartenente alla collana “AcQuarelli” presenta il testo in lingua italiana e francese, perfetta per addentrarsi nelle opere di Verlaine gustandole in lingua originale e cogliendo ogni sfumatura ed emozione oppure, conoscerle attraverso la splendida traduzione di Alessandro Quattrone.

Paura per lo stratovulcano, Tambora borbotta

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Ancora non si sono spenti l’eco e la paura per il rientro del satellite UARS, che nuovi eventi tornano a tenere l’umanità con il fiato sospeso; dopo il previsto impatto con ROSAT, il vulcano Tambora (isola di Sumbawa, Indonesia), definito stratovulcano, ha cominciato a borbottare e questo, potrebbe essere il cattivo presagio di una catastrofe imminente.

C’è da augurarsi che non accada nulla ma, a scopo precauzionale, le famiglie residenti all’interno dei villaggi situati nei pressi del vulcano sono state evacuate; il livello di allerta cresce ormai da diversi mesi ma il passaggio allo stato di allerta 3 (su una scala da 0 a 4), non fa presumere nulla di buono.Gli esperti escludono effetti devastanti sostenendo che, il fatto che in passato l’eruzione di questo vulcano abbi avuto effetti catastrofici, non significa che si dovranno ripetere, soprattutto in considerazione del fatto che attività di tale violenza non si verificano a intervalli così brevi.

Nell’ aprile del 1815 Tambora ha avuto modo di dimostrare la sua pericolosità con un’eruzione super-colossale; iniziando nel 1812 con boati, è continuata con vere e proprie esplosioni, colate ed emissioni che culminando il giorno 10, hanno lanciato nell’atmosfera una quantità tale di cenere da oscurare il sole per molti giorni. Così forte fu il boato che si udì sino a Sumatra, distante ben 2600 Km.
La violenta attività portò a una diminuzione della sua altezza da 4000mt circa a 2850 circa e, ancor peggio causò decine di migliaia di vittime, alcune direttamente collegate alla spaventosa eruzione (la più terribile registrata dall’era glaciale, il cui valore, in base all’indice di esplosività vulcanica è stato identificato in 7 su una scala da 0 a 8), altre invece diretta conseguenza di quell’evento: maremoti, terremoti, carestie ed epidemie di colera in primo luogo.
Le ceneri nell’atmosfera diedero vita all’inverno vulcanico e, l’anno successivo si definì per le condizioni che si verificarono, “l’anno senza estate”; il parziale oscuramento della terra, conseguenza del mancato arrivo dei raggi solari causò non solo tramonti spettacolarmente rossi e vividi ma anche una piccola glaciazione e conseguentemente, una modifica del clima che influì in maniera significativa sulla vita del nostro pianeta: inverni gelidi, raccolti scarsi, carestie, assenza di stagioni calde con neve anche in estate, colture impossibili da realizzare.

A questa eruzione è legato anche un aneddoto “storico” che ha per protagonista Napoleone e la battaglia di Waterloo; il 18 aprile del 1815 il condottiero fu sconfitto dagli eserciti appartenenti alla settima Coalizione a causa di un errore nella preparazione della strategia e di una conoscenza non approfondita del territorio.La mattina, Napoleone, aveva deciso di spostare i cannoni per vincere la battaglia tuttavia, la pioggia incessante e violenta del giorno precedente e della nottata aveva reso il terreno cedevole e impraticabile posticipando così la mossa; un inconveniente che determinò una forte penalizzazione delle truppe napoleoniche e un arrivo inaspettato delle truppe avversarie che determinarono perciò la pesante e definitiva sconfitta, cui fece seguito l’esilio di Napoleone a Sant’Elena.

Autunno caldo per il fantasy: è in arrivo Inheritance

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Gli amanti della “Saga dell’eredità” possono prepararsi al grande evento, il 9 novembre uscirà anche in Italia il quarto capitolo: Inheritance.
“Eragon”, “Eldest” e “Brinsingr” non sono stati sufficienti a terminare il racconto, l’ultima parte si è prolungata e l’autore si è visto così costretto a dividerla in due parti; il giovane Eragon continuerà perciò a combattere, perché tutt’ora, il futuro di Alagaësia è nelle sue mani.

L’ammazzaspettri, Saphira Squamediluce, Arya, Nasuada, Orik, Glaedr e i Varden dovranno combattere fianco a fianco per sconfiggere il perfido Galbatorix e, per questo, dovranno marciare e unire le forze per mettere fine alla tirannia. Eragon dovrà fare a meno di Oromis, ucciso da Murtagh nelle ultime pagine di “Brisingr” mentre, come affermato dallo stesso Paolini, nel nuovo capitolo un personaggio chiave perderà la vita.Chi sarà?

Chi sarà invece l’ultimo cavaliere, colui che affiancherà il drago verde ben visibile anche sulla copertina (disegnata da John Jude Palencar) del volume in uscita? Paolini ha del resto confermato che l’ultimo uovo è verde, ma non ha detto se ne uscirà un maschio o una femmina…

Aspettiamo perciò di conoscere la fine di questa saga e, per chi dovesse avvicinarvisi per la prima volta, segnaliamo che è prevista anche l’uscita di un cofanetto contenente tutti e 4 i titoli, gli amanti del genere fantasy che non hanno ancora avuto l’opportunità di “incontrare” questo giovane autore non potranno perderlo!

ROSAT, la paura arriva dal cielo

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La paura e il timore legati a UARS sono ancora freschi ma per l’umanità non c’è pace, una nuova minaccia giunge dal cielo e per l’ennesima volta l’uomo è causa del suo male, non un asteroide, ma un satellite/telescopio ha deciso di farci tremare: ROSAT.
Rispetto a UARS però una novità c’è, questa volta le probabilità di essere colpiti aumentano, diventando 1 su 2000 (con UARS erano una su 3.200). Ancora la data dell’impatto non può essere definita, nel giugno 2011 si trovava a 327 Km sopra la Terra e, per ora, si sa che la caduta avverrà in una località indefinita tra i 53 gradi di latitudine nord e sud, tra il 21 e il 25 ottobre, con più probabilità il 23; di proprietà tedesca (produzione DLR), ha un peso pari a circa 2,4 tonnellate e vaga senza utilità nello spazio dal 1999, anno in cui è caduto in disuso.
Come un film già visto il tam tam si diffonde sempre più rapidamente e con essi il panico di divenire un bersaglio innocente; si disintegrerà a contatto con l’atmosfera? Si, ma non del tutto, una trentina di pezzi per un totale di 1.6 tonnellate potrebbero piombare al suolo a una velocità che potrebbe toccare i 450 Km/h e, tra questi, quelli che si suppongono più resistenti e pesanti saranno gli specchi del telescopio a raggi X e una struttura in fibra di carbonio.
Sebbene si presupponga che l’effettivo rientro sia da far ricadere nel corso di questo mese, non c’è possibilità di dare certezze a causa delle fluttuazioni dell’attività solare che influenzano la resistenza atmosferica.

Lanciato l’1 giugno 1990 doveva svolgere una missione di 18 mesi tuttavia, ha continuato a operare fino al 1998 ed è stato “spento” il 12 febbraio dell’anno successivo; in mancanza di un sistema di propulsione a bordo e in considerazione del fatto che impianti e apparecchiature sono riuscite a operare e sopravvivere per un tempo superiore rispetto a quello stimato, allo stato attuale, ci si pone nell’impossibilità di stabilire un contatto con la sonda e naturalmente, si rivela impossibile pilotarne il rientro.La “caduta” verrà comunque seguita e monitorata dalle agenzie internazionali ma, nel caso in cui voleste seguire la orbita “in diretta”, seguendo passo-passo il rientro, lo potrete fare seguendo questo link: http://www.n2yo.com/?s=20638 .

Il lime o limetta, come e perché saper scegliere

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Frutto ancora scarsamente sconosciuto e utilizzato, il lime, la cui corretta pronuncia è “laim” è un agrume dal nome scientifico altisonante: citrus aurantifolia.

Conosciuto più comunemente come “limetta” vanta un’origine indiana e Malaysiana anche se, oggi, è coltivato principalmente in Messico e Sud America; derivante da un incrocio tra cedro e limone può essere talvolta confuso con quest’ultimo da cui si differenzia in realtà per le dimensioni (è più piccolo) e il caratteristico colore verde (nonostante talvolta lo si possa reperire anche di colore giallo).Dal gusto dolciastro e poco aspro viene raramente consumato come un frutto, magari a fine pasto o per spezzare la fame quanto, piuttosto, come ingrediente di ricette, guarnizioni o, più di sovente nella realizzazione di cocktail internazionali quali il Mojito, la Caipirinha, la Caipiroska e così via.

Imparare a sceglierlo è fondamentale, soprattutto se si vuole sfruttarne il succo; un lime poco succoso, ahimè, potrebbe servire veramente a poco e allora, affiniamo vista e tatto e impariamo a scegliere.
Avendone a disposizione una discreta quantità ci si dovrà, per prima cosa, orientare su quelli che abbiano una bella buccia lucida e sottile, di un bel verde chiaro e, possibilmente liscia, scartando perciò quelli con chiazze marroncine, una colorazione più scura, opaca o una buccia butterata che di solito è indice di scarsa succosità .
Al tatto deve essere sodo, meglio lasciare nel cesto quelli che si schiacciano facilmente.

Utilizzandolo in ricette che richiedano l’uso del succo, un lime secco creerebbe solo danni e finirebbe per “sporcare” il risultato finale; facciamo un esempio.Nel caso in cui voleste preparare un cocktail come la caipiroska, dopo averlo tagliato dovreste pestarlo leggermente con il pestello e, proprio in questo caso, se fosse poco succoso si verificherebbe uno sgradevole inconveniente: piccoli pezzi di polpa si staccherebbero finendo nel liquido. Per alcuni potrebbe diventare estremamente fastidioso e rovinare perciò la bevanda.

Restando in tema di cocktail, è da precisare che la buccia non deve essere asportata poiché avendo un sapore piuttosto aspro, si combina con la dolcezza del succo, conferendo un giusto bilanciamento e rendendo il gusto unico.

Glutei sodi e tonici con gli esercizi a corpo libero

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 Glutei sodi e alti sono il sogno di molte donne, forse della maggior parte; se la scorsa estate non siete riuscite a sfoggiare un lato B alla Belen potrete iniziare fin da ora a lavorare sulla carrozzeria posteriore.
Prendiamola sul ridere, in fondo per un gluteo non proprio tornito non è mai morto nessuno e, se i risultati non dovessero arrivare neppure con un po’ di sano esercizio, si potrà sempre ricorrere ai costumi push-up che sollevano il seno… e non solo.

Non c’è bisogno di massacrarsi, gli esercizi per i glutei possono essere eseguiti nella comodità della propria casa, l’importante è fare un po’ di riscaldamento, di stretching e abbinare una leggera dieta.

Chi ha già alle spalle un po’ di pratica può rendere il tutto più difficile utilizzando cavigliere o gli appositi elastici
da far passare attorno alle caviglie o alle cosce, a seconda dell’esercizio che si esegue; la raccomandazione è di non esagerare e smettere in caso di dolori, soprattutto nel caso in cui dovessero colpire la schiena, principalmente nella parte bassa o, quando partendo dal gluteo dovessero estendersi all’intera gamba. Potrebbero essere sintomi di patologie lombari o di sciatalgia, in questo caso ricorrete al medico per chiedere delucidazioni.

Per ogni esercizio, nel caso in cui si sia principianti si potrà partire con 2 serie da 10 (sono poche ma è meglio non partire in quarta) e aumentare via via aggiungendo una serie ed eventualmente un paio di ripetizioni in più a esercizio.
1° esercizio
Sdraiati pancia a terra, allineare la colonna vertebrale, contrarre gli addominali quindi portare le braccia in avanti e formare una linea retta con il corpo; inspirando, piegare il piede destro a martello ed espirando sollevare la gamba verso l’alto senza inarcare la schiena o piegare il ginocchio. Controllate che il bacino aderisca al pavimento e contate fino a 5 poi riportate la gamba a terra. Ripetere con l’altra gamba.
E’ possibile rendere più “pesante” l’esercizio facendo passare un elastico all’altezza delle caviglie oppure, una volta portata la gamba verso l’alto spingere 10 volte con movimenti rapidi e brevi.
2° esercizio
In posizione dei quadrupedia (a 4 zampe), appoggiare i gomiti al pavimento, controllare l’allineamento della colonna vertebrale, contrarre gli addominali, ispirare e sollevare la gamba destra allungandola ed evitando di piegare il ginocchio. Verificare la posizione, soprattutto che, inavvertitamente, non sia stata inarcata la schiena, mantenere per alcuni secondi poi tornare in posizione. Fare tutte le ripetizioni poi rifare l’esercizio con l’altra gamba.
Anche in questo caso, per rendere l’esercizio più duro si possono utilizzare elastici da avvolgere attorno alle cosce o cavigliere; come nel caso precedente ci si potrà avvantaggiare di spinte rapide e brevi verso l’alto.
3° esercizio
In posizione supina, braccia distese lungo i fianchi con i palmi appoggiati al pavimento, flettere le ginocchia, fare leva sui talloni e contraendo i glutei sollevare il bacino, facendo attenzione a mantenere ben allineata la colonna vertebrale; mantenere la posizione per alcuni secondi continuando a tenere i glutei contratti poi riportare il bacino a terra.
4° esercizio
E’ il momento degli affondi. In piedi, braccia lungo i fianchi e gambe leggermente divaricate in modo che si trovino alla stessa “altezza” del bacino; flettere leggermente le ginocchia poi, espirare e portare in avanti la gamba destra. Il piede deve essere in linea con la gamba che dovrà formare un angolo di 90°, il ginocchio sinistro si avvicinerà naturalmente al pavimento, è importante non abbassarsi fino a toccare il pavimento stesso.
Espirando si tornerà poi nella posizione iniziale, si termineranno le ripetizioni poi si eseguirà l’esercizio con l’altra gamba.
5° esercizio
Passiamo allo squat. In piedi, gambe divaricate all’altezza del bacino che deve essere spostato leggermente all’indietro, addominali contratti, inspirare e lentamente piegare le gambe formando con le ginocchia un angolo di 90°, le cosce devono essere parallele al pavimento, i talloni ben saldi sul terreno e il busto leggermente inclinato in avanti. Spingendo sui talloni tornare nella posizione iniziale.
Questo esercizio può essere eseguito anche con un bilanciere; meglio evitarlo però nel caso in cui si sia principianti.

Terminati questi esercizi si dovrà procedere ad eseguire esercizi di allungamento e rilassamento; sdraiati sulla schiena, inspirare, afferrare un ginocchio ed espirando portarlo fino al petto. Tenere la posizione contando fino a 20 poi ripetere con l’altra gamba.Per avere un sedere “da esposizione” curate anche la pelle provvedendo a scrub che eliminino le cellule morte e rendano la pelle liscia quindi, idratate sempre a fondo in modo da mantenere la pelle elastica; se ne disponete, utilizzate pure una crema anticellulite o tonificante, un aiuto in più verso il raggiungimento dell’obiettivo.